<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Wed, 23 Aug 2017 13:55:01 UTC <![CDATA[ FEDERER: “MI SENTO UNO JUNIOR” - Dopo tanto silenzio Roger riappare a NY e... ]]>
Poi, ecco, finalmente, il primo segnale ufficiale, uno squarcio nel nulla, da parte del portavoce, il manager-amico, Tony Godsick: “Speriamo che la schiena risponda e, se sarà a posto fisicamente, Roger avrà una chance come tutti gli altri. Non ha mai giocato sotto il nuovo tetto e se dovesse succedere, lui è il miglior giocatore indoor del mondo”. E quindi, subito il secondo, dall’altro angelo custode, Severin Luhti, allenatore-palleggiatore-amico-tutto: “Roger è sempre affamato e voglioso. Non voglio e non posso paragonare la sua forma rispetto agli anni passati, è troppo difficile, ma la cosa fondamentale è che ha sempre voglia di migliorarsi e di vincere ancora, dopo tutto quello che ha vinto e ha fatto”.

La fede è fede, d’accordo, ma il suo popolo voleva di più, voleva lui, Federer in campo, con la sua racchetta, le sue T-shirt, le sue parole, la sua disponibilità con tutti. Di più, molto di più di quel tetro: “Sarebbe uno scherzo se dovessi vincere anche gli Us Open, dopo Melbourne e Wimbledon…”. Alla gente non bastava neppure l’annuncio di Claudio Mezzadri, ex professionista italiano, ex capitano di Davis svizzera, da sempre amico e oggi telecronista: “Domani Rog arriva a New York, bisogna essere positivi”. Né l’elenco della spesa dello sponsor d’abbigliamento: “Agli Us Open, Roger vestirà di rosso di giorno e di nero di sera”. Più s’avvicinava l’ultimo Slam della stagione, quello che sembra fatto apposta per lui ma che, dopo cinque urrà di fila, manca dal 2008, più cresceva la voglia di lui, del campione scomparso, dell’essenza stesso del tennis. Poi, il fenomeno svizzero è riapparso all’improvviso, proprio com’era sparito: eccolo palleggiare con Severin Luhti e Ivan Ljubicic sul Centrale di New York, eccolo dialogare sereno, eccolo scherzare su se stesso: “Mi sento come se fossi tornato junior di nuovo!”. Perché non conosce il nuovo Centrale coperto dal tetto salva-tutti, perché ha lo spirito giusto di chi ama intimamente quello che fa, perché è l’ambasciatore ideale. Quello che incrocia e saluta cordialmente, cavallerescamente, l’amico-nemico Rafa Nadal, l’unico grande avversario che - sulla carta - lo divide dallo Slam numero 20. Quello che un anno fa, come lui, sembrava finito.


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Wed, 23 Aug 2017 09:37:41 UTC
<![CDATA[ US OPEN - QUALIFICAZIONI UOMINI - Bolelli, Travaglia e Bellotti al 2°T. Oggi 5 italiani ]]>
In gara ci sono altri cinque italiani - nove in totale quelli al via delle qualificazioni, partecipazione record - che scenderanno in campo oggi (gli incontri iniziano alle ore 11 locali, le 17 in Italia): si tratta di Lorenzo Giustino, Luca Vanni, Salvatore Caruso, Matteo Berrettini, testa di serie numero 28, e Stefano Napolitano.

All'ultimo minuto, poco prima dell'inizio delle qualificazioni, Alessandro Giannessi è riuscito ad entrare nel tabellone principale in virtù del ritiro dell'argentino Federico Delbonis. Diventano quindi 5 gli azzurri già presenti: oltre allo spezzino, Fabio Fognini, Paolo Lorenzi, Andreas Seppi e Thomas Fabbiano..
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RISULTATI
“US Open 2017”
Flushing Meadows, New York, Usa
28 agosto - 10 settembre, 2017
$50.400.000 - cemento

