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gen 18
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Melbourne: King Roger diventa leggenda
copertina rivista SuperTennis del 31 gennaio 2018
Non ci resta che piangere

di Enzo Anderloni

E adesso che gli Slam sono 20, abbiamo anche il certificato: l’ha postato con lo smartphone il signor Rod Laver, dalla tribuna della Arena che porta il suo nome, immortalando il più forte tennista di sempre mentre piangeva con il trofeo in mano. Il signor due Grande Slam non voleva perdersi l’attimo in cui Roger Federer riscriveva la storia del tennis, celebrando un’impresa che aggiunge valori numerici a qualcosa che sul campo si era capito già dieci anni fa.
Mai nessuno aveva giocato così (e conseguentemente vinto), con quella magia unica che fonde l’uomo con quello che fa, quando l’intenzione si fa gesto e risultato simultaneamente. Una semplicità difficilissima da raggiungere. E leggere i messaggi social di personaggi leggendari come Martina Navratilova, che inneggiano senza esitazione al GOAT (Greatest Of All Time), nonostante abbiano vinto più ‘tituli’ di lui, aggiunge brividi ai brividi.
D’altro canto si era spesso parlato, riferendosi proprio a Rod Laver (unico rivale di Federer nella discussione su chi sia il più forte di tutti i tempi) dell’eccezionalità del suo riuscire a fare il poker ‘Australian-Parigi-Wimbledon- Us Open’ nel 1962 e poi nel 1969, sette anni dopo, in avvio di Era Open con l’intermezzo della carriera professionistica. Oggi ci troviamo di fronte a un campione che ha conquistato da solo il 10% degli Slam (20 su 200) disputati nell’Era Open, raggiungendo 30 finali e 43 semifinali in 72 partecipazioni. E ha conquistato il ventesimo major a 15 anni di distanza dal primo (Wimbledon 2003).
Dovrebbe essere un’abitudine vederlo vincere. E invece l’impatto emotivo che quest’uomo ha su di noi è travolgente. Viene da chiedersi perché (non prima di essersi goduti la vicenda soffrendo e gioendo come se si trattasse di un parente stretto...).
Forse perché aveva in mano la partita (due set a uno per lui e 3-1 nel quarto) e se la stava facendo portare via sotto il naso come un ‘pollo’ qualunque (quarto set a Cilic e due palle break Cilic nel primo game del quinto)?
Forse perché quando ha salvato la seconda palla break nel primo game ha urlato “E andiamo!” (lui ruggisce in svizzero-tedesco “Chum jetze!”) come un fighter del circuito amatoriale Tpra all’Australian Open di Bergamo?
Forse perché poi, con la coppa Norman Brookes in mano, quando ha pensato a tutto quello che gli aveva attraversato la mente in quelle ore, alle aspettative, alle paure, al suo team e alla sua famiglia (Mirka là, col telefonino coperto di brillantini...) gli è venuto un magone che non è riuscito a trattenere? E si è sciolto nella commozione, come noi?
Commuoversi è qualcosa che si fa insieme, lo dice l’etimologia della parola. C’è dell’immedesimazione. Ecco: forse è l’eccezionalità di questa storia. Federer è assolutamente straordinario, quasi soprannaturale come tennista ma del tutto simile a noi come persona. Anche in campo.
Si esalta. Pasticcia. Se la fa sotto. Prova a reagire. Qualche volta ci riesce (almeno 20...). Qualche altra no. Ascoltiamolo, nel dopo-partita: “Dal terzo set in poi ho cominciato a pensare ‘Che cosa mi succede se vinco? E se invece perdo? Ero a un passo dalla vittoria e dentro mi dicevo: ‘Dai, ormai è fatta, non puoi lasciartela sfuggire’. Che è il pensiero perfetto per rovinare tutto”.
E si arriva alla palla break per Cilic nel primo game del quinto. E di colpo ci si potrebbe sentire vecchi e lenti (come noi?). E invece... “Chum jetze!”. E allora, andiamo! Non ci resta che piangere...

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 4 - 2018

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SuperTennis Magazine - Anno XIV - n.4 - 31 gennaio 2018

In questo numero:
Prima pagina –Non ci resta che piangere Pag.3
Australian Open –Qual buon… venti Pag.4
I numeri della settimana –Roger dell’altro mondo Pag.9
Australian Open –E adesso rido io! Pag.10
Focus Next Gen– la festa di compleanno di Elisabetta Cocciaretto Pag.12
Terza pagina – Il dramma di Satoh: come un samurai Pag.14
Il tennis in tv – L’Italia di Davis live Pag.16
In Italia – Il Kinder fa tredici Pag.18
Circuito Fit-Tpra – I mille Federer d’Italia Pag.20
Personal coach – Il dolore se ne va? Tratta così il gomito Pag.22
Racchette & dintorni: teneroni rosa o koala mannari? Pag.24
L’esperto risponde – Ma anche l’arbitro potrebbe essere considerato un… arredo permanente? Pag.26

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