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Mercoledì, 7 Luglio 2010 alle 19:23

BRACCINO DEL TENNISTA

di Roberto Tamburrini
Sovente mi capita, durante i tornei, di giocare al di sotto delle mie capacità e di non tirare i colpi al meglio, soprattutto il rovescio, che in allenamento o nelle partite amichevoli gioco a tutto braccio in top spin (con ottime performance), mentre nelle competizioni sono solito giocare in back di taglio. Anche il diritto, che è il mio colpo migliore, mentre nelle partite amichevoli viene giocato in maniera aggressiva ed efficace, nei tornei sono solito non forzarlo oppure mi limito a rimettere la palla in gioco, aspettando l'errore dell'avversario (anche se il più delle volte sbaglio prima io o l'avversario mi punisce con un colpo aggressivo e/o vincente) tant'è che in uno degli ultimi tornei cui ho partecipato ho perso con un mio compagno di gioco che con me non aveva mai vinto neanche un set. E' vero che è poco tempo che faccio attività agonistica e che quindi col tempo, partecipando a vari tornei, mi hanno detto che dovrei acquisire più esperienza, mi è stato anche detto che bisogna giocare come si sà e senza pensare al risultato (è facile a dirlo ma in campo è tutta un'altra cosa), per questo vorrei qualche utile consiglio per superare questo blocco mentale, meglio noto come il braccino del tennista, che come succede a me, limita molto il potenziale di tanti tennisti.
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commenti

15

  Salve a tutti, mi sono imbattuto in questo thread (imbattuto, cercavo disperatamente proprio questo argomento ^_^) perchè ieri, per l'ennesima volta, ho perso una partita di un piccolo torneo contro un avversario palesemente meno preparato e forte di me.
Non sono più un ragazzino, ho 46 anni, e da 4 ho ripreso dopo tanti anni la racchetta in mano. Non sono mai stato agonista, nè avevo mai giocato tornei, però da 4 anni mi diverto con lezioni di gruppo, fatte da maestri preparati FIT, e, a conti fatti, ho raggiunto un buon livello tecnico (sempre a detta dei maestri) e in allenamento mi sento forte e il braccio va via sciolto. Così mi son detto.... provo con qualche torneo, e cosi da un annetto mi cimento i questi tornei amatoriali, con risultati disastrosi.
La partita in torneo è diventato il mio spauracchio, gioco come ingessato e come se in questi ultimi 4 anni fossi rimasto in panciolle sul divano. Non mi muovo, spesso mi ritrovo a colpire la pallina troppo vicino, con le gambe che non si sono mosse, palla in rete, palla lunga, soprattutto sul dritto.
Eppure in allenamento sono un furetto.
Leggendo gli interventi, le prossime partite cercherò di fregarmene di tornei e risultati, tirando senza pensare. Spero solo di riuscirci, il dominio della mente fino ad ora ha avuto la meglio sull'istinto e la naturalezza.
Spero di scrollarmi di dosso questa frustrazione, a volte mi viene in mente di appende sta cavolo di racchetta al chiodo....
Ciao e grazie per aver letto questo sfogo....
Marco

di BoxOne (Mercoledì, 27 Settembre 2017 15:56)

14

  Ciao Roberto, il tuo racconto sembra scritto da me in quanto mi capita la stessa identica cosa. Il consiglio di tutti e' stato quello di continuare a giocare, ma piu' gioco e piu' peggioro, ormai non riesco piu' a tirare neanche nelle partite amichevoli, il solo nome "partita" mi fa bloccare completamente il braccio e anche le gambe, per cui arrivo sempre alla distanza sbagliata e non faccio altro che "parare" i tiri dell'avversaria. Non so davvero piu' cosa fare per cambiare la situazione...

di laury71 (Mercoledì, 26 Aprile 2017 14:50)

13

  Io ho sempre avuto lo stesso problema, ma bene o male mi sono divertito. Giocavo le amichevoli meno bene di quanto potessi e i tornei malissimo, ma giocavo.
Poi lo scorso anno nel secondo set di un torneo (dopo aver vinto il primo) mi sono bloccato ed ho perso 6-0 6-0 senza fare nemmeno un 15 (ogni turno di servizio 4 doppi falli). Da allora mi blocco anche in un semplice palleggio tra amici ed ho dovuto appendere la racchetta al chiodo. Esiste qualche libro, metodo o psicologo che può risolvere il mio problema?