QUALIFICAZIONI MASCHILI
Primo turno
Lorenzo Giustino (ITA) c. Stephane Robert (FRA) mercoledì
Luca Vanni (ITA) c. Frank Dancevic (CAN) mercoledì
(5) Marco Cecchinato (ITA) JC Aragone (USA) 46 62 64
Riccardo Bellotti (ITA) b. Andrea Collarini (ARG) 75 63
(30) Stefano Travaglia (ITA) b. Aleksandr Nedovyesov (KAZ) 76(5) 75
Simone Bolelli (ITA) b. Daniel Brands (GER) 62 63
Salvatore Caruso (ITA) c. Evan King (USA) mercoledì
(28) Matteo Berrettini (ITA) c. Marcelo Arevalo (ESA) mercoledì
Stefano Napolitano (ITA) c. Blaz Rola (SLO) mercoledì

Secondo turno
Riccardo Bellotti (ITA c. JC Aragone (USA)
(30) Stefano Travaglia (ITA) c. Christian Harrison (USA)
Simone Bolelli (ITA) c. Casper Ruud (NOR)

QUALIFICAZIONI MASCHILI ]]>
Tue, 22 Aug 2017 23:45:56 UTC
<![CDATA[ US OPEN - 'QUALI' FEMMINILI - Trevisan e Rosatello ok, Paolini e Brescia al via ]]> Mercoledì esordio per Jasmine Paolini, 21esima testa di serie delle ‘quali’, e Georgia Brescia: i match iniziano alle ore 11 locali, le 17 in Italia.

Per quanto riguarda il tabellone principale sono 3 le azzurre già presenti: Roberta Vinci, Camila Giorgi e Francesca Schiavone.
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RISULTATI
“US Open 2017”
Flushing Meadows, New York, Usa
28 agosto - 10 settembre, 2017
$50.400.000 - cemento

QUALIFICAZIONI FEMMINILI
Primo turno
(21) Jasmine Paolini (ITA) c. Alexandra Cadantu (ROU) mercoledì
Camilla Rosatello (ITA) b. (7) Aryna Sabalenko (BLR) 57 64 63
Georgia Brescia (ITA) c. (19) Patricia Maria Tig (ROU) mercoledì
(29) Martina Trevisan (ITA) b. Petra Krejsova (CZE) 36 62 62

Secondo turno
Camilla Rosatello (ITA) c. Danielle Lao (USA)
(29) Martina Trevisan (ITA) c. Lesley Kerkhove (NED)

QUALIFICAZIONI FEMMINILI ]]>
Tue, 22 Aug 2017 21:45:51 UTC
<![CDATA[ LORENZI E SEPPI AGLI OTTAVI - Winston-Salem: sconfitti Monteiro e Bedene ]]>
Debutto sofferto, ma vincente, direttamente al secondo turno del tabellone (48 posti) per Paolo Lorenzi, numero 40 del ranking mondiale e settima testa di serie: nella notte italiana il 35enne senese ha superato in rimonta, con il punteggio di 26 64 64, dopo poco meno di due ore e 35 minuti di partita, il brasiliano Thiago Monteiro, numero 114 Atp, in quello che era il primo testa a testa fra i due. Il tennista azzurro si giocherà un posto nei quarti con il Next Gen statunitense Taylor Fritz, numero 116 Atp, in gara con una wild card: non ci sono precedenti fra Lorenzi e il 19enne californiano di Rancho Santa Fe.

E’ stato eliminato all’esordio invece Thomas Fabbiano, numero 81 Atp, che ha ceduto al britannico Kyle Edmund, numero 45 della classifica mondiale, passato attraverso le qualificazioni.

Approda al terzo turno il numero uno del seeding, lo spagnolo Roberto Bautista-Agut, numero 15 della classifica mondiale, mentre esce di scena il suo connazionale Pablo Carreno Busta, numero 16 Atp e seconda testa di serie, nonché campione in carica (a Winston Salem conquistò il suo primo titolo Atp).

