<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Thu, 23 Mar 2017 18:09:08 UTC <![CDATA[ MIAMI: ERRANI AFFRONTA ZHANG - Live ora su SuperTennis. Al 2°T anche la Vinci ]]> Sara a Miami vanta come miglior risultato i quarti del 2013 (fermata dalla Sharapova).

Entrerà in gara direttamente al secondo turno, invece, Roberta Vinci, numero 30 del ranking mondiale e 25esima testa di serie (miglior risultato per lei in Florida i quarti del 2013, stoppata dalla Jankovic), che affronterà la statunitense Taylor Townsend, 20 anni, numero 111 Wta, proveniente dalle qualificazioni. Anche in questo caso tra le due non ci sono precedenti.

La prima testa di serie del torneo è la tedesca Angelique Kerber, appena tornata numero uno della classifica mondiale, la seconda favorita è la ceca Karolina Pliskova, numero 3 Wta, seguita nel seeding da Simona Halep e Dominika Cibulkova. Tutte le 32 teste di serie sono esentate dal primo turno.

”SuperTennis”, la tv della Fit, trasmette in diretta ed esclusiva il torneo. Questa la programmazione:
giovedì 23 marzo - LIVE
- alle ore 16.00
Ka.Pliskova (CZE) b. Brengle (USA 61 63
a seguire
ERRANI (ITA) c. Zhang (CHN)
a seguire
A.Radwanska (POL) c. Wang (CHN)
- alle ore 22.00
Lepchenko (USA) c. Wozniacki (DEN)

venerdì 24 marzo - LIVE
- alle ore 00.30
Muguruza (ESP) c.. Mchale (USA);

venerdì 24 marzo - LIVE alle ore 16, alle ore 18, alle ore 20 e alle ore 22
sabato 25 marzo - LIVE alle ore 02.30; alle ore 18, alle ore 20.00, alle ore 21.30
domenica 26 marzo - LIVE alle ore 02.30, alle ore 17, alle ore 19, alle ore 21 e alle ore 23
lunedì 27 marzo - LIVE
martedì 28 marzo - LIVE
mercoledì 29 marzo - LIVE
giovedì 30 marzo - LIVE (semifinali)
sabato 1° aprile - LIVE (finale)

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RISULTATI
"Miami Open"
Wta Premier Mandatory
Key Biscayne - Miami, Florida (Usa)
21 marzo - 2 aprile, 2017
$7.669.423 - cemento

SINGOLARE
(25) Roberta Vinci (ITA) bye
Sara Errani (ITA) b. Belinda Bencic (SUI) 63 46 63

Secondo turno
(25) Roberta Vinci (ITA) c. (q) Taylor Townsend (USA)
Sara Errani (ITA) c. (30) Shuai Zhang (CHN)

DOPPIO
Primi turno
Sara Errani/Monica Nuculescu (ITA/ROU) c. Anna-Lena Groenefeld/Kveta Peschke (GER/CZE)

QUALIFICAZIONI
Primo turno
Francesca Schiavone (ITA) b. (24) Kateryna Kozlova (UKR) 63 60

Turno di qualificazione
(6) Kurumi Nara (JPN) b. Francesca Schiavone (ITA) 63 60

TABELLONE SINGOLARE ]]>
Thu, 23 Mar 2017 16:27:22 UTC
<![CDATA[ NUOVE CLASSIFICHE FIT - Chiariamo tutti i dubbi ]]>
È perciò opportuno fare chiarezza, in modo da consentire a tutti non solo di comprendere come stanno veramente le cose, ma anche di apprezzare i vantaggi del nuovo sistema, il cui obiettivo di fondo è quello di garantire una maggior equità nel valutare i risultati “recenti” di ogni giocatore, limitando il peso dei risultati più “vecchi”.