di Alessandro (Martedì, 19 Agosto 2014 00:44)

12

  Ciao a tutti,
secondo me un utile consiglio potrebbe essere il non pensare al risultato e preovare, ovviamente non quando 6 in netta difficoltà, a fare il tuo gioco mettendo in difficoltà l'avversario. Ma soprattutto, FREGATENE di k guarda!! Io che ho 13 anni e sono un attaccante che cerca di mettere in difficoltà l'avversario, mi sono trovato di fronte ad 1 ragazzino che colpiva meglio di me e mi sono trovato a dover cambiare strategia..... l'ho ammazzato di pallonetti fregandomene di chi guardava

di gogiack (Lunedì, 12 Luglio 2010 11:13)

11

  Ciao sono Paride ed ho 14 anni.
Quando ero un under 12 anch'io avevo questo tuo "difetto",ma era semplicemente dovuta al fatto che non avevo molta esperienza,in quanto ho iniziato a fare tornei(non molti)ad undici anni.
Ora invece gioco senza paura,pensando che per vincere devo giocare come so fare,prova a pensarlo anche tu.Poi penso anche un'altra cosa,che sembrerà una sciocchezza ma che mi aiuta molto:cosa succederebbe di cosi graves e perdessi????niente,ma se proprio devo perdere,meglio farlo con dignità esprimendo il mio miglior tennis invece di buttare via la partita giocando con la paura di sbagliare!!!
in bocca al lupo
ciaociao

di pardella96 (Sabato, 10 Luglio 2010 11:41)

10

  1 sola ricetta! giocare quanti più tornei possibile. Non con gli amici, devi giocare tornei. Vedrai che passa. Garantito. Così potrai giocare al tuo meglio che magari non sarà sufficiente per vincere sempre ma almeno potrai dire: "me la sono proprio giocata!". Buon tennis

di Alberto (Venerdì, 9 Luglio 2010 18:47)

9

  E' solo una questione di livello.
Pensa ad una cosa che sai fare bene nella vita e quanto tempo ci hai dedicato.....magari una materia scolastica, un esame universitario, imbonire una ragazza....e CI SEI RIUSCITO!
Quando saprai tirare in top spin 20 palleggi di rovescio senza sbagliare e farlo per 10 volte di seguito, ti passerà la paura di sbargliare e comincerai a tirarlo anche in partita!
Tirare magari 1 rovescio al tritolo all'incrocio non è sicuramente la stessa cosa!

di cataflic (Giovedì, 8 Luglio 2010 13:11)

8

  Non sono assolutamente d'accordo con quello che dice Ado, il carattere di un tennista non è solo una dote innata, ma si può far emergere giocando, giocando, giocando e giocando [all'Nesima potenza] lo dimostra il fatto che Roberto scriva: E' vero che è poco tempo che faccio attività agonistica e che quindi col tempo, partecipando a vari tornei, mi hanno detto che dovrei acquisire più esperienza.

E' ovvio che chi inizia a giocare competitivamente non ha ancora sviluppato quella capacità che gli consente di valutare ogni partita e di poter rimediare e/o giocare a seconda del momento, dell'avversario e delle proprie capacità.

Il braccino corto (nonostante sia un difetto che, come hai notato, hanno anche i grandi campioni!) è qualcosa che piano piano svanisce giocando e mutarando in questo modo.

Ho visto gente di III e II categoria essere ancora colpiti da questo blocco mentale, percui non è ristretto solo alla IV categoria :P

Detto questo non può esserci un consiglio preciso per superarlo: si tratta di qualcosa di mentale e sbloccare la mente ( a meno che non si voglia andare da uno psicologo per risolvere il problema, ma mi pare eccessivo anche se c'è chi lo fa, sicuramente ) non è una cosa semplice ne ci possono essere consigli perchè è una questione di "personalità".

