<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Thu, 20 Jul 2017 14:32:56 UTC <![CDATA[ FOGNINI SU SUPERTENNIS ALLE 17.30 - Umago: c'è anche Giannessi. Lorenzi già nei QF ]]> (live su SuperTennis alle ore 17.30).
In serata in campo anche Alessandro Giannessi, numero 104 Atp, opposto al francese Kenny De Schepper, numero 148 del ranking mondiale, passato attraverso le qualificazioni, che ha eliminato per 63 al terzo il connazionale Benoit Paire, settima testa di serie. Tra Giannessi e De Schepper un solo precedente, favorevole al 30enne di Bordeaux che si è imposto in due set nel secondo turno del challenger di Cordenons due anni fa.

Già nei quarti, invece, Paolo Lorenzi. Il 35enne senese, numero 34 Atp e quarta testa di serie, ha battuto al secondo turno (per lui l'esordio) 75 63, in due ore di partita, il britannico Aljaz Bedene, numero 48 del ranking mondiale. Venerdì Lorenzi si giocherà un posto in semifinale con Jiri Vesely, numero 57 Atp ed ottava testa di serie: il 24enne di Pribram si è aggiudicato tutti e tre i precedenti confronti, l'ultimo dei quali - l'unico sulla terra - si è disputato nei quarti di Marrakech ed ha visto il ceco imporsi solo al tie-break del set decisivo.

Nulla da fare, invece, per Marco Cecchinato, eliminato per giunta dopo aver fallito un match-point nel tie-break del secondo set. Il 24enne di Palermo, numero 105 del ranking mondiale, che aveva "rotto il ghiaccio" in un main draw del circuito maggiore battendo lunedì il francese Gilles Simon, numero 36 Atp e quinto favorito del seeding, ha ceduto al secondo turno per 36 76(6) 62 al croato Ivan Dodig, sceso al numero 412 del ranking mondiale, in gara grazie ad una wild card.

Ai quarti anche il primo favorito del seeding, il belga David Goffin, numero 13 Atp, che ha ricevuto una wild card, e che ha battuto all'esordio (direttamente al secondo turno) per 64 67(7) 62 l'ungherese Attila Balasz, numero 174 del ranking mondiale, proveniente dalle qualificazioni.
Stasera sarà la volta del numero due del tabellone, il francese Gael Monfils, numero 14 Atp, che deve vedersela con il brasiliano Rogerio Dutra Silva, numero 64 del ranking.

SuperTennis, la TV della FIT, trasmette in diretta ed in esclusiva il torneo ATP 250 di Umago. Questa la programmazione:
giovedì 20 luglio - LIVE
alle ore 17.30
FOGNINI (ITA) c. Kicker (ARG)
alle ore 20.00
Monfils (FRA) c. Dutra Silva (BRA)

venerdì 21 luglio - LIVE alle ore 17.30 ed alle ore 20.00
sabato 22 luglio - LIVE alle ore 17.30 ed alle ore 20.00 (semifinali)
domenica 23 luglio - LIVE alle ore 20.00 (finale)

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RISULTATI
"Croatian Open"
Atp World Tour 250
Umago, Croazia
16 - 23 luglio, 2017
€482.060 - terra battuta

SINGOLARE
Primo turno
Marco Cecchinato (ITA) b. (5) Gilles Simon (FRA) 61 36 61
(3) Fabio Fognini (ITA) bye
(4) Paolo Lorenzi (ITA) bye
Alessandro Giannessi (ITA) b. (wc) Marc Polmans (AUS) 67(3) 63 64

Secondo turno
(wc) Ivan Dodig (CRO) b. Marco Cecchinato (ITA) 36 76(6) 62
(3) Fabio Fognini (ITA) c. Nicolas Kicker (ARG)
(4) Paolo Lorenzi (ITA) b. Aljaz Bedene (GBR) 75 63
Alessandro Giannessi (ITA) c. (q) Kenny De Schepper (FRA)

