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set 17
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Shapovalov già stella in Davis e Laver Cup
SuperTennis magazine copertina n. 34 del 2017
Davis, Laver e World Team Cup: il tennis… squadrato

di Enzo Anderloni

Se un marziano atterrasse questa settimana sul nostro pianeta con la sua astronave a forma di racchettone interstellare (tutta in graphene?) penserebbe che sulla terra il tennis è un gioco di squadra. Persino Federer, che in fondo un po’ un marziano lo è, non fa altro che parlare di quanto sia eccitato all’idea di poter giocare per tre giorni nella stessa squadra con quelli che di solito sono i suoi rivali, sostenerli e farsi sostenere da loro, un cameratismo da “Momenti di gloria” destinato a culminare in un doppio Roger&Rafa che farebbe notizia anche su Plutone. Per potersi finalmente dare delle pacche sulle spalle in panchina con lo spagnolo (ma anche con i vari Berdych, Cilic, Thiem) Federer se l’è addirittura inventata la manifestazione, intitolandola al suo campione di riferimento, il giocatore più forte del XX secolo: il 78enne Rod Laver, uno che avendo già completato due Grand Slam e avendo un’arena intitolata, il suo nome poteva solo vederlo inciso anche su una grande coppa con le orecchie... Quella che andrà in scena da venerdì a domenica a Praga (e in diretta, in esclusiva e in chiaro su SuperTennis) è la Ryder Cup della racchetta, un trofeo che se prenderà piede è destinato ad avere un grande successo come il corrispettivo golfistico, perché dovrebbe garantire la presenza dei più forti giocatori del mondo. Proprio questo è il punto debole oggi della Coppa Davis, la vera storica gara a squadre del tennis, che ha appena vissuto il week-end più caldo dell’anno con le semifinali (l’Insalatiera quest’anno se la disputeranno Belgio e Francia) e i play-off per decidere chi nel 2018 giocherà “in serie A”. È curioso infatti che Federer non veda l’ora di fare squadra con Nadal ma a giocare in Davis per la Svizzera faccia andare il suo storico amico Marco Chiudinelli e Henri Laaksonen. E lo stesso vale per Nadal, che scende in campo per l’Europa nel nome di Laver mentre quest’anno nel nome della Spagna hanno giocato Albert Ramos, Pablo Carreno Busta e Roberto Bautista Agut. Probabilmente la Davis deve darsi una svegliata, “cambiare tutto perché nulla cambi” in termini di appeal; fare come Wimbledon che ogni anno ti ammalia con la sua atmosfera classica, il fascino del tempio storico ed essere in realtà il torneo che più si è evoluto nel tempo. Gli stessi Internazionali BNL d’Italia sono un esempio in questo senso: ogni anno il site appare sempre più essenziale, pulito e rispettoso di quel meraviglioso monumento sportivo immerso nel verde che è il Foro Italico, con i suoi maestosi e immutabili pini marittimi, e in realtà ogni anno cambia, cresce, si evolve guardando al futuro. La Coppa Davis deve trovare il modo di fare lo stesso, di far valere i suoi 117 anni di storia (e 130 nazioni oggi partecipanti) e l’immensa forza di una formula che permette di valorizzare l’attaccamento ai colori nazionali che dappertutto è di casa. Certe atmosfere, certe emozioni si possono provare solo in Davis, anche se l’Atp con la World Team Cup e ora Federer con la sua Laver Cup cercano di proporre valide alternative. Per la World Team Cup si parla di una nuova data a inizio stagione (e di una sede asiatica) pre Australian Open, a partire dal calendario 2019, nella speranza di vedere in campo i migliori del mondo. La Federazione Internazionale ha discusso a lungo sull’ipotesi di identificare una sede unica per le finali di Coppa Davis e Fed Cup, come sull’accorciamento delle partite da 5 a 3 set. Però ancora tituba. L’incalzare delle alternative di cui sopra potrebbe dare una scossa. Oggi i più curiosi e disponibili sono proprio i tennisti della Next Gen che si prenderà il futuro. Tra i big della Laver Cup ci sono infatti solo tre protagonisti della Davis dello scorso weekend: il croato Cilic e i due più giovani, Nick Kyrgios e Denis Shapovalov. Quale sarà il loro bilancio a posteriori? Dove sceglieranno di giocare nelle prossime stagioni. Anche questa del tennis a squadre... è una bella partita.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 34 - 2017

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SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.34 – 20 settembre 2017

In questo numero
Prima pagina – Il tennis… squadrato Pag.3
Circuito mondiale – Laver Cup, prima visione assoluta Pag.4
Il tennis in tv – Tutta la diretta Pag.7
Terza pagina: l’uomo che vinse 2 volte Pag.8
Coppa Davis – Goffin e Darcis, la coppia dei sogni Pag.10
Focus Next Gen: I baby-boomer e la “vecchia” Davis Pag.12
I numeri della settimana – Goffin fa 15 su 16 Pag.14
Giovani – I numeri di Numeri, 14enne imbattibile Pag.16
Wheelchair – Moschettiere Houdet Pag.18
Notizie dalle regioni – Piemonte, Toscana, Puglia, Basilicata, Sicilia Pag.22
Circuito Fit-Tpra – Direzione Master Pag.24
Racchette e dintorni – Che sfida: Ultra vs Ezone Pag.26
L’esperto risponde – Questione di secondi: tra un punto e l’altro c’è davvero il tempo per usare l’asciugamano? Pag.29

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