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03

dic 16
EQUILIBRISTA DEI CONTRIBUTI
Il Presidente del CONI e i tagli alla Federcalcio
Presentazione Internazionali BNL d’Italia 2015 -Angelo Binaghi,  Giovanni Malago' e Luigi Abete (foto Costantini)
tratto da "La Gazzetta dello Sport" di sabato 3 dicembre 2016

La parte dei poliziotti cattivi l’avevano recitata il giorno precedente Binaghi e Petrucci, e ieri a Malagò è toccata quella del poliziotto buono. Ma così buono e convincente che poco ci manca il calcio non gli debba chiedere grazie per tutto quello che ha fatto, incluso scegliere Gigi Buffon quale anfitrione per il 19 dicembre al Coni, quando al cospetto di Renzi (ammesso sia ancora al suo posto) verranno consegnati i Collari d’Oro. Chi scrive, pur dando atto al presidente del Coni di capacità dialettiche e persuasive non banali, si dichiara per nulla convinto che quegli ulteriori 4,5 milioni tolti al calcio, unica federazione col segno meno quanto a contributi per il 2017, fossero la cosa giusta da fare. Con quest’ultimo prelievo forzoso siamo scesi per il calcio, che avanti di questo passo farà forse bene a pensare di interagire direttamente con Palazzo Chigi come è avvenuto per il restyling della Melandri, a 33 milioni di euro dagli 80 di cinque anni fa. Nel frattempo il finanziamento allo sport italiano da parte dello Stato è rimasto stabile sui 411 milioni senza contare gli ulteriori 100 destinati nel 2016 all’impiantistica. Bravo Malagò nel continuare a riuscire a fare cassa, meno bravo nel continuare a piegarsi agli appetiti dei suoi presidenti. Che non smettono (e non smetteranno) di chiedere, anche quando la buona amministrazione produce (accade nel tennis) ricchezza aggiuntiva. Quel che poteva avere un senso ed una giustificazione nel 2013, quando c’era da vincere la corsa al Coni, oggi che Malagò è e resterà saldo al comando dello sport italiano lo ha molto meno. Nella conferenza stampa post Giunta di ieri il presidente un pizzico di imbarazzo lo ha fatto intravvedere. Non quando si è sottolineato come ad essere premiate siano state le federazioni più medagliate a Rio (il nuoto del nemico, ma non per questo meno gratificato Barelli, la pallavolo ed il tiro), ma nel momento in cui si è dovuta dare una spiegazione plausibile, riuscita solo a metà, per i cospicui incrementi riservati a tennis, pallacanestro e rugby. E poi, quesito irrisolto ma non per questo meno attuale: è proprio giusto che le federazioni come il badminton o il tennistavolo percepiscano 1,6 milioni di euro? Dice e promette Malagò che la commissione contributi presieduta da Buonfiglio (ma governata da Binaghi) ha esaurito il suo compito e che nel prossimo quadriennio sarà cura del presidente del Coni “razionalizzare” i costi. Che vorrebbe dire procedere a fusioni ed accorpamenti vari tra federazioni e/o discipline associate tali da produrre un consistente risparmio. Tra i 12 e i 16 milioni era quello stimato in proposito proprio da Binaghi, che tre anni fa lo studio di fattibilità lo aveva bello e pronto, ma fu stoppato. Da Malagò.

TABELLA CONTRIBUTI



di Ruggiero Palombo (La Gazzetta dello Sport)

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