Quarti
(4) Paolo Lorenzi (ITA) c. (8) Jiri Vesely (CZE)

DOPPIO
Primo turno
Paolo Lorenzi/Rogerio Dutra Silva (ITA/BRA) b. Marco Cecchinato/Andrey Rublev (ITA/RUS) 75 61
(wc) Marin Draganja/Tomislav Draganja (CRO) b. Fabio Fognini/Alessandro Giannessi (ITA) 36 76(6) 10-4

Quarti
Paolo Lorenzi/Rogerio Dutra Silva (ITA/BRA) c. Aljaz Bedene/Dominic INglot (GBR)

QUALIFICAZIONI
Primo turno
(2) Kenny De Schepper (FRA) b. Matteo Viola (ITA) 62 75
(8) Matteo Donati (ITA) b. Walter Trusendi (ITA) 46 64 63
(4) Stefano Napolitano (ITA) b. Tomislav Brkic (BIH) 63 75

Turno di qualificazione
(3) Marco Trungelliti (ARG) b. (8) Matteo Donati (ITA) 62 64
(6) Miljan Zekic (SRB) b. (4) Stefano Napolitano (ITA) 63 75 ]]>
Thu, 20 Jul 2017 05:27:49 UTC
<![CDATA[ IL MIRACOLO DI BRAUNSCHWEIG - ... e la bellezza dei tornei Challenger ]]> Braunschweig, pronuncia difficile ma ormai familiare per tutti gli appassionati. E' la sede del migliore Challenger del mondo, l'unico capace di ottenere per tre anni consecutivi il Best Challenger Award, riconoscimento ATP per il migliore evento di categoria. La 24esima edizione, vinta dal talentino spagnolo Nicola Kuhn, ha certificato il successo di un torneo che è un vero miracolo. A ben vedere, tutto il mondo Challenger è un miracolo. Dietro agli oltre 150 tornei annui (l'anno scorso furono 166, spalmati su 42 paesi) ci sono storie di uomini che lottano dodici mesi all'anno per tenere vivi i loro eventi. Senza grosse strutture alle spalle ci si affida a conoscenze, amicizie, poi alla credibilità costruita nel tempo. Spesso si abusa del termine, ma per organizzare un Challenger – credeteci – la passione è l'unico grimaldello emotivo. Il rischio di andare in passivo è superiore alle opportunità di business e le gratificazioni, spesso, si limitano a pacche sulle spalle e relazioni positive dei supervisor ATP. In Italia, con 22 tornei (siamo il paese a organizzarne di più), sappiamo bene cosa significa. Tali premesse fanno capire quanto sia difficile restare in piedi. Un dato spiega tutto: da quando l'ATP ha preso in mano il circuito mondiale, nel 1990, soltanto 29 tappe del circuito maggiore si sono sempre giocate, meno della metà. Scendendo di categoria, soltanto otto Challenger hanno resistito allo scorrere del tempo. Nominarli diventa doveroso: Aptos (Stati Uniti), Cherbourg (Francia), Istanbul (Turchia), San Luis Potosi (Messico), Segovia e Siviglia (Spagna), Tampere (Finlandia) e Winnetka (Stati Uniti). C'era anche la tappa tedesca di Furth: dopo 27 edizioni consecutive, era in calendario anche quest'anno ma si è arresa ai venti della crisi. In casa Italia, il torneo più longevo è l'evento romano del Garden: nato nel 1996, ha assunto lo status di Challenger nel 2002. Vantavano una storia più importante Barletta e Napoli, ma hanno perso per strada alcune edizioni che hanno tolto la consecutività.



