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03

mar 18
"UNA GRANDE AVVENTURA"
Di Palermo nuovo presidente del CR Lazio
Giorgio Di Palermo
Giorgio Di Palermo è il nuovo presidente del Comitato regionale Fit del Lazio. Al termine dell’Assemblea Elettiva tenutasi al Coni Di Palermo, che succede a Roberto Commentucci, è stato eletto con 195 voti su 203 schede valide. L’Assemblea era composta dal 60.5% degli aventi diritto: 163 affiliati su 270.
A Palermo vanno gli auguri di buon lavoro di tutto il mondo della Federazione Italiana Tennis.

Di Palermo dunque torna a casa. “Welcome home” gli si potrebbe dire considerata la sua condizione di romano di nascita e apolide di adozione. Una condizione che ha maturato nel corso degli oltre vent’anni trascorsi lavorando per l’Atp prima come tour manager e poi come rappresentante dei giocatori in seno al board. Bentornato perché proprio dalla sua Roma partì la sua avventura di dirigente sportivo. Il suo arrivo è destinato a potenziare ulteriormente il gruppo di lavoro che opera all’interno della nostra Federazione e che ci permetterà di affrontare con ancora più mezzi ed energia le grandi sfide che ci attendono.

Giorgio come ci si sente a iniziare una nuova grande avventura nel luogo in cui si è nati?
"Ho solo voglia di cominciare. Non vedo l’ora. So che sarà un’esperienza entusiasmante. E devo ringraziare la Fit per avermi permesso di tornare al tennis italiano, che è stato il mio primo amore".

Come è avvenuto il… contatto?
"Pochi mesi fa il Presidente Binaghi mi ha detto: vieni a lavorare con noi per il nostro tennis? Ho capito subito che non avrei potuto lasciarmi sfuggire l’occasione di entrare in quella organizzazione di straordinario successo che la Fit è diventata. Grazie a lui e ai dirigenti che da tempo lo affiancano".

In fondo si tratta della chiusura di un cerchio, per te.
"E’ esattamente così. Ho iniziato la mia vita tennistica al circolo Fleming con Gianni Salvati. Erano gli anni ’70. Da lì ho vissuto esperienze in altri circoli e poi ho lavorato, e molto, agli Internazionali quando certo non erano l’evento di straordinaria visibilità e importanza che sono oggi. Posso di aver fatto di tutto: dall’autista per la stampa all’addetto dell’ufficio informazioni e all’uomo marketing".

Le tue radici insomma. E ora dopo, aver condiviso la vita con Federer, Nadal e tanti altri, dovrai confrontarti con l’attività di base.
"Proprio Roger e Rafa sono stati primi a chiamarmi per augurarmi in bocca al lupo quando hanno saputo che avrei lasciato l’Atp. Sono convinto che lavorare per il tennis di base, soprattutto con i bambini e ragazzi, sia per certi versi più affascinante che non girare il mondo con i grandi campioni. Ed è il cotè di questa nuova esperienza che mi entusiasma di più: far sì che la pratica tennistica diventi per tutti un’esperienza emozionale. Far capire ai più giovani che giocare a tennis è semplicemente bello".

Non sarai solo in questo cammino...
"Lo so bene. Potrò dare moltissimo anche se sono perfettamente conscio che le aspettative che mi circondano sono alte, come è giusto che sia. Ma l’ambiente lo conosco bene e so che avrò al fianco tanti amici di alto livello che mi aiuteranno a dar corpo ai miei progetti".

Progetti, punti di arrivo. Quali?
"Il mio impegno si rivolgerà soprattutto verso i giovani: dobbiamo diventare sempre e più una struttura emozionale che li attrae. Dovremo parlare sempre più il loro linguaggio. Fare in modo che ai loro occhi il tennis sia creativo e coinvolgente. Per questo vorrei impegnarmi a coltivare sempre e più il rapporto con le scuole, proseguendo sulla strada che l’iniziativa 'Racchette di classe' ha aperto in modo così efficace. Poi vorrei lavorare per fare in modo che anche la nostra struttura di lavoro diventi sempre più in linea con le aspettative che i tempi richiedono. E impegnarmi affinché anche i privati vengano sempre più coinvolti in nostre iniziative, anche di taglio sociale. C’è tutto un mondo di investimenti in attesa che gli vengano sottoposte buone idee".

Come ti definiresti?
Un uomo di ideali. Alti, sennò non mi diverto".

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SCHEDA
Giorgio di Palermo è nato a Roma il 4 novembre 1964. Si laurea in Giurisprundenza nel 1988. Ha lavorato agli Internazionali BNL d’Italia, in tornei challenger e del circuito maggiore sino al 1996, quando è stato chiamato dall’Atp per il ruolo di manager (1996-2008). Dal 2009 ad oggi è stato, per tre mandati consecutivi, rappresentante dei giocatori Atp per l’Europa.



di Piero Valesio - Direttore Comunicazione FIT

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