Internazionali BNL d'italia
Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”
Centri Federali Tennis
FIT Ranking Program
Beach Tennis
Paddle
Tennis in Carrozzina
Lab 3.11
Comitato Italiano Paralimpico
SeniorTennis
www.superabile.it
LOGIN
HAI DIMENTICATO LA PASSWORD?

NEWS

INDIETRO

02

ago 17
ON LINE LA RIVISTA SETTIMANALE
Il 5° sigillo di Fognini e la teoria di Federer
Copertina SuperTennis del 2 agosto 2017
Parola di Federer: andare a rete conviene...

di Enzo Anderloni

Affrontiamo questo agosto rovente col sorriso di Fabio Fognini, che sfoderando quel tennis facile che il suo enorme talento gli consente, ha centrato a Gstaad il suo primo torneo ATP da papà. Ed è risalito al n.25 del mondo, il suo miglior ranking da un anno e mezzo a questa parte. Abbiamo rivisto in campo a Stanford anche una Maria Sharapova molto volitiva e sappiamo che invece Novak Djokovic lo rivedremo solo l’anno prossimo. Una scelta “Federer Style”, motivata dai malanni al gomito.
Il tema del finale di stagione è la lotta per il primato in classifica che, tagliato fuori Nole (destinato addirittura a uscire dalla Top 10) sembra una questione a due tra Roger e Rafa, visto che Andy Murray lo scorso anno, da agosto in poi, aveva praticamente vinto tutto mentre loro due, che oggi lo seguono nel ranking abbastanza da vicino, hanno pochissimi punti da scartare. Federer addirittura, zero.
Il tema delle vacanze d’agosto ce lo suggerisce proprio lui, l’unico uomo capace di vincere 8 volte a Wimbledon, attraverso le dichiarazioni della conferenza stampa del giorno dopo la vittoria ai Championships. Di solito quella è l’occasione per una chiacchierata rilassata “del più e del meno”, per il gossip sui festeggiamenti, il momento in cui il campione e i giornalisti si divertono un po’. Ma siccome il divertimento di Roger si chiama tennis, il vincitore di 19 Slam si è messo comodo a fare dei bei ragionamenti sull’evoluzione del gioco, sui giovani emergenti e sul perché lui e gli altri tre Fab 4 continuano a stare lassù e quelli che arrivano non riescono a buttarli giù.
Fresco di gioco sui prati di Wimbledon, ha acceso i fari sull’importanza del gioco a rete, del saper fare ‘serve and volley’ e delle opportunità di vittoria che questo schema d’attacco ti dà. E sul fatto che le nuove generazioni sono invece incollate alla linea di fondo.
Ecco le sue parole: “Puoi scegliere di giocare in un altro modo se il tuo coach te l’ha insegnato. È chiaro che è facile venire risucchiati in quel tipo di gioco (aggressivo da fondocampo n.d.r.) se non ti piace andare a rete. Ma se non sai fare la volée non ti viene neanche in mente di andarci”. Una bella bordata al mondo dei coach...
E ancora: “Quest’anno a Wimbledon ho affrontato tanti giocatori che non fanno mai ‘serve and volley’. È preoccupante secondo me vedere una cosa del genere a questo livello. Un turno dopo l’altro guardavo le statistiche del mio avversario successivo e vedevo che fino a quel momento nel torneo era sceso a rete sul servizio solo il 2% delle volte. Ok, mi dicevo, sapere che questo a rete non viene mai è una gran cosa per me”. Una bordata ai giovani emergenti.
A chi gli argomentava che gente come Murray o Djokovic avevano dominato il mondo rimanendo a fondocampo ha replicato: “È vero, ma Andy ha un sacco di variazioni nel suo gioco. E comunque, se uno vuole ingaggiare un combattimento tutto da fondocampo contro Djokovic o Murray, o anche contro Rafa, gli auguro buona fortuna. Se sei n.50 del mondo non è così facile farli fuori”. Difficile dargli torto.
Il bello è che queste affermazioni del “migliore di sempre” non sono sfuggite allo specialista n.1 mondiale di match analisys e strategia, il nostro amico australiano Craig O’Shannessy che in virtù del suo rapporto di consulenza con l’Atp e i tornei del Grande Slam, è l’unico al mondo ad aver accesso a tutti i dati degli ultimi decenni del tennis.
E Craig si è divertito ad andare a verificare le affermazioni di Federer che sono in controtendenza con quello che ormai sembrava un dato di fatto. E cioè che i tennisti “serve and volley” siano una razza in estinzione (faranno uno zoo sull’erba inglese con praticelli su cui far pascolare Misha Zverev e Gilles Muller e la gente potrà andar là a buttargli le palline vicino alla rete…) perché a rete non si può più andare: se lo fai perdi il punto perché ‘ti passano’ sempre.
Bene, il dato clamoroso che esce dalla ricerca di O‘Shannessy è che non è vero niente. A rete si vince. Si vince più che da fondo. È sempre stato così. E lo è anche oggi. Non ci credete?
A Wimbledon nel 1998 chi serviva faceva ‘serve and volley’ il 52% delle volte è vinceva il 71% di quei punti. Nel 2013 la percentuale delle discese a rete seguendo il servizio è scesa al 10% ma la resa di quell’azione di gioco è rimasta la stessa: 71% di punti conquistati. Quest’anno la percentuale generale di punti vinti facendo serve and volley è stata del 69%.
Ancora più interessante il dato che si evince dall’analisi di tutti i punti giocati a Wimbledon negli ultimi 16 anni Dividendo gli scambi nelle tre strategie di gioco-base e cioè: 1) cercare il punto picchiando da fondocampo, 2) attaccare da fondo per poi andare a chiudere il punto a rete, 3) fare ‘serve and volley’, le maggiori chances di vittoria (68%) sono sempre state quelle di chi serviva e andava a rete. Seguite da quelle di chi andava a rete dopo essersi aperto il campo con un buon colpo da fondo (64%). Chi è rimasto ancorato a fondocampo si è aggiudicato solo il 46% dei punti. Una tattica perdente.
E O‘Shannessy non si è fatto sfuggire l’occasione di sottolineare come sui campi da tennis di tutto il mondo si dedichi il 90% del tempo ad allenare grandi botte da fondo (spesso scollegando il cervello) e pochissima attenzione a quello schema di gioco che, numeri alla mano, è ancora oggi il più vincente. Federer ha lanciato il sasso nello stagno (e nel farlo ha vinto Wimbledon senza perdere un set…).
Lo stratega dell’Atp ha aggiunto dati che fanno notare che la media di ‘serve and volley’ del torneo è stata del 7,2 % (1894 punti su 26.375), quella dei giocatori tra i 18 e i 23 anni solo del 2,2 (103 punti su 4638). Ironia della statistica, la percentuale vincente del torneo è il 68% mentre quella dei giovani è nettamente superiore: 73%. Dunque praticano poco uno schema in cui sarebbero più vincenti della media.
La cosa ancora più paradossale è che affrontando questo argomento, e dicendosi preoccupato perché i giovani vanno a rete sempre meno, Federer è andato contro i suoi interessi: quest’anno nelle sei partite complete che ha giocato a Wimbledon (escludendo il match vinto con Dolgopolov che si è ritirato a metà del secondo set) lo schema più vincente contro di lui è stato proprio... il “serve and volley” (64%), davanti alla discesa a rete dopo normale attacco (59%) e all’aggressione rimanendo a fondo (solo 37% di punti strappati a Roger). Insomma, altro che finito: il serve and volley è vivo e lotta insieme a noi. Anzi vince. Se lo dice Lui, meditate, gente, meditate…