Non conosce crisi la tappa di Braunschweig, 250.000 abitanti nella Bassa Sassonia, nel cuore della Germania. La perfetta collocazione in calendario (si gioca sulla terra battuta, nella seconda settimana di Wimbledon) lo rende uno dei tornei più appetibili. Nella sua lunga storia, ha visto trionfare campioni come Alberto Berasategui, Gaston Gaudio, Tomas Berdych, il nostro Andrea Gaudenzi e – tre anni fa – Alexander Zverev, al suo primo titolo importante. Forte del montepremi massimo per un torneo di categoria (127.000 euro), lo Sparkassen Open ha saputo associare creatività e costanza. Una quindicina d'anni fa ha inaugurato il concetto di “TENNISTAINMENT”, ovvero un mix tra sport e intrattenimento che ha entusiasmato pubblico e giocatori. Niente di così originale: diversi tornei offrono eventi collaterali, spettacoli, concerti e attività varie. Riuscirci in un Challenger, tuttavia, è molto più complicato. Qualcuno ci ha provato, in giro per il mondo, con risultati alterni e a volte rovinosi (diversi tornei sono scomparsi per aver fatto il passo più lungo della gamba). Braunschweig non si accontenta di resistere, ma migliora anno dopo anno. Nel 1994, anno della prima edizione (vinta da Gilbert Schaller), c'era un piccolo campo centrale e una tenda per la ristorazione. Oggi il campo centrale ospita circa 2.000 spettatori, c'è un palco per eventi e concerti (ce n'è uno ogni sera) e ben 60 stand per catering, sponsor ed esibizioni varie. E hanno chiuso con un bilancio complessivo di 32.000 spettatori. Il tutto in un club grazioso ma non faraonico. La storia del Braunschweiger Tennis und Hockey Club è molto affascinante: si trova all'interno di un enorme parco (il Burgerpark), diventato pubblico soltanto nel 1900. Nel diciannovesimo secolo, la tenuta comprendeva il castello della Duchessa, i campi da tennis (!) e diverse specie di alberi. Nel 1900, il muro fu abbattuto e l'area riconsegnata alla cittadinanza. L'anno dopo nacque il circolo. La città di Braunschweig non è rimasta indenne agli orrori della seconda guerra mondiale: fortezza dei nazisti, fu bombardata e semi-distrutta, anche se la facciata del castello rimase in piedi. Così come l'intera Germania, anche Braunschweig ha saputo rinascere. Dopo la guerra, ha ospitato per una cinquantina d'anni i Campionati Assoluti di Germania, accogliendo le vittorie di Steffi Graf e Boris Becker. Nel 1994, la scelta di entrare nel circuito mondiale. Negli ultimi anni, l'ATP si è resa conto degli sforzi dei vari organizzatori e ha fornito un doppio aiuto: ha elargito un contributo ai più longevi per garantire un aumento di montepremi, poi ha migliorato la copertura mediatica: non soltanto articoli, ma anche filmati e video caricati su Youtube. “Lo Sparkassen Open non sembra un Challenger – dice il tedesco Oscar Otte, semifinalista dell'ultima edizione – l'hotel è a due passi dal club ed è molto bello, inoltre si può passeggiare nel parco. Giocare sul campo centrale trasmette una bella sensazione, soprattutto per i giocatori tedeschi”. Lo stesso Sascha Zverev, vincitore nel 2014 grazie alla wild card ricevuta da Michael Stich (direttore per qualche anno, prima di cedere il ruolo a Volker Jacke), aveva paragonato Branschweig a Umago e Bastad, tornei molto attenti all'intrattenimento, anzi, “TENNISTAINMENT”.



