Internazionali BNL d'italia
Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”
Centri Federali Tennis
FIT Ranking Program
Beach Tennis
Paddle
Tennis in Carrozzina
Lab 3.11
Comitato Italiano Paralimpico
SeniorTennis
www.superabile.it
LOGIN
HAI DIMENTICATO LA PASSWORD?

NEWS

INDIETRO

30

mag 18
ON LINE LA RIVISTA SETTIMANALE
Rafa, Roger e i Next Gen visti da Riccardo Piatti
SuperTennis magazine copertina numero 21 2018
“Rafa e Roger? Imprendibili… a vita”

di Enzo Anderloni

“Rafa e Roger? Finché andranno avanti a giocare nessuno riuscirà a raggiungerli”. Parola di Riccardo Piatti, il coach italiano con più “tituli”, che dopo aver allenato Furlan, Caratti & Co, e poi Ljubicic, Djokovic, Bolelli, Gasquet e Raonic ora è al fianco di Borna Coric, il 21enne croato emergente, n.40 del mondo, che vuole provare ad arrivare in alto. Visto che è impegnato in prima persona a provare a riempire questo gap, tra Nadal, Federer e il resto del mondo, gli chiediamo di spiegarci il perché di questa affermazione così netta.
“Perché? Perché anche Andreas Seppi gioca meglio adesso di quando aveva 25 anni. Dunque è normale che Federer e Nadal, finché saranno in salute e avranno voglia, rimangano davanti a tutti. Il tennis è un gioco di esperienza, di gestione delle emozioni. Loro ne sanno sempre di più...”.
Però anni fa Djokovic e Murray li avevano raggiunti...
“Sì, ma Djokovic e Murray, che hanno la stessa età, sono solo di un anno più giovani di Nadal. Erano vicini come maturazione. E prima c’era Federer che era diventato n.1 passando su… Roddick. Il livello non era così alto. Questi lo hanno fatto salire notevolmente: secondo me è il più alto di sempre”.
Anche Wawrinka si è avvicinato...
“Sì, ma è un caso isolato. Era successo anche con la generazione di Becker ed Edberg: lottavano al vertice ad alto livello poi a Wimbledon si è messo in mezzo Michael Stich”.
Dunque i giovani sono troppo distanti, non riusciranno a raggiungere il loro livello?
“Non riusciranno a prendere Roger e Rafa come livello consolidato. Riusciranno a prenderli come risultati. Possono batterli nel singolo torneo. Alexander Zverev, che ha 21 anni, è molto più avanti di come era Federer quando aveva la sua età. Se giocherà fino a 35 anni raggiungerà il livello di Federer. C’è un percorso di 15 anni in mezzo. Oggi come oggi i migliori emergenti possono raggiungere i primi come punti, come risultati, perché giocatori come Roger e Rafa non giocano tutto l’anno. Uno come Zverev potrebbe finire l’anno al n.1, se continua così. E vicino a lui potrebbe esserci Dominic Thiem”.
E i più giovani, i Next Gen? Gente come Shapovalov, Tsitsipas, lo stesso Borna Coric?
“Penso che per Shapovalov ci vogliano ancora un paio d’anni. Anche per Tsitsipas e Borna. Se lavorano come si deve. Come ricambi al vertice sono buoni. Nel periodo in cui ho allenato Djokovic, aveva 19 anni, siamo andati in Australia: sia lui che Murray avevano perso al 1° turno e si diceva che non c’era ricambio al vertice. Invece poi sono arrivati, eccome. Anche Nadal a vent’anni, quando è entrato, non giocava bene come ora. Stava dietro, tirava su tutto...”.
Questa nuova generazione è paragonabile a quella quindi.
“È una buona generazione. Ci aspetta un futuro interessante. Zverev sarà un buon giocatore, Shapovalov sarà il Federer di domani, uno diverso dagli altri, molto difficile da battere sull’erba, sulle superfici veloci. E non dimentichiamoci Nick Kyrgios, che può fare qualcosa di importante”.
E Borna, come lo vedi?
“Coric è 40 del mondo, ne ha 39 davanti. Zverev è avanti a lui di un paio d’anni di lavoro. Borna ha ancora tanta strada da fare. Deve imparare a gestire meglio tante situazioni. Passare attraverso partite sbagliate, imparare, migliorare. Anche Zverev sta facendo così, man mano sbaglia sempre meno partite. Che non significa vincerle, significa giocarle fino in fondo con la modalità e mentalità giusta. Quest’anno che risultati importanti ha fatto Borna? Semifinale a Indian Wells e quarti a Miami: deve avere continuità a un certo livello, arrivare sempre almeno ai quarti o alle semi nelle prove che contano. Guarda Zverev: tra l’anno scorso e questo ha fatto quattro finali Masters 1000 vincendone tre. È solido. Vuol dire che fino ai quarti praticamente non gioca. E quando gioca male, se la sfanga lo stesso (vedi con Medvedev a Miami). I giovani che stanno dietro ancora non riescono a portar via le partite anche quando giocano male. Sono meno consistenti. I primi del mondo hanno una routine nel vincere le partite che diventa normalità, loro devono lavorare e costruirsela”.
E Djokovic, Wawrinka, nel frattempo, torneranno?
“Pensavo che Djokovic facesse meno fatica. Probabilmente non è pronto. O forse non aveva chiaro il fatto che Federer e Nadal, quando stavano fermi dei mesi, lontani dai tornei, si facevano lo stesso un mazzo così”.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 21 - 2018

RIVISTA SUPERTENNIS

Registrandovi al servizio My Fit Score potrete riceverla automaticamente ogni mercoledì via newsletter. La rivista è scaricabile (e stampabile) in formato pdf.

SuperTennis Magazine – Anno XIV – n.21 – 30 maggio 2018

In questo numero
Prima pagina – Dopo i cinquanta… Pag.3
Circuito mondiale: Il nuovo Quinzi che non ha più fretta Pag.4
Circuito mondiale: “Rafa e Roger? Imprendibili… a vita” Pag.5
Terza pagina: Kodes, un mito da Praga a Parigi Pag.9
Focus Next Gen – Garçons all’attacco Pag.12
I numeri della settimana – Un viaggio da 79.000€ Pag.14
Il tennis in tv – I Mondiali di Wheelchair Pag.16
Giovani – Gli Zverev di domani scoperti al Bonfiglio Pag.18
Giovani – Giro d’Italia under Pag. 20
Circuito Fit-Tpra – 10 ritratti… d’amatore Pag.24
Racchette & dintorni: Nole e Sascha a tutta… velocità Pag.26
L’esperto risponde – Quando l’arbitro verifica un segno ’a colpo avvenuto’ perché ogni tanto concede il punto e ogni tanto lo fa rigiocare? Pag.28

Commenti

di' la tua, scrivi un commento a questo articolo
COMMENTA QUESTO ARTICOLO
ITF Pro Circuit
www.lexicon.it

Federazione Italiana Tennis - P. IVA 01379601006       Cookie Policy