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giu 17
IL PRESIDENTE MATTARELLA
IN VISITA AL CONI
“Lo sport contribuisce a farci sentire popolo”
Malagò: “Impegnarci per un futuro migliore”
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita al Coni
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato il mondo dello sport italiano, allo stadio dei Marmi a Roma. Si tratta della prima, storica visita di un capo dello Stato nella sede del Comitato olimpico nazionale. Ad accoglierlo il padrone di casa, Giovanni Malagò, insieme al ministro per lo Sport, Luca Lotti, e al presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli. All'evento hanno partecipato i presidenti delle Federazioni nazionali e paralimpiche, oltre a una folta rappresentanza di atleti in attività e del passato. In occasione della visita di Mattarella a palazzo H è stata issata la bandiera del Quirinale.
Erapresente Angelo Binaghi, Presidente della FIT ed eletto di recente nella Giunta Nazionale del CONI. Lo scorso 21 maggio il Presidente Mattarella ha assistito in tribuna autorità del Centrale alla finale del torneo maschile degli Internazionali BNL d'Italia.

MALAGÒ: “SE ITALIA FA SQUADRA NESSUNA SFIDA IRREALIZZABILE” - Ad aprire ufficialmente la cerimonia l’Inno di Mameli eseguito dalla banda Interforze, quindi il saluto del ‘padrone di casa’, il presidente del Coni Giovanni Malagò. “Mi sento un privilegiato, per la prima volta in 103 anni di storia del Comitato Olimpico il Presidente della Repubblica ci onora di farci visita nella casa dello sport, per un evento unico e indimenticabile” – ha sottolineato il numero uno dello sport italiano nel suo discorso – “La sua, signor Presidente, è una scelta di grande affetto e amicizia, gliene saremo sempre grati. E' la prima volta in 103 anni del Coni che il Capo dello Stato ci onora di una visita nella nostra casa. Di solito siamo noi a recarci al Quirinale, la casa degli italiani, prima e dopo i giochi Olimpici, spesso carichi di medaglie”. Quindi Malagò ha ricordato le motivazioni che hanno portato alla scelta di questa location. "Ne abbiamo molti di posti unici e indimenticabili, ma questo è un luogo simbolico per tante ragioni. Qui il 25 agosto 1960 si prepararono le 83 nazioni per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Roma, quella che per molti anni ancora purtroppo resterà l'unica edizione dei Giochi estivi disputata nel nostro Paese" - le parole del presidente del Coni - "Sempre qui nacquero i Giochi della Gioventù per volontà di Giulio Onesti, qui la gente comune può venire a fare sport, essendo un luogo pubblico... Oggi mi sento una persona fortunata perché posso presentare alla sua attenzione il nostro mondo nella sua interezza e complessità insieme ad atleti che hanno fatto la storia e consentito al nostro inno di suonare in ogni parte del pianeta. L'Italia dello sport ha conquistato un prestigio indiscutibile che noi difendiamo ogni giorno, senza consentire a nessuno di offuscare, spesso con scelte miopi e ingiustificabili, la stima che abbiamo acquisito fuori dai nostri confini. Il Coni rappresenta 12 milioni di italiani, tra praticanti e tesserati. Stiamo operando sia sul fronte dei risultati, sia sul fronte del lavoro. Il nostro movimento è un modello esemplare da imitare, unico al mondo nella sua peculiarità. Se sapremo fare squadra, se l'Italia saprà fare squadra, nessuna sfida, neanche la più difficile, sarà irrealizzabile. E i nostri sogni, anche i più arditi, potranno diventare realtà. Ecco, signor presidente, questo le promette lo sport italiano: impegnarci tutti insieme per far volare il nostro Paese. Noi sogniamo un'Italia migliore che si ispiri alle nostre vittorie e alla nostra coesione per vincere le sfide del futuro".

PANCALLI: “SPORT È DIRITTO E CULTURA, TUTTI DEVONO POTERLO PRATICARE” - "Un Paese può crescere anche grazie allo sport, noi vogliamo essere un pezzo di welfare del nostro Paese e per questo, Presidente, ci impegniamo a renderla ancora più orgoglioso. Il più grande nostro risultato sarà quando saremo consapevoli di aver regalato un sogno e una speranza in più a tanti ragazzi disabili". Lo dice il presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, rivolgendosi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Lo sport per noi è diritto” - prosegue Pancalli – “perché vanno create le condizioni affinché venga esercitato da tutti, e anche cultura, perché la mission del comitato paralimpico è quella di mostrare un'immagine diversa della disabilità. Oggi con la sua presenza testimonia attenzione, impegno e vicinanza a tutta la famiglia dello sport italiano, olimpico e paralimpico, alla sua funzione sociale e politica nel nostro Paese".