RISULTATI - Secondo turno: (1) Bautista-Agut (ESP) b. Lajovic (SRB) 64 63, (wc) Fritz (USA) b. (10) Sugita (JPN) 63 62, (3) Isner (USA) b. Kuznetsov (RUS) 26 76(5) 63, (wc, 14) Coric (CRO) b. Young (USA) 46 64 62, (6) Johnson (USA) b. Lu (TPE) 64 63, Berlocq (ARG) b. (11) Troicki (SRB/ 36 61 62, (q) Edmund (GBR) b. (15) Medvedev (RUS) 26 62 76(6), (q) Fucsovics (HUN) b. (17) Sousa (POR) 63 36 61, Zeballos (ARG) b. (8) Verdasco (ESP) 36 75 64, Dzumhur (BIH) b. (9) Simon (64 16 64, (13) Chung (TPE) b. Rublev (RUS) 57 61 61, Benneteau (FRA) b. (2) Carreno Busta (ESP) 76(5) 67(5) 63.

"SuperTennis", la tv della Fit, trasmette in diretta ed in esclusiva il torneo. Questa la programmazione:
venerdì 25 agosto – (differita) alle ore 03.00, alle ore 09.00, alle ore 13.15, alle ore 19.00 alle ore 23.00
sabato 26 agosto - LIVE alle ore 03.00 (semifinale 2) ed alle ore 23.00 (finale)

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RISULTATI
"Winston-Salem Open"
Atp World Tour 250
Winston Salem, North Carolina (USA)
19 - 26 agosto, 2017
$664.825 - cemento

SINGOLARE
Primo turno
(7) Paolo Lorenzi (ITA) bye
Andreas Seppi (ITA) b. Janko Tipsarevic (SRB) 62 62
(q) Kyle Edmund (GBR) b. Thomas Fabbiano (ITA) 62 63

Secondo turno
(7) Paolo Lorenzi (ITA) b. Thiago Monteiro (BRA) 26 64 64
Andreas Seppi (ITA) b. (12) Aljaz Bedene (GBR) 64 75

Ottavi
(7) Paolo Lorenzi (ITA c. (wc) Taylor Fritz (USA)
Andreas Seppi (ITA) c. Jan-Lennard Struff (Ger)

DOPPIO
Primo turno
Paolo Lorenzi/Franko Skugor (ITA/CRO) b. (wc) Leander Paes/Purav Raja (IND) 67(3) 63 10-5

Quarti
Paolo Lorenzi/Franko Skugor (ITA/CRO) c, (4) Brian Baker/Nicola Mektic (USA/CRO) ]]>
Tue, 22 Aug 2017 21:15:08 UTC
<![CDATA[ LA PERIFERIA DEL CIRCUITO ATP - Storie d'ordinanza dal purgatorio Challenger ]]> “Tennis di provincia”, si potrebbe dire, senza che la frase risulti offensiva. D'altra parte, Manerbio è una cittadina di 13.000 abitanti nella bassa bresciana, laddove il tennis – in questi giorni – catalizza l'attenzione. Le locandine del torneo troneggiano sulle vetrine di quasi tutti i negozi, ci sono persino i manifesti sulle strade principali. Grazie al lavoro e alla passione di un pugno di organizzatori, il nome di Manerbio circola in tutto il mondo. Non è semplice organizzare un torneo internazionale in un contesto del genere: il Centro Tennis dispone di cinque campi, di cui soltanto tre in terra battuta. Dei due in cemento, uno rimane dentro il pallone pressostatico e l'altro si improvvisa palestra a cielo aperto. I giocatori lo utilizzano per stretching, corse, allenamenti fisici, persino qualche palleggio. Chi conosce le dinamiche del circuito è abituato a vederle, ma certe scene trasudano fascino per la loro celata nobiltà. Bisogna saperla cogliere, fotografare, ma c'è.
Come spesso accade, il cuore pulsante del torneo è il players desk, unico punto di riferimento per i giocatori e le loro esigenze: palline, asciugamani, richieste di trasporto, campi da prenotare, prize money da ritirare...nei tornei più grandi, ogni settore ha il suo addetto. A Manerbio, tutte le incombenze ricadono su una sola persona. Nominalmente, Cosetta Viti è il presidente del torneo diretto da Gianni Saldini, ma è lei a occuparsi di tutta la logistica. Nei pressi della sua scrivania c'è un continuo via vai di giocatori e allenatori. Non c'è un momento di pausa, uno stress continuo. Anche perché spesso arrivano richieste che superano i doveri istituzionali e sfociano nel campo della cortesia. Come quei giocatori (più di uno) che fanno pervenire alla sede del torneo buste o pacchi di attrezzatura, chiedendone non solo la ricezione, ma anche il pagamento dell'eventuale contrassegno (che poi sarà rimborsato, ci mancherebbe). “Tra i tanti impegni, il più complicato riguarda la gestione dei trasporti e l'organizzazione delle stanze d'hotel – dice la Viti, che è anche Ufficiale di Gara FIT e la cui figlia fa parte del team dei giudici di linea – la logistica non è facilitata dal fatto che abbiamo due sedi di gioco e ben quattro hotel. Ogni giocatore del main draw ha a disposizione almeno cinque notti. Si tratta di una doppia a uso singola, che però rimane a carico nostro se c'è un ospite. Se invece il giocatore vuole due camere, la seconda è a sue spese. Diverso il discorso per i doppisti: anche loro hanno la stessa tipologia di camera sin dal sabato, ma l'ospitalità rimane solo fino alla notte successiva alla sconfitta”.
C'è tanto lavoro, dietro a un torneo di questo tipo. La macchina organizzativa è ancora più complicata quando bisogna combattere con gli spazi. Per questo, oltre ai campi in loco, i giocatori possono allenarsi a Bagnolo Mella, paesino distante una decina di chilometri. Con quattro hotel dove recuperare i giocatori, per la Viti e i volontari della transportation non è facile incastrare gli impegni per soddisfare le esigenze di tutti. I giocatori capiscono e, in tanti anni, nessuno si è mai lamentato. D'altra parte, il telefonino di Cosetta è un continuo vibrare. Lei si destreggia con agio tra italiano, inglese e spagnolo.

