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nov 17
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Inarrestabili Next Gen: il futuro è già qui
copertina rivista SuperTennis del 15 novembre 2017
Il futuro: chi lo ferma?

di Enzo Anderloni

E adesso, come si fa a tornare indietro? Dopo il colpo d’occhio di uno stadio che evoca la facciata del Teatro alla Scala in rosso fuoco, con un fantastico display segnapunti che sembra un tablet gigante per l’altissima definizione, giochi di luce spettacolari, pannelli multimediali a bordocampo che forniscono statistiche ed “esplodono” al break-point, come faremo a tornare a guardare tennis in uno stadio normale?
Dopo aver vissuto una settimana di match senza i giudici di linea, con i tennisti concentrati solo a giocare e l’occhio di falco che si premurava di chiamarsi, in un certo senso, da solo, mostrandoci le traiettorie di quelle che autodefiniva “close call”, cioè le palle che toccavano terra molto vicino alla riga, come faremo a tornare indietro a tutti quei dubbi, alle vecchie manfrine e a certi improbabili overrule?
Ci piaceranno ancora i set con i primi 4 game “di studio” prima di entrare davvero nel vivo, quando siamo stati nel vivo di ogni partita sin dal primo “quindici”? Non finirà per mancarci l’adrenalina di quell’unico punto decisivo che era allo stesso tempo match-point per Hyeon Chung e l’occasione per il suo avversario di fare break e portare il set al tie-break riaprendo la partita?
Al di là dei commenti di giocatori, tecnici, organizzatori e spettatori sulle singole novità regolamentari (e della loro prospettiva di essere adottate prima o dopo sul circuito Atp), quello che resta dopo le Next Gen Atp Finals di Milano è che la modalità di tennis vissuta lì, grazie anche a tutti gli ausili tecnologici, rappresenta un passo avanti inequivocabile. Un tennis più fresco, più pulito, più diretto, senza inutili scorie.
Dire che l’evoluzione dipenda solo dalla pressione delle tv che vogliono abbreviare i match si è rivelato un abbaglio gigante. I tre su cinque ai quattro game con punto decisivo sul 40 pari non sono affatto sbrigativi come qualcuno pensava: non a caso quando c’è stato equilibrio le partite hanno superato di slancio le due ore. Ma davvero qualcuno sente l’esigenza che una partita duri tanto di più? Se è bella ed emozionante una simile durata è oltre la media di tutti gli altri grandi spettacoli sportivi. Se è una barba, beh, forse è meglio che finisca alla svelta.
L’unico rilievo tecnico su cui è giusto ragionare è quello sollevato proprio dal finalista Andrey Rublev: i set più brevi tendono a ridurre il gap tra il favorito e l’outsider, creano maggiore equilibrio, dunque favoriscono le sorprese obbligando i più forti a mettersi sempre in discussione. Ma non è proprio quando la partita “c’è” che lo sport è coinvolgente, sia per chi lo pratica che per chi assiste? E soprattutto: come mai, nonostante tutta questa potenziale incertezza, Hyeon Chung, il più tosto e regolare di tutti, ha vinto tutte le sue partite?
Lo slogan del torneo era: “Il futuro è adesso”. Il fantastico impianto delle Next Gen Atp Finals, realizzato in soli 9 giorni alla Fiera di Milano, lo ha fatto percepire davvero, sin dal fantasmagorico tunnel multimediale che ha fatto sentire ogni spettatore come un giocatore all’ingresso in campo. Indietro sarà difficile tornare.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 42 - 2017

RIVISTA SUPERTENNIS

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SuperTennis Magazine - Anno XIII - n.42 - 15 novembre 2017

In questo numero:
Prima pagina –Il futuro, chi lo ferma? Pag.3
Next Gen Atp finals –Chung è già un gigante Pag.4
Next Gen Atp finals –Racchette: Follie Rublev: a Milano con tre telai diversi” Pag.10
Junior Next Gen Italia: Un circuito super che crescerà ancora Pag.12
Fed Cup – All’America basta Coco Pag.14
Terza pagina – La prima di Federer, l’ultima di Agassi super che crescerà ancora Pag.15
I numeri della settimana –Atp Finals tabù per Rafa Pag.16
Il tennis in tv – Occhi sul padel Pag.14
In Italia – A1: Aniene, 6 punti in 24 ore Pag.20
Guinnes dei primati: Record, 51.283 colpi in 13 ore di tennis Pag.22
Notizie dalle regioni – Piemonte, Toscana, Puglia, Basilicata, Sicilia Pag.23
Circuito Fit-Tpra – Awt finals, che la festa abbia inizio! Pag.27
L’esperto risponde – L’arbitro è sempre obbligato a verificare un segno su richiesta del giocatore? Pag.28

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Pur essendo avanti con gli anni, avendo giocato a livello internazionale il tennis tradizionale ed avendolo seguito sempre, ininterrottamente, come Presidente degli ex nazionali (International Tennis Club d'Italia), devo dire che anch'io sono stato affascinato e coinvolto dalle novità. Forse ci vorrà un po' di tempo per assimilarle, forse l'ATP cercherà di introdurre le novità che abbiamo visto al Next Gen Event un po' alla volta, ma mi sembra che la strada sia molto interessante

di Gilas (Mercoledì, 15 Novembre 2017 11:52)

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