Più in generale, il circuito Challenger è una risorsa importante per i giocatori. Non tutti nascono baciati dal talento come i big, che pure hanno avuto bisogno di giocarli (anche se pochissimi: Djokovic ne ha giocati 11, vincendone tre; Federer 8, con un titolo). I Challenger sono fondamentali perché offrono un tennis di qualità e garantiscono opportunità di crescita sia ai giovani che a giocatori di prestigio, magari reduci da un infortunio. Qualche settimana fa, la stessa ATP ha pubblicato un filmato in cui il concetto viene espresso da ottimi giocatori come Marcos Baghdatis, Jeremy Chardy e Julien Benneteau. I Challenger sono linfa fondamentale per il circuito mondiale ed è molto importante averne un buon numero nel nostro paese. Come detto, quest'anno ne organizzeremo 22 (avrebbero dovuto essere 23, ma qualche giorno fa è stata ufficializzata la cancellazione di un nuovo torneo al CUS Napoli): un giro d'Italia entusiasmante, che offre un buon gruzzolo di punti e premi in denaro. Vale la pena citarli tutti, in ordine di svolgimento: Bergamo, Barletta, Francavilla (nuovo), Roma-Garden, Mestre, Vicenza, Caltanissetta, Todi, Milano, Recanati, Perugia, San Benedetto del Tronto, Cortina, Biella, Cordenons, Manerbio, Como, Genova (co-vincitore del Best Challenger Award nel 2014), Roma-Due Ponti, Ortisei, Brescia, Andria. Dentro i nomi di queste città c'è di tutto: organizzazioni professionali, eventi che vivono grazie alla passione di singole persone, storie tribolate, tornei scomparsi e poi rinati...e tanti, tanti match da mettere in bacheca. Non avranno la risonanza del circuito maggiore, ma in questo mare di eventi sono transitati futuri top-10, persino futuri numeri 1 (guardate l'albo d'oro del torneo di Barletta e troverete un nome molto familiare...oppure cercate di scoprire chi ha vinto a San Remo nel 2005). La Federazione Italiana Tennis ha capito l'importanza di questi eventi per la salute del movimento, e ha inaugurato un bel progetto: acquisire un buon numero di wild card in cambio di un contributo interessante per il bilancio dei tornei. E' dunque nato un circolo virtuoso: da una parte permette ai migliori giovani azzurri (o comunque ai giocatori selezionati dal Settore Tecnico) di avere tante occasioni per fare punti, dall'altra facilita la vita ai tornei. E' giusto ricordarlo, perché spesso capita che le cose più sane siano le meno pubblicizzate. Nella speranza che qualcuno dei nostri eventi sappia imitare lo Sparkassen Open di Braunschweig, obbligando l'ATP a ricordarsi dell'Italia quando sarà il momento di stabilire i nuovi Best Challenger Awards. ]]>
Thu, 20 Jul 2017 05:48:42 UTC
<![CDATA[ CLASSIFICHE FIT - Le seconde promozioni di metà anno 2017 ]]> CLICCA QUI) gli elenchi riguardanti le seconde promozioni per le classifiche federali di metà anno 2017. Quest’anno per la prima volta è stato introdotta una seconda promozione intermedia: dopo la prima che considerava i risultati dei primi 5 mesi dell’anno, in questa seconda pubblicazione vengono considerati esclusivamente i tornei interamente conclusi entro il 2 luglio e le sole giornate dei campionati a squadre disputate entro tale data.

Le variazioni di classifica coinvolgono 14.937 uomini e 4.130 donne. Questi numeri si sommano alle promozioni di aprile che hanno coinvolto 4.856 uomini e 1.566 donne, quindi in totale i tesserati che hanno maturato una promozione sono ben 25.489
Anche quest’anno le promozioni sono state parimenti riconosciute a chi abbia maturato i punti per salire anche di un solo gradino, ad eccezione dei giocatori appartenenti ai primi tre gruppi della seconda categoria, per quali verrà effettuata la consueta armonizzazione alla fine dell’anno.

Nei prossimi giorni verranno aggiornate le sezioni relative al motore di ricerca del sito federale, mentre all’interno di myfitscore per vedere gli aggiornamenti occorre attendere che vengano esaminati gli eventuali ricorsi, tuttavia l’aggiornamento sia delle classifiche che della simulazione avverrà automaticamente, quindi i giocatori possono continuare ad utilizzare il servizio.
E’ doveroso ricordare a coloro che utilizzano myfitscore che il sistema calcola la proiezione di classifica di FINE anno e che quindi una eventuale differenza tra quanto pubblicato ufficialmente e quanto emerge da myfitscore può dipendere ad esempio dalla data di conclusione dei tornei (quelli conclusi dopo il 2 luglio vanno calcolati SOLAMENTE per fine anno).

