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07

dic 16
MENZOGNE E PERCENTUALI
Centro Tecnico Federale di Tirrenia (foto Costantini)
Dunque, andiamo per ordine.
Una quarantina di giorni fa “Il Tennis Italiano” chiede di poter intervistare a cuore aperto il presidente della FIT, Angelo Binaghi. “Il Tennis Italiano” è un mensile che è stato fondato nel 1929 e che, nel bene e (ogni tanto) nel male, rappresenta un patrimonio storico del nostro Movimento. Perciò, a dispetto delle controindicazioni, - numerose per via delle mani nelle quali di recente è malauguratamente caduta la gestione editoriale della testata - Binaghi non solo accetta ma mette anche a disposizione del giornale il fotografo della FIT per realizzare il servizio che illustrerà l’intervista.
L’intervistatore è Riccardo Bisti, un ragazzo in gamba, con una grande cultura tennistica e una curiosità giornalistica d’altri tempi, storico collaboratore di Cazzaniga e, da qualche tempo, anche dei media della FIT. Viene a Roma, fa molto professionalmente il suo lavoro (una bella tirata: due ore di faccia a faccia), e Binaghi non si sottrae a nessuna domanda, anzi. Le foto, dal canto loro, mostreranno in anteprima ai lettori della rivista il nuovo studio di SuperTennis. Insomma, sembra proprio che ne debba venire fuori qualcosa di positivo.
Una volta stampata, in effetti, l’intervista risulta bella, ampia, ricca di contenuti interessanti, esauriente.
Però… c’è naturalmente un però. A qualcuno un’intervista così proprio non può andare giù. Troppo positiva per Binaghi, per la FIT, per il tennis italiano (quello con le iniziali minuscole). E siccome quel qualcuno è proprio il neo “direttore esecutivo” del Tennis Italiano (quello con le iniziali maiuscole), non gli è difficile trovare il modo per tentare di ribaltare quello che per lui è stato il controproducente esito della sua iniziativa: basta ricorrere alla menzogna.
Così, nello stesso numero in cui compare l’intervista, riferendosi a quanto accaduto a Roma nel corso dell’intervista, il “direttore esecutivo” Lorenzo Cazzaniga scrive nel suo editoriale: "In particolare, mi ha colpito una frase del nostro inviato: ‘Ho la netta sensazione che a Binaghi freghi ben poco del settore tecnico. Gli occhi gli si illuminano solo quando si parla di soldi’”. Ora, se quanto riportato fosse vero, la citazione di Cazzaniga sarebbe solo un rozzo e sleale tentativo di utilizzare la confidenza di un suo dipendente per tentare di dimostrare che alla FIT non interessa il Settore Tecnico e che è per questo che le cose andrebbero male (già: così male che i giocatori italiani hanno conquistato otto titoli del Grande Slam negli ultimi sei anni… Pensa un po’ quanto è sereno e competente il sedicente “direttore esecutivo”, ndr). Invece, la cosa è tutt’altro che marginale. E’ grave, anzi gravissima. Perché quella citazione non è vera. E’ completamente inventata.
Ecco infatti, all’indomani dell’uscita del giornale, che cosa scrive per email Riccardo Bisti ad Angelo Mancuso, il capo ufficio stampa della FIT cha ha organizzato l’intervista in questione:
“Ho appena letto l'editoriale e sono incazzato nero: a parte le sue elucubrazioni, a un certo punto (Cazzaniga, ndr) scrive: "In particolare, mi ha colpito una frase del nostro inviato: «Ho la netta sensazione che a Binaghi freghi ben poco del settore tecnico. Gli occhi gli si illuminano solo quando si parla di soldi". Ti assicuro che io non gli ho detto così! Era una nostra conversazione privata, amichevole, in cui gli raccontavo com'è andata e gli ho detto che Binaghi mi era sembrato molto focus sugli aspetti amministrativi e che su quelli tecnici avesse meno risposte "dirette" ma più indirette. Non so come gli sia venuto di metterla in questo modo, peraltro senza dirmelo! … omissis… A me non interessa fare il leccaculo ma che mi metta in bocca una cosa così (e nell'editoriale!) mi ha fatto incazzare, e oggi glielo dirò. Se avrò la possibilità lo dirò anche a Binaghi. Il problema non è la frase, che non è offensiva, è che non è il mio pensiero!!! Scusa lo sfogo, ma proprio non me l'aspettavo”.
Quando Bisti (presumibilmente) gli ripete in faccia queste cose, Cazzaniga promette che pubblicherà una rettifica sul sito del giornale. Lo fa il giorno dopo ma non per rettificare, anzi: lo fa, incredibilmente, per attribuire a Binaghi l’incazzatura di Bisti! (mentre invece Binaghi, quando gliel’ho riferita, sulla vicenda si è fatto una risatina, limitandosi a scuotere la testa).
Chiaro che non mi azzardo a mettere il dito fra la moglie Bisti e il marito Cazzaniga. Se la vedano tra loro. Ma ci ho tenuto a raccontare questa vicenda perché è illuminante. L’episodio chiarisce infatti in modo lampante i motivi per i quali Lorenzo Cazzaniga dovrebbe essere radiato dall’Ordine di Giornalisti, anziché potersi autonominare “direttore esecutivo” di un giornale con 87 anni di vita alle spalle. Non mi riferisco all’uso politico della menzogna, pratica riprovevole ma ormai, purtroppo, sdoganata dall’uso quotidiano. Mi riferisco al fatto che le sue motivazioni sono spesso commerciali. Cazzaniga, voglio dire, da anni utilizza i media per i quali lavora – riviste, siti, Eurosport e, in passato, persino quotidiani importanti – anche al fine di favorire le attività commerciali che svolge per conto di una nota agenzia di marketing e management sportivo. Un conflitto di interessi espressamente proibito dall’Ordine.
Chi ha un minimo di conoscenza dei meccanismi della psiche umana capisce subito che la falsa accusa da lui mossa a Binaghi tramite l’incolpevole Bisti (“gli occhi gli si illuminano solo quando parla di soldi”) è in realtà freudianamente rivolta a sé stesso. A irritarci di più nel comportamento degli altri è infatti lo scorgervi il riflesso dei nostri peggiori difetti. Oltre agli episodi passati, però, a dimostrare la fondatezza di quanto sto dicendo ci pensa lo stesso Cazzaniga nel medesimo fondo in cui compare la menzogna di cui sopra, quando invita Binaghi a mettere qualche milione di euro a libera disposizione di aspiranti giocatori e aspiranti coach professionisti, cioè a potenziali clienti delle agenzie di marketing e management sportivo. Che si fanno notoriamente compensare a percentuale.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 45 - 2016

RIVISTA SUPERTENNIS



di Giancarlo Baccini (Consigliere federale)

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Presumo che la FIT, a tutela dell'immagine, propria e del proprio Presidente, abbia già provveduto ad inoltrare un esposto all'Ordine Professionale dove è regolarmente iscritto il sig. Cazzaniga. Se non lo avesse ancora fatto, sarebbe opportuno battere il ferro finchè è caldo. Personalmente non pretenderei la radiazione del sig. Cazzaniga, ma un provvedimento di temporanea sospensione sarebbe un'ottima strigliata.
BTaT

di break-point (Venerdì, 9 Dicembre 2016 19:06)

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