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 30 - 2017

RIVISTA SUPERTENNIS

Registrandovi al servizio My Fit Score potrete riceverla automaticamente ogni mercoledì via newsletter. La rivista è scaricabile (e stampabile) in formato pdf.

SuperTennis Magazine - Anno XIII - n.30 - 2 agosto 2017

In questo numero:
Prima pagina –Agosto a rete Pag.3
Circuito mondiale – Fabio sta diventando sempre più grande Pag.5
Focus Next Gen: Cristopher Eubanks, un gigante verso Milano Pag.9
Terza pagina: Greg Rusedski, in nome di Lady D Pag.11
I numeri della settimana – Ma Caro non vince più? Pag.13
Il tennis in tv – Agosto a tutto live Pag.15
Giovani – L’Italia che cresce Pag.17
In Italia – Scudetto e triplete, i campioni di Terza Pag.18
Notizie dalle regioni – Piemonte, Toscana, Puglia, Basilicata, Sicilia Pag.21
Circuito Fit-Tpra – Prof, com’era lo stage? Pag.26
Personal coach – Posizione di partenza: pronti, attenti, via! Pag.27
Racchette e dintorni – Burn 95: piccola, quasi unica Pag.30
L’esperto risponde – Quali innovazioni regolamentari e di punteggio verranno sperimentate alle Next Gen Atp Finals di Milano? Pag.32


Commenti

di' la tua, scrivi un commento a questo articolo
COMMENTA QUESTO ARTICOLO
ITF Pro Circuit
www.lexicon.it

Federazione Italiana Tennis - P. IVA 01379601006       Cookie Policy