Le novità sostanziali sono due: l'abolizione del capitale di partenza (ovvero il punteggio-base che ciascun giocatore si portava dietro nella classifica di appartenenza) e l'aumento del numero degli incontri validi ai fini del calcolo della propria classifica. Purtroppo, come dicevamo, sul sito della FIT è stata pubblicata una tabella errata che ha contribuito a creare confusione. Tabella che è stata corretta e che troverete in coda a questo articolo.

Chiediamo scusa ai tesserati per l'errore e per gli eventuali disagi che può aver loro causato. Ma cogliamo l'occasione per sottolineare che per introdurre tali variazioni la FIT si è confrontata con la Federazione francese di tennis, organismo all'avanguardia nelle gestione del nostro sport e che ci ha ispirato fin dai primi anni 2000 nel ridefinire il sistema delle classifiche italiane. E la FFT il cosiddetto “capitale di partenza” lo ha abolito già da tempo. L'intento della FIT non è certo stato quello di penalizzare i giocatori più esperti e più vincenti nelle precedenti stagioni: la cancellazione del “tesoretto” è stata decisa con l'unico scopo di evitare una eccessiva cristallizzazione delle classifiche. Con il regolamento precedente un giocatore classificato, ad esempio, 2.6 otteneva il 50% dei propri punti non con i risultati ottenuti sul campo bensì grazie al capitale di partenza. A differenza di un giocatore di quarto, quinto o sesto gruppo della quarta categoria, che invece disponeva soltanto del 10% dei suoi punti grazie al capitale di partenza.
E' evidente che, con questo diverso “peso” di partenza, in passato era complicato per un giocatore di quarta categoria ascendere ad un livello superiore mentre con il nuovo regolamento si favorisce una maggior fluidità delle classifiche stesse.

Peraltro, a fronte dell'abolizione del capitale di partenza i giocatori possono contare su un aumento dei risultati da considerare ai fini del calcolo. Certamente più si sale di classifica e più è oggi difficile compensare il punteggio mancante del capitale di partenza con quello derivante dalle vittorie ottenute sul campo. Ma la FIT ritiene sia importante che lo stimolo a migliorarsi ogni giorno anziché vivere “di rendita”, fondamentale per i giocatori professionisti, debba essere sempre presente e vivo a tutti i livelli.

METODO PER LA DEFINIZIONE DELLE CLASSIFICHE FEDERALI 2018

TABELLA PROMOZIONI E RETROCESSIONI ]]>
Thu, 23 Mar 2017 15:27:42 UTC
<![CDATA[ IL “FATTORE COOL” SALVA MIAMI - Sorpresa: IMG non vuole spostare il torneo ]]> Nonostante tutto, il Miami Open ha già vinto. Soltanto un anno fa, si pensava che l'isolotto di Key Biscayne avesse fatto il suo tempo: limiti strutturali e ambientali lo hanno reso via via meno adeguato per un torneo così importante. Invece il colosso IMG, proprietaria del torneo, ha fatto sapere che non si abbandonerà Miami. “Non siamo aperti a questo business. Altre realtà si sono interessate alla possibilità di acquistare l'evento, non è un segreto, ma noi non andremo né a Orlando, né altrove. I giocatori amano Miami”. Parola di Mark Shapiro, presidente IMG. L'ex Lipton, per anni quinto torneo più importante del mondo, ha rischiato di traslocare per una vicenda legale tanto complessa quanto stucchevole. In due parole: l'isolotto di Key Biscayne è di proprietà di una famiglia, i Matheson. Nel 1930, le istituzioni del posto ne chiesero la cessione in cambio della costruzione di un ponte che lo collegasse alla terra ferma. Non fu una trattativa facile, ma alla fine strapparono il “sì” in cambio di una promessa: il luogo avrebbe dovuto mantenere una funzione pubblica, senza che nessuna impresa privata ci speculasse. In effetti, il Crandon Tennis Center è aperto dodici mesi all'anno, mentre gli allestimenti per il torneo vengono preparati con 45 giorni di anticipo. La convivenza tra gli organizzatori e la famiglia Matheson è stata più o meno pacifica fino a quando Miami si è vista scavalcare da parecchi tornei: gli altri costruivano stadi, strutture, parcheggi, comodità...mentre a Miami è tutto uguale, da tempo. Una delle prime mosse di IMG (che ha acquistato il torneo dalla famiglia del fondatore Butch Buchholz) fu di presentare un piano di ristrutturazione: 50 milioni di dollari, fondi privati, che avrebbero trasformato l'impianto in un gioiellino. Fecero anche un referendum tra gli abitanti della zona: stravinse il “sì”, con il 73%.