“Dovreste fargli un monumento” sussurra qualcuno. Gianni Saldini, storico direttore del torneo, annuisce con un sorriso. E poi si rammarica per la chiusura di un hotel cittadino a causa di un cambio gestione, che ha ulteriormente complicato le cose. Spera che sia di nuovo attivo l'anno prossimo. Come detto, gli atleti sono dislocati in quattro sedi diverse. È cambiato qualcosa anche nella sede principale. Per migliorare il comfort dei giocatori, su suggerimento dell'ATP, è stata ampliata la players lounge. Non solo parte del giardinetto sotto la palazzina, ma anche l'ex ufficio del supervisor. A sua volta, la massima autorità del torneo è stato trasferito laddove – per tanti anni – c'erano gli addetti ai servizi informatici. Un'ottimizzazione degli spazi necessaria per garantire il pieno rispetto del Rulebook ATP, un volume di 381 pagine dove sono segnati, fino al minimo dettaglio, tutti gli standard da rispettare. Per non correre rischi, Cosetta Viti ne tiene sempre una copia a portata di mano. E poi ci sono i giocatori, i veri protagonisti della competizione. Una variegata umanità, un incrocio di razze reso affascinante dalla loro scarsa notorietà. Se la players lounge di un grande torneo è una parata di vip, quella di un Challenger richiede una certa attenzione per riconoscere i protagonisti. Anche l'appassionato più attento può faticare a distinguere Bernabe Zapata Miralles e Carlos Taberner, oppure Oscar Otte e Maximilian Neuchrist. Più facile riconoscere gli italiani, ben 10 nel solo tabellone principale. Ognuno di loro avrebbe una storia da raccontare. Qualcuno può ancora permettersi di sognare, altri sperano, altri ancora hanno spazio soprattutto per i rimpianti. Quasi mai, i tornei Challenger rappresentano il punto di arrivo di una carriera. Sono visti come un passaggio verso tornei più grandi e ben remunerati. D'altra parte, il montepremi in palio è ben noto: 6.190 euro (lordi) per il vincitore, 450 per chi perde al primo turno. Cifre azzerate nelle qualificazioni. Prendete i tennisti eliminati all'ultimo turno: hanno vinto due partite, hanno versato sudore e fatica, magari giocando bene. Ma dopo l'ultima sconfitta si ritrovano con zero punti ATP e zero dollari in tasca. Le spese, invece, restano intatte. E allora c'è chi fa di tutto per risparmiare. È il caso di Alex Molcan, 19 anni, slovacco, numero 453 ATP. Ha un buon talento e un dritto mancino fulminante che ricorda quello di Fernando Verdasco, o magari quello del connazionale Martin Klizan. La sua federazione deve puntare molto su di lui, visto che lui e i suoi accompagnatori si sono presentati con un furgoncino griffato Slovenský tenisový zväz, forte della sponsorizzazione di una nota marca di automobili. Lo hanno parcheggiato nel piazzale intitolato a Giovanni Falcone, stendendo al sole tutto il suo abbigliamento: magliette, pantaloncini, polsini, fascette...scena nemmeno troppo sorprendente se relazionata a quei giocatori che giravano i tornei in camper o in macchina.

