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apr 18
ON LINE LA RIVISTA SETTIMANALE
I segreti di Rafa sempre più "re del rosso"
SuperTennis magazine copertina numero 16 2018
Due troppo potenti

di Enzo Anderloni

Fa una certa impressione vedere come Roger e Rafa si alternino al comando del tennis mondiale senza che nessuno possa metterci becco. Riparte la stagione sulla terra battuta e Nadal ingurgita l’undicesima coppa “petalosa” di Monte-Carlo digerendo gli avversari come snack energetici. Nessuno riesce a entrare in partita, a mettere in discussione anche solo un set. Anzi, più sulla carta l’uomo di là della rete avrebbe le caratteristiche per impensierire il maiorchino, peggiore è la punizione. Perché Rafa rispetta l’avversario e dunque va in campo carico a palla per spazzarlo via, come è successo a Dominic Thiem, l’ultimo che lo aveva battuto sul ‘rosso’ (a Roma lo scorso anno).
Federer si è tolto di mezzo, lasciando tutto il palcoscenico tennistico al rivale. Il primo posto in classifica in realtà non gli interessa. Gli ha fatto piacere riassaporare il gusto della vetta in febbraio perché risalirci non gli costava granché. L’occasione di Rotterdam, nel momento in cui Nadal riposava, convalescente, era troppo ghiotta per farsela sfuggire. Ora gli sarebbe bastato non saltare a piè pari tutta la stagione dei tornei sulla terra rossa per tornare al primo posto. Aveva ‘zero punti’ del 2017 da difendere. Avrebbe ampiamente scavalcato il rivale anche senza batterlo: gli bastavano dei buoni piazzamenti. Ma Roger, inserito dalla rivista Time tra i 100 uomini più influenti del pianeta con il supporto di una perorazione di Bill Gates, l’uomo più ricco del mondo, ha preferito dedicarsi alla sua Fondazione. E mentre Rafa incontrava il principe Alberto di Monaco, lui incontrava Edgar Lungu, il presidente dello Zambia, paese del Sud dell’Africa dove investirà per sviluppare una buona istruzione di base per i bambini. Con la consapevolezza che dopo Parigi, quando il circuito si sposterà sull’erba, troverà tutto come prima. Lui e Rafa, soli al comando. Gli altri dietro, molto staccati, con poca fiducia, non ancora pronti a sostenere scontri a quel livello.
Perché questo è il problema di fondo. Federer e Nadal, insieme a Djokovic e Murray, hanno innalzato l’asticella del tennis a livelli pazzeschi. Si sono pungolati l’un l’altro e, come Bubka nel salto con l’asta, hanno elevato il livello della competizione oltre ogni record precedente. Prima il giovane Rafa in canottiera ha messo in crisi Roger. Poi si è sentito incalzare dall’ambizioso e infallibile Nole. Il quale a sua volta ha stimolato Andy Murray a dimostrare che anche lui avrebbe potuto diventare il n.1. In mezzo a loro, mina vagante, Stan Wawrinka, un quinto uomo ben consapevole di che razza di tennis sarebbe stato necessario per battere quei quattro. Per costruirsi interpreti di quel tennis mozzafiato questi fenomeni hanno impiegato anni.
Ora che Djokovic, Murray e Wawrinka si sono eclissati, contemporaneamente e all’improvviso, dietro quei due si è aperto un baratro. Difficilissimo da colmare anche solo per il fatto che sono rare le occasioni per misurarsi con quel livello di difficoltà. Quando uno scende in campo contro Nadal sulla terra, quella palla che arriva ruotando su se stessa a una velocità che non ha paragoni al mondo, ha anche una parabola in volo e un rimbalzo completamente diversi da quelli di tutti gli altri. E anche se sei Thiem o Zverev, Dimitrov o Nishikori, impieghi un po’ di giochi prima di capirci qualcosa. E a quel punto il treno è già passato. Anzi ti è passato sopra. E sta telefonando per prenotare il campo per il prossimo allenamento.
E tu puoi cominciare a sudare chiedendoti come farai a difenderti dal back di rovescio incrociato stretto di Roger sull’erba di Halle o di Wimbledon...

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 16 - 2018

RIVISTA SUPERTENNIS

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SuperTennis Magazine – Anno XIV – n.16– 25 aprile 2018

In questo numero
Prima pagina – Due troppo potenti Pag.3
Circuito mondiale: perché per Nadal la terra è in discesa Pag.4
Terza pagina: 50 anni fa il primo Open Pag.6
Fed Cup – Garbin: “Il nostro gruppo è in crescita” Pag.8
Focus Next Gen – Valkusz e Piros, “gemellini ungheresi” Pag.10
I numeri della settimana – Rafa e quei 36 set di fila Pag.12
Il tennis in tv – Tutto il giorno in campo Pag.14
Pre-qualificazioni IBI 18 – Da Verona a Napoli, tutti i pass per Roma Pag.16
Eventi: il campione col saio Pag. 18
In Italia: Over caput mundi Pag. 19
Circuito Fit-Tpra – L’estate da amatori con gli stage adulti Pag.20
Personal coach: doppio senza corridoi, ragazzini più avanti Pag.21
Racchette & dintorni: Gomme da… ‘rossa’ Pag.23
L’esperto risponde – Racchetta, corda, scarpa: e se volessi giocare sulla terra travestito da Nadal? Pag.25

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bella visione del tennis attuale. Nadal avrebbe potuto vincere di più senza gli infortuni, ed in un certo senso è lui il GOAT del tennis. Fra cinque anni avrà più slam di Roger, questo perchè Federer è sì a suo agio sul rapido, ma nel 3 su 5 non sarà più come prima. La sconfitta a Miami lo dimostra.

di BRAD75 (Mercoledì, 25 Aprile 2018 23:15)

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