Ma quando le ruspe stavano per aprire i cantieri, ecco spuntare Bruce Matheson, 70 anni, erede della famiglia proprietaria dei terreni. In virtù dell'accordo siglato negli anni 30, ha chiesto il blocco dei progetti. E ha sempre vinto: primo grado nel settembre 2014, appello nel dicembre 2015. E così niente ingrandimento, niente secondo stadio permanente.
“Arrangiatevi” è il messaggio delle sentenze delle corti distrettuali della Florida. E pensare che – secondo quanto racconta il Miami Herald – non tutta la famiglia Matheson è contraria allo sviluppo del torneo. Secondo Tom Andersen (marito di Christine Matheson, figlia di Hardy), buona parte dei Matheson vorrebbe sostenere il torneo. Ma le sentenze, ormai, sono operative. “Abbiamo perso alcuni capitoli di questo libro – dice Shapiro – ad esempio, i passaggi in tribunale ci hanno impedito di spendere i nostri soldi. Tuttavia, il libro non è ancora terminato. So che il sindaco è in contatto con Matheson per cercare di capire la situazione. Da parte nostra, cercheremo di fornire un prodotto sempre migliore”. In effetti, il Miami Open (rimasto senza title sponsor: il partner principale è Itaù) è molto importante per la comunità: ogni anno attira circa 300.000 spettatori e produce un impatto economico di quasi 400 milioni di dollari. Un bene ancora più prezioso dopo che Miami ha perso il tradizionale torneo di golf del Doral Club, tappa del circuito PGA. Negli anni scorsi, specie dopo le batoste in tribunale, il direttore del torneo Adam Barrett sembrava rassegnato. Adesso, invece, rivendica la bellezza del torneo. “I giocatori amano Miami – dice, convinto – qualche giorno fa ero al telefono con un manager sportivo di livello mondiale e gli stavo spiegando le migliorie in arrivo, ma lui mi ha interrotto: nessun torneo al mondo può dare quello che offre Miami: le condizioni meteo, le spiagge, i ristoranti e l'energia. Puoi anche costruire edifici altri un miglio, ma Miami resterà sempre un'altra cosa”. La stampa locale ha definito tutto questo “Fattore Cool”. In effetti, non mancano i testimonial a difesa della sede attuale. Lo scorso anno, Serena Williams ha scritto un articolo sul New York Times in cui lanciava un appello per mantenere il torneo a Key Biscayne (“Per me è il torneo di casa” scrisse Serena, che risiede a Palm Beach Gardens). Anche Roger Federer ama la location. “La mia passione per questa città viene da lontano. Nel 1999 mi diedero una wild card, mentre l'anno prima vinsi l'Orange Bowl proprio qui, giocando sul campo centrale. C'è un grande pubblico, elettricità nell'ambiente e avverti grande energia”. Un'altra grande “tifosa” del torneo è Mary Joe Fernandez. Ex top-5 WTA, è cresciuta proprio qui. “I giocatori amano questo posto: l'ambiente è bellissimo e l'atmosfera è fantastica. A volte, il pubblico dà l'impressione di assistere a una partita di calcio, specie quando giocano gli spagnoli e i sudamericani. Un clima del genere non si vede da nessun'altra parte. Ovviamente stiamo vedendo cosa succede altrove – prosegue Mary Joe, oggi commentatrice per ESPN – soprattutto a Indian Wells, dove Larry Ellison ha investito molti soldi per creare quello che probabilmente è il miglior torneo del mondo. Ma chiunque si paragoni a Indian Wells, probabilmente, perderà”.

