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L'Italia in Coppa Davis. Una storia che ha avuto inizio nel 1922 sui campi in erba di Roehampton, storico circolo nei pressi di Wimbledon, dove una debole ed inesperta squadra azzurra venne maltrattata dai padroni di casa. Negli anni successivi ancora tante sconfitte, intervallate da sporadici successi su avversari di secondo piano come il Portogallo e l'Olanda.

La svolta arriva però nel 1928, quando la guida della squadra azzurra di Coppa Davis viene affidata al Barone Uberto de Morpurgo. Con de Morpurgo nella doppia veste di capitano-giocatore, con Giorgio de' Stefani e con il doppista Placido Gaslini, l'Italia ha per la prima volta una formazione competitiva: nel 1928 e nel 1930 gli azzurri vincono il tabellone europeo per poi arrendersi nella finale interzone agli Stati Uniti. Nel 1932 ancora una finale europea, poi un lungo periodo opaco intervallato dal secondo conflitto mondiale. 

Dopo la riammissione nel tabellone di Coppa Davis, Cucelli e Marcello Del Bello, a cui si aggiungeranno il fratello Rolando e Fausto Gardini, raggiungono una semifinale interzone (1949) e una finale interzone (1952). 

E' il preludio agli anni d'oro del tennis azzurro, con Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola protagonisti di un decennio culminato in due finali consecutive nel 1960 e 1961. La prima raggiunta dopo aver rimontato uno svantaggio di 2-0 nei confronti degli Stati Uniti nella finale interzone di Perth, la seconda conquistata a Roma con un secco 4-1 sempre ai danni degli americani. In entrambe le occasioni fu la fortissima Australia di Rod Laver, Roy Emerson e Neale Fraser a fermare la corsa degli azzurri in finale. 

Il declino di Nicola Pietrangeli, che a tutt'oggi con 164 match giocati detiene il record assoluto in Coppa Davis, coincide però con l'avvento del celebre quartetto composto dai Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli, capace di conquistare quattro finali in cinque anni, compresa quella vittoriosa di Santiago (1976). Le altre sarebbero arrivate nel '77 (in Australia), '79 (Usa) e '80 (Cecoslovacchia).

La sua settima finale, l'unica disputata in Patria, l'Italia l'ha raggiunta nel 1998, venendo sconfitta dalla Svezia a Milano. Appena un anno e mezzo dopo, però, la stessa squadra che era arrivata alla finale fu protagonista della retrocessione nel Gruppo 1, dove la ringiovanitissima Nazionale di capitan Barazzutti, protagonista nel settembre 2005 e in quello 2006 di due avvincenti e sfortunati spareggi-promozione contro la Spagna di Rafael Nadal prima a Torre del Greco e poi a Santander e bloccata nel 2007 da una sconfitta in Israele. Il 2008 è l’anno del successo dell’Italia nello spareggio contro la Lettonia (3-2) per restare nel Gruppo I.
L’anno successivo gli azzurri hanno l’occasione di tornare nel World Group, ma perdono lo spareggio contro la Svizzera (3-2). Stessa sorte nel 2010: la squadra composta da Fabio Fognini, Simone Bolelli, Daniele Bracciali e Potito Starace perde 3-2 contro la Svezia.
Ma è questione di pochi mesi. Nel 2011 infatti l’Italia torna nel World Group dopo 11 anni, battendo il Cile 4-1 nello spareggio grazie alle imprese di Fognini, Bolelli, Starace e Bracciali. Nel 2012 gli azzurri perdono al primo turno contro la Repubblica Ceca 3-1 ma vincono poi il playoff contro il Cile per restare nel Gruppo mondiale. L’anno successivo il cammino dell’Italia in Davis si ferma ai quarti, sconfitti dal Canada 3-1. Ma quella di Barazzutti è una squadra in crescita. Nel 2014 infatti gli azzurri arrivano fino alla semifinale persa contro la forte Svizzera di Roger Federer e Stan Wawrinka: Fognini, Seppi, Lorenzi e Bolelli escono a testa alta cedendo 3-2. Il 2015 è l’anno del successo nel playoff contro la Russia per restare nel World Group.
L’anno successivo invece l’Italia di Barazzutti arriva fino ai quarti di finale persi contro l’Argentina 3-1. Stessa sorte nel 2017 quando, a Charleroi, Lorenzi, Seppi, Giannesi e Bolelli perdono contro il Belgio 3-2 sempre ai quarti. Nel 2018 il cammino degli azzurri inizia bene: 3-1 di Fognini e compagni contro il Giappone. Nei quarti però l’avversario di turno è la temibile Francia che a Genova si impone per 3-1, fermando la cavalcata dell’Italia.

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