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copertina Supertennis del 29 marzo 2017
Lo stratega a bordo campo

di Enzo Anderloni

“Wayne Gretzky, uno dei più grandi giocatori di hockey su ghiaccio della storia, era solito dire che lui non pattinava mai verso il punto in cui si trovava il ‘puck’ (il disco) ma verso il punto dove stava per andare. Questo si è visto spesso ieri tra Federer e Del Potro. In particolare dalla parte di Roger. Era sempre in grado di giocare un colpo e andarsi poi a posizionare in una zona del campo che avrebbe condizionato le decisioni del suo avversario. In pratica era come se avesse sempre chiare in mente le percentuali di successo dei colpi possibili e in base a questo scegliesse come piazzarsi nel campo per vincere il punto senza dover colpire un’altra palla. Mi spiego meglio. Giocato il suo colpo Federer si andava a mettere proprio là dove sicuramente Del Potro avrebbe voluto indirizzare il proprio successivo, forzando in questo modo l’argentino a fare sempre qualcosa di più, a mirare più vicino alle righe per essere efficace. Gli apriva una zona di campo dove le percentuali di successo erano minori. Era come se lo invitasse a scegliere soluzioni più rischiose togliendogli dalla visuale i riferimenti dove Delpo avrebbe potuto tirare con margini più ampi. Un genio. Certo, di questo non ci si può rendere conto se si guarda solo dove va la palla perdendo così di vista l’arte del posizionarsi in campo. Ma oggi ero proprio a bordo campo, quasi sulla linea di fondo. E non potevo perdermi niente”.
Questo è solo un pezzettino del racconto in chiave tecnica che Craig O’Shannessy, l’esperto di strategia del tennis di Wimbledon, degli Australian Open, dell’Atp World Tour e del New York Times, ha postato sul suo blog. Era lì, proprio a bordo campo, sul centrale di Crandon Park a Miami a degustarsi la partita più interessante del torneo, con lo stadio pieno e un tifo per Juan Martin Del Potro dai toni fortemente calcistici che non ha tanti precedenti sul circuito.
O’Shannessy segue il tennis di vertice da anni e ha tutte le statistiche che potete immaginare sul gioco. E qualcuna di più. È lui che per primo ha messo in luce come la chiave del successo nel gioco attuale, che spesso percepiamo come caratterizzato da scambi di potenza e durata devastante, siano in realtà i punti più brevi, quelli chiusi entro i 4 colpi: oltre il 70% del totale. A lui spesso si rivolgono anche i primissimi della classe per avere questi rilevamenti ma soprattutto per commentarli insieme, perché Craig, che è un tennis coach, è bravo soprattutto a dar loro un senso. Perché vede il gioco come pochi.
Proprio nell’articolo sopracitato focalizzava l’attenzione su aspetti chiave del gioco di Federer, che poco avevano a che fare con i numeri. Per esempio “l’attrazione magnetica della linea di fondo”: cioè la sua capacità dopo ogni colpo di recuperare la posizione su quella linea, che sente come la “casa” del suo gioco, in un “blink”, un batter di ciglia. Oppure il suo “fluttuare”, il fatto che Federer dia la sensazione di essere per più tempo in movimento, sospeso per aria, che con i piedi appoggiati a terra. Come se il campo fosse solo una pedana per l’ennesimo slancio in avanti, una nuova opportunità per trasferire il peso del suo corpo sulla palla. E ancora lo “snap”, l’osservazione di come la frustata del micidiale diritto del fuoriclasse svizzero sia un momento violento tra due attimi di calma assoluta; il lento e fluido caricamento della racchetta dietro, guidata dalla mano sinistra mentre le spalle e le anche ruotano in automatico, e il finale con la racchetta che è come se si avvolgesse attorno al busto (e lui che si srotola morbidamente preparandosi al colpo successivo).
Osservazioni di fine acutezza tecnica: ma perché ve ne stiamo parlando? Semplicemente perché Craig O‘Shannessy è uno dei tanti relatori di altissima qualità (Judy Murray, Patrick Mouratoglou, Emilio Sanchez, Nick Bollettieri ecc. ecc.) che fanno parte del programma del 3° Simposio internazionale che l’Istituto di Formazione Roberto Lombardi organizza a Roma, nella Next Gen Arena, il prossimo 12 maggio, il venerdì di grande vigilia degli Internazionali BNL d’Italia 2017, per gli amici IBI17. Un appuntamento da non perdere, da godersi fino in fondo, a bordocampo.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 12 - 2017

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SuperTennis Magazine - Anno XIII - n.12 - 29 marzo 2017

In questo numero:
Prima pagina –A bordo campo Pag.3
Circuito mondiale: Ragazze, cosa vi manca? Pag.4
Focus Next Gen: Matteo Berrettini, un romano a Milano? Pag.8
Terza pagina – Roma 2009: l’anno del poker di Rafa Pag.10
I numeri della settimana: 1000 volte Nadal Pag.12
Il tennis in tv – Live… in the Usa Pag.13
In Italia – Classifiche 2017, ci sono più possibilità di fare punti… Pag.14
Pre-qualificazioni IBI17 – La carica dei 12mila continua a crescere Pag.16
Notizie dalle regioni – Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania Pag.18
Circuito Fit-Tpra – I Fighters a Roma diventano… gladiatori Pag.23
Racchette e dintorni – Occhio al pattern, il grande incompreso Pag.25
L’esperto risponde – Quali vantaggi si hanno con una racchetta più lunga? Pag.27

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