Attualmente, il contratto con la Contea di Miami-Dade è valido per sette anni (compreso questo), dunque si rimarrà a Key Biscayne fino al 2023. E poi? “Dobbiamo concentrarci sul mettere insieme il miglior prodotto possibile per gli spettatori e gli abitanti di Miami – ha detto Shapiro – e so che accadranno buone cose”. Insomma, per adesso Miami non si muove. E' una buona notizia perché il torneo possiede una certa “anima”, anche se i problemi strutturali restano. Al di là delle buone intenzioni, certe strutture non possono migliorare. E si tratta di punti chiave per un torneo: players lounge, ristoranti, luoghi di intrattenimento. Per adesso Miami – anzi, IMG – resiste, però le buone intenzioni potrebbero cozzare con le oggettive di difficoltà. Ad oggi, un grande torneo non può prescindere da continui miglioramenti strutturali. Praticamente tutti i Masters 1000 sono cresciuti nel corso degli anni, mentre Miami non l'ha fatto. Prima per negligenza, pigrizia organizzativa. Oggi perché gliel'hanno impedito. Per adesso resiste grazie all'entusiasmo e ai palliativi messo in atto anno dopo anno. Però qualcosa dovrà pur essere fatto. La speranza di molti è che, se è vero quanto detto da Shapiro, il sindaco di Miami riesca a convincere Matheson a fare un passo indietro e consentire migliorie ormai necessarie. In fondo, l'intera comunità – compresi i Matheson – dovrebbe essere grata al torneo per aver riqualificato una zona che fino agli anni 80 era una discarica. L'impianto da 15 campi fu costruito laddove erano ammucchiati animali morti, frigoriferi rotti, divani andati in malora. La crescita del torneo ha obbligato i Matheson ad accettare la costruzione del uno stadio permanente, l'attuale Campo Centrale (che peraltro ha una struttura fissa di 7.500 posti: i restanti 5.000 e l'illuminazione vengono allestiti solo per il torneo), ma si sono sempre opposti a qualsiasi altra modifica, facendo valere la loro voce nel comitato di quattro persone che stabilisce qualsiasi cambiamento all'interno dell'area. Chissà se il lavoro ai loro fianchi sortirà qualche effetto entro il 2023. Che poi, come dice Butch Buchholz, la situazione è “colpa” di una sola persona: Bruce Matheson. Nel frattempo, il torneo si gode il suo “Fattore Cool”. Dovrebbe essere sufficiente per campare ancora qualche anno. Ma poi?
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Thu, 23 Mar 2017 06:25:31 UTC
<![CDATA[ A MIAMI DEBUTTA SEPPI - Fognini e Lorenzi già al secondo turno ]]>
Mercoledì debutto positivo per Fabio Fognini. Il 29enne di Arma di Taggia, numero 40 Atp, ha sconfitto per 64 75, in un'ora e 37 minuti di gioco, lo statunitense Ryan Harrison, numero 47 del ranking mondiale, che qualche settimana fa a Memphis aveva vinto il suo primo titolo Atp.
La cronaca. Fabio si era aggiudicato l'unico precedente, disputato al secondo turno di Indian Wells tre anni fa. Il ligure è partito subito forte salendo 3-1 grazie ad un break al quarto gioco. Harrison però, nonostante un problema alla schiena per il quale ha chiesto anche l'intervento del medico, dopo aver annullato due chance per il 4-2 all'azzurro lo ha riagguantato sul 3 pari (complici ben tre doppi falli nello stesso game da parte di Fabio). Nel settimo gioco Fognini ha tolto nuovamente la battuta allo statunitense e, dopo aver fallito un set-point nel nono gioco, ha archiviato il parziale in quello successivo, non prima però di aver salvato due palle per il contro-break. Nella seconda frazione è stato Harrison a partire meglio (3-0) e l'azzurro a riagguantarlo (3-3). Nessun sussulto fino all'undicesimo game quando Fognini ha strappato ancora la battuta all'americano , chiudendo poi l'incontro nonostante due doppi falli e due palle.per il contro-break. Non una grandissima prestazione per Fabio, comunque bravo a non complicarsi eccessivamente la vita.
Al secondo turno Fognini troverà il portoghese Joao Sousa, numero 35 Atp e 30esima testa di serie: Fabio è avanti per 3-1 nei precedenti e si è aggiudicato le ultime due sfide, peraltro disputate proprio sul cemento.