LOTTI: “SPORT E' ANTIDOTO VERO CONTRO PAURA E TERRORISMO” - "I fatti di terrore che continuano a scuotere l'Europa parlano chiaro: c'è chi ci vorrebbe chiusi in casa, in preda alla paura e al timore. C'è chi sta mettendo in discussione il nostro sistema di valori seminando il panico. Voglio affermarlo con forza e con chiarezza: lo sport è una delle risposte più efficaci che il nostro mondo ha da offrire a questi signori del terrore". Lo ha dichiarato il ministro dello sport, Luca Lotti, durante la storica visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Coni. "Lo sport è la risposta migliore, un antidoto vero contro la paura. Chi fa sport combatte a viso aperto, ad armi pari, non colpisce vigliaccamente gente inerme. Chi fa sport coltiva l'amicizia, non l'odio", ha aggiunto Lotti dopo aver citato anche la manifestazione Giochi senza Barriere in programma martedì sera al Foro Italico, promossa da Bebe Vio, in cui si cimenteranno atleti normodotati e altri con disabilità, citando l’esempio della piccola Margherita, 10 anni, che pur senza un braccio pratica con successo taekwondo cimentandosi con altri coetanei normodotati.

MATTARELLA: “CHI SI IMPEGNA E DIFFONDE SPORT AIUTA L'INTERO PAESE” - Veramente incisivo, chiaro e netto, nel toccare i vari aspetti, l’intervento del Presidente Mattarella, sottolineando il ruolo dello sport come elemento fondamentale per la crescita del Paese. "Chi si impegna per lo sport, chi lo diffonde, aiuta l'intero Paese e sbagliano quanti, con qualche snobismo, considerano lo sport come marginale nella vita sociale, come un tempo di ricreazione. Lo sport è invece una leva di grande efficacia sul piano sociale, culturale, educativo, con rilevanti ricadute economiche" - ha detto il Capo dello Stato -. "Questo aspetto conferisce una responsabilità maggiore ai dirigenti sportivi, ai campioni che vengono visti come riferimento, giovani che costituiscono esempio per altri giovani, a chi investe nelle società sportive, al mondo della comunicazione che opera nell'ambito dello sport e assicura un collegamento continuo con passioni popolari così avvertite".
"Lo sport si fonda sui principi di lealtà e di correttezza” - ha aggiunto Mattarella -. “Sul desiderio di superarsi e di prevalere nelle gare e negli incontri, sul coraggio di competere con chi appare come favorito, ma anche sul senso sportivo di riconoscere, e applaudire, il merito altrui quando esso si manifesta. L'etica propria dello sport può aiutare l'etica civile e rendere migliore il nostro modello sociale".
Tocca al mondo dello sport, "anche con il sostegno delle istituzioni, rafforzare insieme lo spettacolo dei tornei e dei campionati, belli ed esaltanti, con l'educazione allo sport dei bambini, con la passione degli adulti, con quella pratica diffusa che, come sappiamo, aiuta la salute, l'amicizia e il sentimento della solidarietà. Lo sport è, insieme, causa e conseguenza di una passione collettiva che accompagna gare e campionati, e talvolta contribuisce a farci sentire un popolo. Ma lo sport non si esaurisce nell'immagine dei campioni, seguiti con affetto da spettatori e da tifosi. Lo sport è anzitutto la pratica di milioni di persone. Consiste nella molteplicità delle discipline. E' la crescita dei giovani che mettono alla prova i loro talenti, impegnandosi insieme e confrontandosi non soltanto nella competizione ma soprattutto nell'approfondimento comune di metodi di allenamento, di tecniche di prestazione, nell'esame dei risultati. Gli organismi dello sport hanno il compito di allargare la propria base e di tenere insieme, il più possibile, la cura dell'eccellenza con la diffusione dei praticanti. Sono necessarie dedizione e professionalità per vincere questa duplice sfida: verso l'alto, dove la competizione è mondiale e i riflettori sono continuamente accesi, verso il basso, dove la sfida è quotidiana e capillare".
Mattarella ha poi ricordato come la nostra Costituzione ha rimosso la visione strumentale del fenomeno sportivo, finalizzata all'educazione dei giovani in funzione dello Stato, tipica dei regimi autoritari, e prevede che si esprima fiducia e si attribuisca piena responsabilità al mondo sportivo. "Lo sport è un diritto di tutti e occorre impegnarsi affinché il suo esercizio diventi sempre più pieno. La pratica sportiva continua a crescere nel Paese, grazie all'impegno del Coni, delle Federazioni sportive, degli Enti di promozione, delle Discipline associate, delle Associazioni benemerite, di tanti, numerosi volontari. E' un buon risultato, ma dobbiamo sempre cercare di far meglio, perché ci sono nuovi obiettivi da raggiungere. A tutti i bambini e a tutti i ragazzi va garantito l'accesso alle attività sportive” - ha concluso il Capo dello Stato – “indipendentemente dal reddito delle loro famiglie".

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