<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Tue, 13 Nov 2018 20:33:18 UTC <![CDATA[ ATP WORLD TOUR FINALS A LONDRA - Anderson travolge Nishikori, poi Federer-Thiem ]]>
La cronaca. Il 28enne di Shimane è in vantaggio per 5-3 nel bilancio dei precedenti ed è tornato a battere il 32enne di Johannesburg proprio due settimane fa negli ottavi del “1000” di Parigi-Bercy, dopo averci perso quest’anno sia in semifinale nel neo nato torneo di New York sia nella finale di Vienna. Un Anderson molto aggressivo e determinato ha strappato subito il servizio all’avversario nel secondo game, alla terza opportunità (passante lungo di Nishikori), volando 3-0 con il quinto ace. In difficoltà anche da fondo sotto la potenza dei colpi del gigante sudafricano (203 centimetri), che in questa stagione si è aggiudicato il neo nato torneo di New York e quello di Vienna, è stato finalista a Wimbledon (seconda finale Slam in carriera), Acapulco e Pune e ha firmato il best ranking (numero 5 il 16 luglio), il nipponico è stato costretto a cedere di nuovo la battuta, ritrovandosi sotto 5-0 in appena 21 minuti. L’allievo di Michael Chang ha salvato due set point, ma dopo aver mancato due chance per rompere il ghiaccio ha incassato il “bagel” in poco più di mezz’ora. Non è minimamente cambiato il copione nel secondo set: il nipponico, che alle Finals londinesi vanta due semifinali nel 2016 e 2014, con una percentuale di prime palle altamente insufficiente (di poco superiore al 40%), con il suo secondo doppio fallo ha regalato una palla break già al secondo gioco, prontamente convertita da Anderson con alcune accelerazioni di diritto che hanno messo alle corde l’asiatico, costretto a cercare il vincente di rovescio da posizione difficile, senza riuscirci. Il pomeriggio nero di Nishikori è proseguito, allungando il parziale negativo a una striscia di 11 giochi consecutivi, prima di racimolare almeno il game della bandiera, accolto da un’ovazione del pubblico, sicuramente deluso dalla “non partita” a cui si è trovato ad assistere. Non ha minimamente rallentato il sudafricano, chiudendo la pratica al primo match point, così da centrare la 47esima vittoria nel 2018, a fronte di 17 sconfitte. Diventano invece 20 i ko in questa stagione - contro 43 successi – per il giapponese, che pur non avendo vinto titoli ha comunque giocato tre finali: Masters 1000 di Montecarlo, Tokyo e Vienna.

FEDERER A CACCIA DEL RISCATTO - Nel match serale Roger Federer, numero tre del ranking mondiale, alla 16esima partecipazione alle Finals, è chiamato subito ad una prova d’appello contro l’austriaco Dominic Thiem, numero 8 Atp, alla terza presenza al torneo londinese (sempre eliminato nel round robin). Nel bilancio dei confronti diretti è il 25enne di Wiener Neustadt ad essere in vantaggio per 2-1 dopo essersi aggiudicato proprio le ultime due sfide con il 37enne fuoriclasse di Basilea, ma i due non si incrociano da due anni e mezzo. Contro Nishikori - e con tutto il rispetto per il giapponese - Federer è apparso l’ombra di sè stesso (e ieri ha anche cancellato l’allenamento pomeridiano): va ricordato che Roger, insieme a Nole, è l’unico tra i protagonisti in gara ad essersi già aggiudicato il prestigioso trofeo, impresa riuscitagli ben sei volte (nel biennio 2003-04, superando Agassi e Hewitt, in quello 2006-07, battendo Blake e Ferrer, ed in quello 2010-11, imponendosi su Nadal e Tsonga). Lo svizzero in questa stagione ha conquistato quattro titoli - Australian Open, Rotterdam, Stoccarda, Basilea - con un bilancio totale di 46 match vinti e 9 persi. Tre, invece, i trofei messi in bacheca da Thiem - Buenos Aires, Lione, San Pietroburgo - insieme a due finali “pesanti” come quella del “1000” di Madrid (fermato da Zverev) e del Roland Garros (stoppato da Nadal): per lui 53 vittorie contro 19 sconfitte (tra i top ten solo Zverev ha giocato un numero maggiore di incontri).