In corsa al secondo turno c'è anche Paolo Lorenzi, numero 37 del ranking mondiale e 32esima testa di serie ("bye" all'esordio), che entrerà in gara contro il francese Adrian Mannarino, numero 65 Atp: il 28enne mancino di Soisy-sous-Montmorency si è aggiudicato l'unico precedente, disputato lo scorso anno sull'erba di Nottingham.

Assenti sia Murray che Djokovic, il numero uno del seeding è lo svizzero Stan Wawrinka. finalista ad Indian Wells domenica scorsa: il numero due è il giapponese Kei Nishikori.
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RISULTATI
"Miami Open"
ATP World Tour Masters 1000
Miami (Florida), Stati Uniti
20 marzo – 2 aprile, 2017
$6.993.450 - cemento

SINGOLARE
Primo turno
Andreas Seppi (ITA) c. (q) Radu Albot (MDA)
(32) Paolo Lorenzi (ITA) bye
Fabio Fognini (ITA) b. Ryan Harrison (USA) 64 75

Secondo turno
(32) Paolo Lorenzi (ITA) c. Adrian Mannarino (FRA)
Fabio Fognini (ITA) c. (30) Joao Sousa (POR)

DOPPIO
Primo turno
Gilles Muller/Sam Querrey (LUX/USA) b. Fabio Fognini/Robert Lindstedt (ITA/SWE) 60 46 10-4
Paolo Lorenzi/Joao Sousa (ITA/POR) c. Andrey Rublev/Mikael Ymer (RUS/SWE)

QUALIFICAZIONI
Primo turno
(14) Aljaz Bedene (GBR) b. Federico Gaio (ITA) 64 63

TABELLONE SINGOLARE ]]>
Thu, 23 Mar 2017 06:46:48 UTC
<![CDATA[ NEXT GEN CHE FAN SOGNARE GLI USA - Fritz, Escobedo e Donaldson ok a Miami, out Ruud ]]>
CORIC E I RUSSI KHACHANOV E RUBLEV - Tanti sono comunque i Next Gen in tabellone in Florida, non solo statunitensi, che hanno come obiettivo stagionale le Finals a Milano. E’ il caso, ad esempio, del croato Borna Coric, numero 62 Atp, impegnato contro lo spagnolo Marcel Granollers, numero 41 Atp, o dei russi Karen Khachanov, 20 anni e numero 52 Atp, che se la vede con l’argentino Diego Schwartman, numero 42 Atp, e Andrey Rublev, 19enne, numero 130 Atp e in gara grazie a una wild card, opposto al tedesco Florian Mayer, numero 46 del ranking.

RUUD NON PASSA L’ESAME DI CINESE - Non è andata bene, però, al norvegese Casper Ruud, numero 128 Atp, in tabellone grazie a una wild card dopo gli exploit in terra brasiliana: il 18enne di Oslo ha trovato disco rosso (62 61) di fronte a Yen-Tsun Lu, 33enne cinese di Taipei, numero 64 del ranking e buon interprete sul duro. Sarà dunque lui a sfidare Alexander Zverev, leader del plotone Next Gen, numero 20 Atp e sedicesima testa di serie, uno che alle Finals di Milano difficilmente mancherà. ]]>
Thu, 23 Mar 2017 17:50:24 UTC