E poi ci sono le fidanzate: se vedi una giovane ragazza a spasso per il club, è quasi matematico che sia al seguito di un giocatore. Se possono esserci dubbi sulle motivazioni che spingono certe bellezze ad accompagnarsi ai top-players, vien da pensare che questi legami siano più profondi. Milian Niesten è un olandese nato negli Stati Uniti, il suo livello è lo stesso espresso dal suo ranking (n. 685) e ha vissuto Manerbio insieme alla fidanzata, un'olandesina dai capelli rossi che gli ha dato una mano nella logistica, portando e recuperando palline e asciugamani dal players desk. È ancora più estremo il caso di Josh Hagar, 23enne texano che, dopo una carriera NCAA con la franchigia della Notre Dame University, ci sta provando nel circuito con risultati...non indimenticabili. Per ora ha raccolto un solo punto ATP, a un Futures in Irlanda. Non ha chance di sfondare: d'altra parte, il college non produce mica soltanto gente come Isner...però la sua esuberante fidanzata lo segue come un'ombra in un coraggioso tour europeo a caccia di utopie tennistiche, fatto di lunghe pause, tempi morti e condivisione di ogni secondo, anche una seduta di stretching nell'unico angolino d'ombra. Tra main draw e qualificazioni, 64 giocatori si stanno dando battaglia a Manerbio. Tra loro, pochi ce la faranno per davvero. Lo dicono le statistiche. E sarebbe interessante – e forse cinico – dare un'occhiata ai loro conti correnti a fine anno. C'è poi chi è (molto) fortunato come Elias Ymer. Svedese di origine etiope, è uno dei ragazzi della Next Gen su cui l'ATP punta di più, al punto da accompagnarlo in Etiopia per realizzare un lungo filmato. Oggi è decisamente indietro rispetto ai migliori coetanei, però le risorse non gli mancano. L'ITF gli ha riservato 50.000 dollari tramite il fondo di solidarietà per aiutare i giovani, mentre gli sponsor gli corrono dietro: un mese fa è passato da Adidas a Nike, e anche la società di Bjorn Borg (che produce intimo) lo ha inserito tra i testimonial. In questo modo, ha potuto permettersi di ingaggiare Robin Soderling nelle vesti di coach. Con l'ex n.4 ATP al suo fianco, ha vinto il torneo di Cordenons. Insomma, il tennis può anche essere una questione di fortuna, di risorse, di casualità. Per questo è difficile andare oltre una tirata d'orecchi per quelli che non ce la fanno e rubacchiano gli asciugamani. L'anno scorso, Manerbio ne aveva messi a disposizione 200 e ne sono rimasti una trentina. Chissà cosa ne penserebbero Antonio Savoldi e Federico Cò, tenenti colonnelli dell'Aeronautica Militare, manerbiesi, periti in volo. Il primo era cugino e amico del direttore Gianni Saldini. A loro è intitolato il torneo: sarebbero più contenti pensando all'instancabile Franco, tuttofare del club che si occupa di tutto, dalla manutenzione dei campi alle casse di bottiglie d'acqua, passando per la raccolta dei rifiuti. Se gli fai i complimenti per la sua tenacia, lui rilancia. “Domattina devo essere qui alle 6: sai, c'è la disinfestazione”. Già, perché in bassa bresciana c'è da combattere quotidianamente con mosche e zanzare... ]]>
Wed, 23 Aug 2017 00:21:20 UTC