Si ricorda come gli atleti promossi non dovranno più ritirare la tessera con la classifica aggiornata, in quanto con la tessera già in loro possesso i dati aggiornati sono già visibili all’interno del q-r code.

Le promozioni sono valide a partire dalle ore 0.00 del 24 luglio 2017 e, comunque, non troveranno applicazione per i tornei individuali in corso o per quei tornei le cui iscrizioni scadono prima di tale termine (come ad esempio i campionati italiani di terza categoria).

Per tutte le competizioni a squadre, i giocatori dovranno essere schierati con la nuova classifica sin dagli incontri in programma a partire dallo stesso 24 luglio 2017. Per quanto concerne le manifestazioni veterani a squadre limitate per classifica si ricorda che l’edizione 2017 del regolamento dei Campionati a squadre prevede che “le variazioni di classifica intervenute in corso d’anno non determinano l’esclusione del giocatore con classifica variata, tenendosi conto della classifica posseduta dal giocatore al momento dell’iscrizione della squadra”.

Ai fini dei calcoli delle classifiche di fine anno, per i giocatori promossi sarà presa in considerazione la classifica conseguita a metà anno anche relativamente all’attività disputata nella prima parte della stagione.

Si rammenta altresì che la classifica attribuita a metà anno, essendo comprensiva di bonus, è soggetta ad eventuali retrocessioni a fine anno qualora i bonus venissero meno.

Le eventuali istanze di revisione dovranno essere spedite alla FIT entro e non oltre il 3 agosto 2017, utilizzando l’allegato modello.

Prima di presentare una istanza si raccomanda un attento controllo della data dei tornei (come detto myfit elabora tutto quello inserito senza poter controllare le date e ancor meno la completezza e correttezza dei risultati). Inoltre ricordiamo che l’attuale pubblicazione delle classifiche deve essere calcolata per il calcolo di fine anno mentre NON consente il ricalcolo per le classifiche intermedie.

2017 ISTANZA META' ANNO

PUBBLICAZIONE META' ANNO 2017 FEMMINILI

PUBBLICAZIONE META' ANNO 2017 MASCHILI
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Wed, 19 Jul 2017 07:45:05 UTC
<![CDATA[ ON LINE LA RIVISTA SETTIMANALE - Dai verdetti di Wimbledon… agli scudetti over ]]> Il colpo rivelatore

