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Federer: il fenomeno è diventato leggenda
copertina rivista SuperTennis del 21 febbraio 2018
Fenomeni in semifinale

di Enzo Anderloni

Sabato scorso, in semifinale a Rotterdam, non c’era un solo fenomeno in campo. Certo Roger Federer festeggiava l’appena riconquistata prima posizione mondiale e il record di “maturità”: 36 anni e 195 giorni. Dall’altra parte della rete, in maglia non casualmente azzurra, c’era però uno dei migliori tennisti italiani di tutti i tempi, capace di chiudere 13 stagioni consecutive tra i primi 100 giocatori del mondo (8 delle quali tra i primi 50, 3 fra i top 30). E di cominciare la 14a alla grande.
Andreas Seppi compie oggi, 21 febbraio 2018, 34 anni. È più anziano di quanto fosse Andre Agassi nel 2003 quando, 33enne, ridivenne n.1 stabilendo il record che Federer ha appena frantumato. In carriera è arrivato fino al n.18 del mondo. Ha vinto tre tornei Atp su tre superfici diverse, unico italiano a fare centro anche sull’erba. È uno dei pochi giocatori al mondo che sono stati capaci di battere Federer (dopo la sua esplosione a Wimbledon 2003) agli Open d’Australia, cioè nel primo Grande Slam dell’anno, quello che si affronta tirati a lucido dalla preparazione invernale.
Non a caso il fenomeno svizzero ha vinto sei volte a Melbourne. Nelle altre 8 partecipazioni ha perso solo con Rafael Nadal (3 volte), Novak Djokovic (3 volte), Marat Safin e... Seppi. Una partita stellare quella di Andreas del 2015, contro un Federer in grande spolvero, che si era appena aggiudicato il torneo di Brisbane vincendo in finale con Milos Raonic il match n.1.000 della sua sterminata carriera.
Coincidenze particolari: quando Roger festeggia qualche grande numero dei suoi, Andreas è nei dintorni, con prestazioni che restano impresse. Come quando, sempre nel 2015, Federer conquistò un ottavo titolo record sull’erba di Halle. In finale c’era Seppi. Come quest’anno a Rotterdam dove l’altoatesino si è fatto trovare pronto a battere due grandi emergenti come il n.5 del mondo Alexander Zverev e il n.50 Daniil Medvedev per raggiungere una prestigiosa semifinale che lo ha riportato tra i primi 60 giocatori del mondo, al n.59.
Esattamente dieci anni fa, il giorno del suo 24° compleanno, Andreas era a Rotterdam e si regalava un’altra grande soddisfazione: batteva in tre set Rafa Nadal, allora n.2 in classifica mondiale. È stato bello ritrovarlo protagonista su quel palcoscenico. E vederlo giocare ancora alla pari con il n.1 di sempre.
In comune hanno più di una cosa, oltre a quella famigliarità con la lingua tedesca che ha permesso loro di sviluppare una certa confidenza nei frequenti allenamenti svolti insieme. Soprattutto condividono la grande passione per questo sport che ha permesso loro di continuare a viverlo da protagonisti per oltre un quindicennio. Perché Federer è un professionista dal 1998, Seppi dal 2002: così recitano le carte dell’Atp.
Se si è fatti così si possono avere una moglie e quattro figli, si può patire un infortunio che ti tiene sei mesi fuori dal campo e poi rientrare, vincere altri tre Slam e tornare n.1.
Oppure, come nel caso di Seppi, si può convivere da anni con un malanno all’anca che ti costringe a periodiche, dolorose infiltrazioni, ognuna delle quali ti obbliga a tre settimane di riposo forzato e poi ricominciare sempre daccapo. Sposarsi, decidere di comprare casa negli Usa (a Boulder in Colorado, mezz’ora di auto da Denver), un sogno americano condiviso con la giovane e affascinante moglie Michela. Ci si può allenare in un college locale e farsi ritrovare pronto a ripartire forte: vittoria al Challenger di Canberra, ottavi agli Australian Open, semifinale a Rotterdam.
Chi, come noi e voi, ha avuto la fortuna di vivere da appassionato quest’epoca tennistica potrà raccontare a figli e nipotini di aver assistito alle magie di un campione irripetibile. Il più forte giocatore che si sia mai visto su un campo da tennis.
Andreas, a figli e nipotini, potrà raccontare di averci giocato. Spesso alla pari. E, sia pure una sola volta, di averlo anche battuto. In uno Slam. L’unico italiano a riuscirci. Fenomeno.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 7 - 2018

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SuperTennis Magazine - Anno XIV - n.7 - 21 febbraio 2018

In questo numero:
Prima pagina –Fenomeni in semifinale Pag.3
Circuito mondiale –Roger, sei di nuovo il n.1: e adesso? Pag.4
Focus Next Gen– Alexei Popyrin, il nuovo canguro Pag.8
Terza pagina – Wimbledon 2001: sembra passato un secolo Pag.10
I numeri della settimana –Come 14 anni fa Pag.12
Il tennis in tv – Live intercontinentali Pag.14
Mondo junior – Winter Cup, l’Italia maschile sempre sul podio Pag.16
In Italia – Centri estivi Fit: ecco due nuove sedi Pag.18
Circuito Fit-Tpra – Le nozze d’oro di Marco Pesenti Pag.19
Racchette & dintorni: altro che “racchettine”: più di 200 modelli Pag.20
L’esperto risponde – Avevate mai visto questa racchetta Reanda? Pag.24



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