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lug 17
ON LINE LA RIVISTA SETTIMANALE
Rublev e Matteo Berrettini: Next Gen d’assalto
SuperTennis magazine copertina n. 29 del 2017
Lasciare il segno

di Enzo Anderloni

Mai come questa settimana si ha la sensazione di essere immersi nel grande ciclo della vita, della storia del tennis. I ventenni, quelli della Next Gen, esplodono. Il “rosso” russo Rublev batte prima Fabio Fognini e poi Paolo Lorenzi e vince il primo Atp a Umago. Il nostro Matteo Berrettini conquista il primo Atp Challenger a San Benedetto del Tronto. Il diciannovenne Shapovalov vince il suo secondo Challenger dalle sue parti, a Gatineau, in Canada.
I trentenni, Fab Four, si acciaccano. Il gomito cronicamente infiammato di Novak Djokovic, che lo terrà a lungo fuori dai campi, è un’altra testimonianza dell’inevitabile trascorrere del tempo, nel quale tutti lasciano un segno ma che lascia i suoi segni su tutti, più o meno profondamente, ma inesorabilmente (anche se dopo il 35enne Federer a Wimbledon, il 35enne Ferrer ha ritrovato la vittoria, a Bastad).
E dall’Australia arriva la notizia della scomparsa, a 87 anni, di un vincitore degli Internazionali d’Italia, quel Mervyn Rose che nel 1958 superò in finale a Roma il nostro Nicola Pietrangeli dopo una battaglia di 5 set. Rose, che è stato un grande campione, capace di vincere due titoli del Grande Slam in singolare (in Australia nel 1954 e al Roland Garros nel 1958), quattro in doppio e uno in misto, in un’intervista a un quotidiano australiano nel 2012 dichiarò che tra le vittorie quella che per lui superava tutte era proprio quella romana, con il pubblico del Foro Italico inferocito per la sconfitta dell’eroe locale. Questo maestro del “chip and charge” (l’approccio in back seguito a rete per piazzare una volée vincente), capace di imporlo anche sulla terra battuta, è stato poi un grande coach, allenatore determinante nella carriera di una certa Billie Jean King.
“Mi ha cambiato il servizio, il diritto - racconta lei -. Mi ha cambiato giorno per giorno il modo di giocare, la tattica. Mi ha insegnato come diventare la n.1 del mondo”. Come poi è stata, conquistando 12 Slam in singolare, 16 in doppio e 11 in misto.
Un altro tennista australiano ci ha lasciato nei giorni scorsi, Peter Doohan. Molto meno titolato di Rose, è noto alla generazione degli appassionati over 50 per aver eliminato al secondo turno di Wimbledon, nel 1987, la superstar di allora, quel giovanissimo Boris Becker che si era aggiudicato le due precedenti edizioni dei Championships. Doohan aveva 56 anni ed era stato colpito da SLA, il morbo di Gehrig.
E intanto il circuito continua a girare. Tre tornei Atp e due Wta anche questa settimana, da Atlanta (Usa) a Nanchang (Cina) passando per la terra battuta europea di Amburgo, Gstaad e Bastad. E noi sempre immersi in questo flusso di vita sportiva (che tra l’altro SuperTennis ci porta sugli schermi di casa giorno dopo giorno) che scorre in tutto il mondo, di generazione in generazione, da un continente all’altro. Una vita piena, con i suoi dolori e le sue gioie, i trionfi e i disastri, di cui è splendido essere parte.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 29 – 2017

RIVISTA SUPERTENNIS

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SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.29– 26 luglio 2017

In questo numero
Prima pagina – Lasciare il segno Pag.3
Focus Next Gen: Rublev, la furia rossa già pronta per Milano Pag.4
Next Gen, l’intervista: E Berrettini fa il duro anche sulla terra Pag.6
Circuito mondiale – Isner è ancora un gigante Pag.8
Terza pagina: I primi bombardieri Pag.10
I numeri della settimana – Batte John? Zero chance Pag.12
Il tennis in tv – Tra terra e cemento Pag.14
In Italia – Promozioni di mezza estate: non è un sogno Pag.15
Notizie dalle regioni – Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sardegna Pag.16
Circuito Fit-Tpra – Melbourne di Puglia Pag.20
Personal coach – I primi passi… giusti Pag.22
Collezionismo – Tennis antico alla Rinascente Pag.23
Racchette e dintorni – Extrem.. amente nuova Pag.24
L’esperto risponde – Tira più forte chi fa il gesto più veloce o chi usa la racchetta più pesante? Pag.27

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