Devi solo lasciarti andare, non pensare all'importanza dell'incontro e pensare che i tuoi colpi ci sono, li sai fare, li sai portare: il resto è, come qualcuno direbbe, fuffa. Devi giocare, giocare e giocare: facendo esperienza la tua mente, quasi in maniera del tutto autonoma, svilupperà a seconda dei casi il modo giusto per evitare intoppi del genere.

E' solo questione di esperienza. Non di più.

di Abc (Giovedì, 8 Luglio 2010 12:48)

7

  E' più semplice di quello che pensi: per 3 partite di torneo consecutive...prova a non dar minimo conto del risultato. Ma solo a mollare il braccio....a cercare di migliorare il tuo gioco. Anche se perdi, magari male. Ma vedrai che strada facendo....troverai la fiducia dei tuoi colpi e ti renderai conto che anche in torneo puoi giocare come in allenamento. E' solo "un piccolo scoglio" psicologico da superare...

di lollo (Giovedì, 8 Luglio 2010 10:29)

6

  Caro Roberto,
il braccino, come lo chiami tu, prende anche al fuoriclasse! Potrei dirti che è normale che sia così. In questi casi dare un consiglio è come suggerire ad un prete come dire messa! Da quello che dici dovresti essere un "amatore" prima che un agonista quindi, prendila così come viene, non pensare tanto al risultato, gioca come sai giocare e divertiti!
Fulvio

di Fulvio Romagnoli (Giovedì, 8 Luglio 2010 10:03)

5

  gioca, gioca, gioca, gioca, gioca, gioca, gioca, gioca, gioca, gioca, gioca e gioca!!!

di Alessandra (Giovedì, 8 Luglio 2010 09:38)

4

  Non è vero, arriverà il giorno che non ti andrà più di perdere ed a quel punto inizierai a tirare.
L'importante è che i colpi ci sono e non solo nella mente.A volte uno crede di essere in grado di saper fare un colpo, ma nella realtà, non è cosi.E poi ricorda, che in allenamento generalmente si gioca con gente più debole di quella che si incontra nei tornei,quindi tutto è più facile.

di duilio82 (Giovedì, 8 Luglio 2010 09:31)

3

  è indubbio che la partita va affrontata con la stessa predisposizione mentale con cui si affronta un allenamento: è inutile allenarsi o fare partite con amici giocando con naturalezza e tentando colpi arditi e poi in torneo si tira il freno aspettando l'errore dell'avversario solo perchè il punto conta. per prima cosa gioca più tornei possibili e poi fregatene dell'esito del colpo e soprattutto di chi dovesse eventualmente stare a guardare. funziona. ciao

di Quaccula (Giovedì, 8 Luglio 2010 09:14)

2

  Ciao Roberto,
sono un ex maestro di tennis che ha giocato a livello di seconda categoria e sono una persona emotiva.
Provo a darti qualche suggerimento.
Il primo consiglio che mi sento di darti è di giocare tanti tornei partendo dal presupposto che, all'inizio, quello che ti sta succedendo, è il prezzo da pagare.
Dovresti poi darti come obiettivo della partita di utilizzare la tattica di gioco che usi in allenamento altrimenti sarebbe come allenarsi per la maratona e fare poi le gare di nuoto. Non pensare al punteggio lo ritengo una strategia inapplicabile in quanto dopo ogni 15 questi ti viene ricordato.
Inoltre, solitamente, potrai notare come all'aumentare della tensione aumenta la stretta della tua mano intorno al manico.....diminuiscila.
Per ultimo ma non secondario ho notato come il palleggio di riscaldamento, a basso livello, somigli più ad una guerra che ad un palleggio vero e proprio. Comincia piano cercando le sensazioni dell'impatto della palla sulla racchetta e, la fluidità del movimento.
Certo in 2 righe scritte in un forum è un po complicato farti capire pienamente cosa mi piacerebbe trasmetterti però magari qualche spunto lo trovi.

Ciao

di ergo (Giovedì, 8 Luglio 2010 08:54)

1

  credo che il carattere non si inventa, chi diventa forte lo è anche da bambino e non ha paura a tirare; era così anchee per me che son rimasto anche per questo sempre a bassi luvelli

di ado (Mercoledì, 7 Luglio 2010 21:19)

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