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mag 18
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Speciale Roberta Vinci: una storia da leggenda
copertina rivista SuperTennis del 16 maggio 2018
Grazie Roberta

di Enzo Anderloni

Francamente fino a lunedì mattina, 14 maggio 2018, non era ovvio per tutti il senso pieno della scelta di Roberta Vinci. Allungare di qualche mese la sua strepitosa carriera ventennale per giocare il suo ultimo torneo a Roma, quegli Internazionali BNL d’Italia che non le avevano mai portato particolarmente fortuna se non nella specialità in cui è stata n.1 del mondo, il doppio. Sì, perché ormai il livello non era più quello consono a una campionessa come lei, partite vinte se ne vedevano col contagocce e la classifica, per lei che è stata n.7, aveva toccato il fondo: n.191. L’esatto opposto della storia della sua gemella diversa, pugliese come lei, compagna di crescita e di doppio a livello giovanile, quella Flavia Pennetta che aveva detto ‘basta’ nel giorno del trionfo più incredibile, con il trofeo degli Us Open in mano e il presidente del Consiglio volato a New York per celebrare la prima finale Slam tutta italiana della storia del tennis.
È diventato palese, il senso di quella scelta, da additare a esempio e tenere bene impressa nella mente, quando Roberta l’ha svelato fino in fondo, pronunciando ad alta voce, con il microfono in mano, quasi gridando, una serie di profondissimi “grazie”. Alla sua famiglia, al suo team, agli amici che più le sono stati vicini, alla Federazione che l’ha sostenuta, al pubblico che ha riempito lo stadio Pietrangeli come se lei fosse lì per vincere il torneo. Invece lei era lì solo per dire “grazie” a tutti, coram populo, come si diceva una volta a Roma.
Lei ringraziare noi? Che splendido mondo alla rovescia. Grazie Roberta, per avercelo mostrato. Per averci regalato un momento dove tutti i divismi, i narcisismi, i “tutto dovuto”, le altezzosità sono andati a farsi benedire. Tu ringraziare noi per averci regalato alcuni dei più bei momenti della nostra vita di appassionati di tennis? Per averci fatto assistere alla conquista della prima Fed Cup della nostra storia (e delle tre successive)? Per averci permesso di contemplare un doppio azzurro trionfare in tutti e quattro i tornei del Grande Slam?
Per esserci potuti godere lo spettacolo indimenticabile di una minuta ragazza di casa nostra che giocando come Federer (parliamo di stile, ricchezza tecnica, varietà, rovescio in back, magiche volée...) annichilisce a casa sua Serena Williams, la più forte di giocatrice di tutti i tempi, e le impedisce di completare il Grande Slam? Dovendosi concentrare su una sola partita, vien da dire che rimane la più grande impresa sportiva di un italiano con racchetta. Grazie a te Roberta, grazie di cuore.
Quel tuo gesto, le mani alle orecchie a dire “fatemi sentire il vostro plauso”, che conquistò New York, resterà per sempre simbolo della bellezza agonistica italiana. Chapeau.
P.S. Nel giorno dei saluti di Roberta Vinci, Camila Giorgi ha espresso al presidente Binaghi il desiderio di tornare a far parte a pieno titolo della grande famiglia del tennis italiano dando piena disponibilità a rispondere alle convocazioni per le rappresentative nazionali. Richiesta accolta con soddisfazione. Una bella giornata. Azzurra.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 19 - 2018

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SuperTennis Magazine – Anno XIV - n.19 - 16 maggio 2018

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Grazie Roberta Vinci, mia giocatrice favorita da sempre....l'unica che ancora sa giocare a tennis....con quel tennis classico fatto di tocco, ricami, eleganza e tattica e visione del gioco e del campo ...un tennis che piace agli esteti del tennis ...un tennis fatto di colpi che deliziavano i nostri occhi e che ci facevano sopportare l colpi delle grandi ribattitrici di oggi (esteticamente non gradevoli) ....grazie per il tuo sempre educato e rispettoso comportamento in campo...rispettoso dell'avversaria di turno che incontravi, del giudice di sedia e soprattutto del pubblico....ti abbiamo ammirato in tante partite e sostenuto in quelle più difficili e nonostante a volte le sconfitte eravamo sempre pronti a stare al tuo fianco nella partita successiva. Insieme a Francesca Schiavone, Flavia Pennetta e Sara Errani hai fatto parte di un quartetto che ha cambiato la storia del tennis femminile italiano e mondiale (4 Federation Cup non sono roba da poco e soprattutto il record di 18 matches consecutivi vinti in doppio in Fed Cup)....e personalmente sono contento di aver vissuto queste grandi emozioni che difficilmente si potranno ripetere in questo modo.....
Le vittorie sono state tante ma tra tutte si ricorderà forse quella contro Serena Williams nella semifinale degli US Open 2015 anche per il valore dell'impresa...hai giocato il tuo miglior tennis nel momento più importante contro la tennista più forte di sempre ...contro una potenza fisica incredibile, una ribattitrice incredibile....è stata la partita che ha entusiasmato tutti i milioni di telespettatori incollati davanti alla TV...il classico match Davide contro Golia,,,,due giochi opposti, due fisici opposti...e con una posta in palio enorme...e quando ci sono questi ingredienti lo spettacolo è assicurato. La finale con Flavia poi noi italiani la ricorderemo per anni e chissà se si ripeterà mai a livello Slam (speriamo!).
Altre vittorie sono da incorniciare come quella in doppio a Wimbledon con Sara Errani e il famoso career Grand Slam in doppio (vincitrice di tutti e quattro i titoli dello Slam).
Rimangono forse dei crucci ...il fatto forse di non essere sbocciata prima a certi livelli, rimane il rammarico con il tuo gioco di non aver raggiunto qualcosa di importante a Wimbledon in singolare ...ma i traguardi raggiunti sono stati incredibili negli ultimi anni....oltre a quelli citati una entrata nella Top Ten (posizione numero 7 come best ranking) , numero 1 in doppio e il titolo di San Pietroburgo (torneo Premiere) vinto su giocatrici come Ivanovic e Bencic, e i vari quarti di finale a livello Slam.
Ho avuto il piacere di vederti ad Indian Wells negli utlimi anni e ho potuto salutarti a Marzo sapendo che era il tuo ultimo anno e che ti saresti ritirata a Roma,
Grazie ancora per l'amore per il tennis che ci hai trasmesso, per i tuoi sorrisi, per le tue arrabbiature, per la grinta e per la signorilità (ahimè parola ormai sconosciuta nel mondo del tennis) mostrata in campo in tutte le occasioni. Insieme a Navratilova e Sabtini (per il tocco ed il gioco) e ad Evert (per l'eleganza) hai lasciato comunque un segno indelebile in questo sport.
Ci mancheranno le tue giocate ma so che i tuoi insegnamenti non si perderanno e che ti vedremo presto magari al fianco di qualche tennista promettente a dare preziosi consigli e ad aprire la loro mente.
Love!

di paolinko (Giovedì, 17 Maggio 2018 04:57)

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