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Djokovic e Musetti, sogni da… Grande Slam
Copertina SuperTennis Magazine n.4/2019
Djokovic e Musetti, Next… Slam

di Enzo Anderloni

Già si parla di Grande Slam, della possibilità che un giocatore riesca nella grande impresa di vincere agli Open d’Australia, al Roland Garros, a Wimbledon e agli Us Open nell’arco di un’unica stagione. Il poker, in campo maschile, non riesce da 50 anni esatti: era il 1969 quando l’australiano Laver lo realizzò. E fu un clamoroso bis, unico nella storia del tennis, dell’infilata che al grande Rod era già riuscita nel 1962.
Di solito di ‘ipotesi Slam’ si comincia timidamente a parlare quando un giocatore mette insieme almeno le prime due tappe dell’anno. Il successo di Novak Djokovic, e il modo in cui è arrivato, hanno invece aperto subito il campo agli ‘studi di fattibilità’. Nole un suo Grande Slam l’ha già fatto, vincendo le quattro prove, una dopo l’altra, dai Championships londinesi del 2015 alla terra rossa parigina del 2016.
Paradossalmente oggi il compito potrebbe essere ancora più facile, con Roger che va per i 38 anni, il povero Andy Murray che si è sottoposto a una seconda operazione all’anca e Rafa...
Ecco, Rafa Nadal è considerato l’unico vero ostacolo da superare, sul ‘rosso’ del Roland Garros, dove ha vinto 11 volte. Il più grande giocatore di tutti i tempi su terra battuta. Il divario attuale tra i due è però cospicuo. Nole sa come battere Rafa e Rafa sa che se Nole è in giornata per lui è imbattibile. Djokovic ha le armi più adatte a disinnescare quel suo tennis unico che tutti gli altri subiscono. In particolare quell’infallibile, penetrante rovescio incrociato che progressivamente sbriciola il poderoso diritto arrotato dello spagnolo e con esso tutte le sue sicurezze.
Dunque Parigi è più che possibile per il serbo. E lo Slam quindi alla portata. In realtà i pericoli maggiori per Djokovic probabilmente non verranno dai suoi soliti rivali (Nadal a Parigi, Federer a Wimbledon). La grande incognita verso lo Slam sono gli attacchi di quei Next Gen che tanti hanno ritenuto bocciati alla prova di Melbourne. E quale sarebbe il motivo della bocciatura? Ci si aspettava forse che fossero già in grado (a 20, 21 anni...) di buttare giù le statue di tre giganti che hanno vinto 52 Slam e sono primo, secondo e terzo nella graduatorie di ogni tempo?
Di fatto la semifinale di Stefanos Tsitsipas (e il suo successo su Federer) è da leggere come un’impresa. E gli unici due che hanno strappato un set a Djokovic nel torneo sono stati Denis Shapovalov e Daniil Medvedev. Sascha Zverev gli ha portato via il titolo delle Atp Finals 2018 a Londra, Karen Khachanov lo aveva preso a pallate la settimana precedente a Parigi-Bercy. Tutta gente che ancora fatica a inquadrare il tennis anomalo di Nadal e che invece ha ben chiaro nel mirino il suo. Altro che Next Gen bocciata: vecchi fenomeni a parte, sono i figli delle Finals di Milano i giocatori più caldi, ormai a un passo da invadere la Top 10 assoluta.
E guardando alle generazioni future, come non si fa a fermarsi, commossi, davanti all’impresa di Lorenzo Musetti, che riceve la coppa del vincitore degli Open d’Australia Juniores dalle mani di Ivan Lendl? E quei complimenti dello stesso Djokovic al nostro sedicenne, quando lo incontra sulla strada del campo d’allenamento dopo la finale Under 18: come non coglierne grandi auspici?
All’indomani della prova di Melbourne, Musetti potrebbe cullare un sogno di Grande Slam Juniores non troppo dissimile da quello di Djokovic a livello assoluto. Pur essendo così giovane ha giocato il torneo da favorito n.1 e ha saputo vincere. Per le sue caratteristiche proprio l’argilla rossa, il Roland Garros (come per Nole), potrebbe essere il terreno più difficile. Però ci arriverà con tanta altra esperienza in corpo, maturata nei tornei dei ‘grandi’: Atp Challenger e ITF da 15/25.000 dollari. Dunque da qui a Parigi sarà di sicuro cresciuto.
Un Grande Slam Junior non sarebbe, ovviamente, un punto d’arrivo. Le gare giovanili sono momenti di passaggio, la palestra per forgiare i muscoli che serviranno a mirare in alto nel tennis professionistico. Però, perché non provarci? Nella storia c’è riuscito un solo, splendido campione: lo svedese Stefan Edberg. Fargli compagnia potrebbe essere davvero piacevole.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 4 - 2019

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SuperTennis Magazine – Anno XV – n.4 – 30 gennaio 2019

In questo numero
Prima pagina – Next… Slam Pag.3
Australian Open – Nole pensa in grande: ora punta a Federer Pag.4
Australian Open – Naomi Osaka sembra proprio… Serena Pag.6
Australian Open Junior – Lorenzo è magnifico Pag.8
I numeri della settimana – 52 slam (su 63) in tre Pag.12
Il tennis in tv – La nuova Davis live Pag.13
In Italia – IBI19: ecco le Pre-quali, uno show per 15mila Pag.14
Circuito Fit-Tpra –Più di 2000 amatori per l’Australian Open Pag. 18
Personal coach – Rafa protegge il rovescio? Nole gli distrugge il diritto Pag. 20
Racchette e dintorni – K-Swiss alla riscossa: la qualità è Ultra… shot Pag. 21
L’esperto risponde – Ma il servizio nascosto tra le gambe di Tomic era regolare? Pag.23

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