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mag 17
ON LINE LA RIVISTA SETTIMANALE
Tennis: dal Colosseo alla rivoluzione Next Gen
SuperTennis magazine copertina numero 19 17 maggio 2017
Giocheremo così

di Enzo Anderloni

Le tribune sono piene e l’attesa sale: i due giocatori stanno percorrendo il corridoio che dagli spogliatoi porta sul campo. Entrano, uno per volta, annunciati dallo speaker. Quando il secondo fa il suo ingresso parte il timer. Il display comincia a scandire alla rovescia i 5 minuti di tempo a disposizione dei protagonisti del match prima che tutto cominci.
Si gioca tre su cinque, dal primo match. Però ai 4 game, senza vantaggi. Gli anglofoni lo chiamano “no-ad”, al circolo “punto secco”. Sul 40-40 chi risponde decide da che parte e la si fa finita lì, botta d’adrenalina a ogni gioco. E alla fine di ogni 15, ripartono i display per contare alla rovescia i 25 secondi che si hanno a disposizione da regolamento per servire la palla successiva.
La concentrazione di tutti deve essere massima, perché ogni istante è decisivo, specie il millisecondo che deve bastare per intuire velocità e traiettoria della battuta avversaria con l’aggravante che il “let”, quello che al circolo chiamiamo “net”, cioè la ripetizione del servizio che tocca il nastro prima di toccare terra, non esiste più. La palla è buona e va giocata proprio come durante uno scambio, quando le deviazioni del nastro hanno sempre fatto parte, fortunata o sfortunata, del gioco.
Il match parte equilibrato. Siamo sul 2-2 quando Mario Rossi con la figlia Roberta, 11enne ai primi passi agonistici nel Trofeo Kinder, arriva al palazzetto. La giornata di lavoro si era prolungata in modo imprevisto e quella serata di grande tennis pregustata e prenotata da mesi si era trasformata in una rincorsa.
Entra e si dirige alla scalinata che lo porta al settore nord. Quando spunta all’accesso tribuna e sente il “poc” di una battuta, e il subitaneo “poc” della risposta, gli si para davanti il controllore. Ma non per fermarlo e dirgli di aspettare la fine del game. Per indicargli dove sono i suoi posti che lui, comunque prudente e felpato perché sente che c’è già tensione nel match, raggiunge prima che cominci il quindici successivo. E vede i display che scandiscono i secondi mancanti alla prossima botta da 211 km/h. Nel frattempo adocchia il venditore di pop-corn, perché per Roberta una partita di tennis del circuito mondiale è molto meglio dell’ultimo pre-post-sequel di Star Wars. Ma con una vasca di pop-corn extra large.
In basso Mario vede intanto che un controllore ha fermato una coppia che era entrata insieme a lui e Roberta. Chissà perché li bloccano... poi capisce: hanno i posti in terza fila dietro la riga di fondo. Lì dietro, solo lì dietro, non ci si può muovere durante i punti perché si entra nel campo visivo dei giocatori. E quello è davvero un disturbo che, alla velocità con cui tutto si muove, potrebbe essere decisivo, in negativo. Siamo 3-2, sono passati pochi minuti e il game che si va a disputare è già decisivo per il set. Roberta accelera nervosamente con il consumo dei pop-corn. E poi ne rovescia a terra una manciata perché il vincente lungolinea di rovescio che crea il break e chiude il set è da “standing ovation” e anche lei scatta in piedi d’istinto. Wow!
Non c’è qui lo spazio per raccontare tutto l’incontro, ma questo è solo un assaggio di quello che succederà alle Next Gen Atp Finals del prossimo novembre a Milano, anche sul piano dell’engagement digitale e della possibilità di avere un contatto diretto con i giocatori. I più forti emergenti del circuito si sfideranno con queste nuove regole che il Presidente dell’Atp Chris Kermode ha svelato ieri al Foro Italico, in una conferenza stampa affollatissima e molto coinvolgente. Sarà la sperimentazione di una rivoluzione. Se tutto funzionerà. Se piacerà ai giocatori e al pubblico, millennials o traditionals, si potrebbe a un certo punto giocare così. Dappertutto e a qualunque livello.
Il tennis tira forte. In tutti i sensi (ieri era solo martedì e gli Internazionali BNL d’Italia hanno superato di oltre 4.000 unità il record assoluto di spettatori dell’intero anno scorso: siamo a 208.209). E non ha intenzione di rallentare. Anzi.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 19 - 2017


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SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.19– 17 maggio 2017

In questo numero
Prima pagina –Giocheremo così Pag.3
IBI17: Il tennis al Colosseo, come in un grande film Pag.4
IBI17: “Siamo un modello, riconoscimento dovuto” Pag.6
Focus Next Gen: Finals di Milano: che regole! Pag.8
Terza pagina, IBI, che storia! – Un baronetto a Roma Pag.10
Circuito mondiale: Nadal 30 e Halep 3.0 Pag.12
IBI17 prequalificazioni: Quelli tra sogno e realtà Pag.14
IBI17 simposio internazionale: C’è anche Andy Murray a sentire mamma Judy Pag.20
Il tennis in tv – Finestra con vista: SuperTennis non stop Pag.22
I numeri della settimana –40 finali da Fab Four Pag.24
IBI17 prequalificazioni: Il circuito Kinder diventa europeo Pag.26
Notizie dalle regioni – Veneto, Liguria, Lazio, Calabria Pag.28
Circuito Fit-Tpra –Campionati nazionali : 450 match in 3 giorni Pag.32
Racchette e dintorni – Che stoffa, quei Canguri! Pag.34
L’esperto risponde – Se mi cade il cappellino ma riesco a prenderlo al volo perdo il punto? Pag.28

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