di Enzo Anderloni

Tra tutte le epiche gesta che hanno portato Roger Federer a conquistare, primo uomo nella storia, l’ottavo titolo a Wimbledon (e il 19° Slam) c’è un “quindici” che da solo racconta una lunga storia. Siamo sul 4-4, 15-30, servizio Berdych nel secondo set della semifinale. Il ceco aggredisce sparando una prima volta fortissimo il suo diritto; Federer si difende con il rovescio e Berdych ripicchia ancora più forte, avanzando centralmente verso la rete, profondo, ancora sul rovescio. Federer è lontano dalla palla e non ha il tempo di muoversi. Come fosse cosa normale allora si piega e si allunga verso l’angolo del campo, mette là solo la racchetta. E senza apparente spinta, né di braccio né di polso, ne trae un imprendibile passante lungolinea. Pazzesco.
Questo “non colpo” meraviglioso e vincente racconta due aspetti fondamentali della grandezza di questo campione: da una parte l’innato e inarrivabile sentimento del tempo sulla palla, che rende memorabili certe sue giocate anche solo dal punto di vista estetico (anche se poi portano a casa punti determinanti), dall’altra dimostra indirettamente quante altre vittorie si è negato l’eroico testone di Basilea aspettando 10 anni dal primo successo a Wimbledon prima di capire che la racchetta che stava usando era obsoleta e gli impediva di competere alla pari con gli altri.
Qui qualcuno potrebbe scoppiare a ridere. Come competere alla pari? Ma se con la vecchia racchetta, quella che ha utilizzato fino alla fine del 2013, aveva battuto tutti i record, conquistando 17 Slam, più di chiunque altro nella storia? Risposta: andate a rivedervi quel “quindici” contro Berdych. Con quel reperto di archeologia delle racchette in grafite, con il piatto più piccolo del circuito, che aveva avuto in eredità da Pete Sampras e che era stato lanciato nel lontano 1983, quel colpo sarebbe stato impossibile.
E con questo non vogliamo dire che Federer sia stato aiutato dalla racchetta, perché anche la sua attuale ha l’ovale leggermente più piccolo ed è più impegnativa da usare di quelle degli altri Fab Four: piatto da 97 pollici quadrati, contro i 100 di Nadal e Djokovic e i 98 di Andy Murray. È giusto però che anche chi non è un tecnico sappia che per motivi tutti suoi, forse perché era affascinato dall’idea cavalleresca di raccogliere l’eredità di Sampras (il re del tennis che aveva detronizzato) usando la sua spada, Roger si è autoimposto di giocare ad handicap con la racchetta.
Ci si domanda sempre quanti altri titoli Slam avrebbe vinto Rod Laver se non fosse passato al professionismo nel 1963, dopo il primo Grande Slam, rientrando nel circuito con l’era Open nel 1968 e realizzando il secondo poker nel 1969. Sicuramente ben più degli 11 che può vantare.
Ma è lecito chiedersi anche quanti altri titoli avrebbe Federer se non si fosse incaponito a correre il Tour de France 2010 con la bicicletta di Coppi, o il MotoGp del 2011 con la MV Agusta di Giacomo Agostini. Perché di questo, più o meno, si tratta.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 28 – 2017

RIVISTA SUPERTENNIS


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SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.28– 19 luglio 2017

In questo numero
Prima pagina – Il colpo rivelatore Pag.3
Wimbledon – E la Leggenda continua Pag.4
Wimbledon – Señorita Slam Pag.7
Terza pagina: Anche Conchita distrusse un mito Pag.9
Focus Next Gen: I due nuovi spagnoli, biondi e d’importazione Pag.8
I numeri della settimana – Il Re dei Re… cord Pag.12
Il tennis in tv – Maxi offerta Pag.14
In Italia – Gli scudetti over Pag.15
Notizie dalle regioni – Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania Pag.17
Circuito Fit-Tpra – L’Australia nel mirino Pag.21
Racchette e dintorni, speciale Federer – Cambiare la racchetta gli ha cambiato la vita Pag.25
L’esperto risponde – C’è una formula per calcolare l’inerzia di una racchetta? Pag.27
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Wed, 19 Jul 2017 08:10:55 UTC
<![CDATA[ US OPEN: OLTRE 50 MILIONI IN PREMI - Il tetto superato per la prima volta nella storia ]]>
AI VINCITORI 3,7 MILIONI, AUMENTO MEDIO DEL 7,5% A OGNI TURNO - I vincitori dell'evento di New York, sia tra gli uomini che tra le donne, guadagneranno 3,7 milioni di dollari (3,2 milioni di euro), mentre ai finalisti andranno invece 1,825 milioni di dollari. In media i premi di ciascun turno aumenteranno del 7,5% rispetto al 2016, quando ad alzare i trofei individuali a New York furono lo svizzero Stanislas Wawrinka e la tedesca Angelique Kerber.

ADAMS: “ABBIAMO MANTENUTO L’IMPEGNO CHE CI ERAVAMO PRESI” - "Cinque anni fa ci siamo impegnati con i giocatori a far sì che il montepremi totale agli US Open raggiungesse i 50 milioni di dollari e siamo onorati di essere riusciti a mantenere l'impegno che ci eravamo presi", ha sottolineato, con soddisfazione, Katrina Adams, presidente dell'USTA.
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Wed, 19 Jul 2017 09:45:29 UTC