MERCOLEDI’ TOCCA DI NUOVO AI PROTAGONISTI DEL “GUGA KUERTEN GROUP” – Secondo impegno alle Finals 2018 per i protagonisti del "Guga Kuerten Group" (il brasiliano trionfatore al Masters nell’edizione del 2000). Si comincia con la sfida tra Novak Djokovic, numero uno del mondo, ed il tedesco Alexander Zverev, numero 5 Atp: uno pari il bilancio dei precedenti con il tedeco a segno nella finale di Roma dello scorso anno ed il serbo vincitore in semifinale a Shanghai qualche settimana fa. Lunedì Nole, alla sua undicesima presenza al Masters dove insegue il sesto successo (il serbo ha vinto nel 2008 battendo Davydenko, nel 2012 superando Federer, nel 2013 su Nadal ed ancora nel 2014 e nel 2015 su “King Roger”), ha sconfitto piuttosto nettamente lo statunitense Isner. Il 31enne di Belgrado, che a giugno era 22esimo nel ranking, è stato il primo tennista a diventare numero uno in una stagione in cui era fuori dai primi 20 dopo 18 anni (nel 2000 Safin passò dal n. 38 al n.1): Nole che in questo 2018 ha vinto quattro trofei, tutti pesantissimi (Wimbledon e Us Open oltre ai due Masters 1000 di Cincinnati e Shanghai) vanta un bilancio di 50 vittorie contro 11 sconfitte ed ha vinto 32 degli ultimi 34 match disputati (nella seconda parte dell’anno sono riusciti a batterlo solo Tsitsipas negli ottavi del “1000” di Toronto e Khachanov nella finale di quello di Parigi-Bercy). Per quanto riguarda invece Zverev - seguito nell’occasione oltre che da papà Alexander senior anche da Ivan Lendl - lunedì ha superato con un doppio tie-break il croato Cilic. “Sascha”, il più giovane tra i tennisti in gara, in questa stagione ha vinto tre titoli - Monaco, Masters 1000 Madrid, Washington -, ha raggiunto per la prima volta i quarti in uno slam (Roland Garros) ed ha un bilancio di 55 match vinti contro 18 persi (tra i top ten è quello che ha giocato più partite): per lui è la seconda partecipazione alle Finals dove lo scorso anno fu eliminato nei round robin.
In serata toccherà poi al croato Marin Cilic, numero 7 Atp, ed allo statunitense John Isner, numero 10 Atp, in una sfida che sa già tanto di “dentro o fuori” dopo i ko di lunedì, rispettivamente, con Zverev e Djokovic: il 30enne di Medjugorje è in vantaggio per 7 a 3 nel bilancio dei precedenti ma il 33enne di Greensboro, North Carolina, ha vinto in due set proprio l’ultimo confronto, giocato negli ottavi a Miami lo scorso mese di marzo. Il croato, alla quarta partecipazione alle Finals, la terza consecutiva (non è mai riuscito a superare la fase a gironi), quest’anno ha vinto al Queen’s dopo aver annullato un match-point a Djokovic ed è stato finalista agli Australian Open (stoppato da Federer): il suo bilancio è di 41 vittorie contro 19 sconfitte. Per quanto riguarda “Long John”, che ha coronato la sua miglior stagione nel circuito con il debutto alle Finals (complici i forfait di Del Potro e Nadal), due i titoli conquistati, su altrettante finali disputate, a Miami (primo Masters 1000 in carriera) ed Atlanta, con un bilancio di 34 vittorie e 20 sconfitte. ]]>
Tue, 13 Nov 2018 15:33:49 UTC
<![CDATA[ NOLE PUNTA ALLA SESTA CORONA - “Sto bene fisicamente e di testa, e ora Zverev” ]]>
NOLE: “TRE BREAK A ISNER NON SONO COSI’ SEMPLICI…” - "E 'stata una grande partita. Sono stato capace di togliere tre volte il servizio a John, cosa che di solito si presenta come una missione impossibile, ma sono riuscito a essere nel posto giusto al momento giusto", ha ammesso Nole, comprensibilmente soddisfatto dopo questa prima uscita alla O2 – il 50esimo successo stagionale - che ha fugato ogni dubbio: la fatica parigina è stata smaltita e Djokovic è di nuovo un muro di gomma, fortificato anche nel morale da una cavalcata straordinaria negli ultimi cinque mesi che lo hanno visto trionfare in due Slam (Wimbledon e US Open) e in altrettanti Masters 1000 (Cincinnati, Shanghai), oltre alla finale nella capitale francese: un bilancio di 32 vittorie a fronte di appena 2 sconfitte dall'inizio di Wimbledon, che lo ha riportato sul trono da oltre la ventesima posizione nel ranking, exploit di portata storica.

“ESSERE SICURO DEL N. 1 HA UN PO’ DIMINUITO LA PRESSIONE” - "Non penso che sia il motivo per cui sono stato così dominante, mi sono preparato bene per la partita e ho eseguito tutto molto, molto bene" - l’analisi di Nole - >i>"Ma, in effetti, è diminuita un po' la pressione per il debutto nel torneo sapendo che mi sono già assicurato il posto di numero uno al mondo". In campo lo si è visto nella sua performance, perché la statistica più significativa del match è quella che Isner ha vinto solo il 64% dei suoi punti con la prima di servizio a fronte di una media stagionale dell'81,4% di punti con la prima palla. Djokovic ha sempre trovato un modo per rispondere anche a servizi ad oltre 200 km all’ora e quindi neutralizzare l’arma migliore del rivale, a tratti frustrato di fronte a tale situazione.

ORA LA SFIDA CON ZVEREV: “SARA’ UN GRANDE MATCH” - Un Nole così in palla può davvero puntare alla sesta corona al Masters e guardare intanto con fiducia alla prossima sfida con Alexander Zverev, a cui a Shanghai ha concesso appena due game. “Mi sento davvero bene, fisicamente e mentalmente. Ora penso a quel match. Una cosa positiva delle Finals è avere una pausa di un giorno tra una partita e l’altra e che hai la sicurezza di disputare almeno tre incontri nel girone. Certo, con una vittoria in due set mi sono messo in una buona posizione, ma questo vale anche per Sascha, che ha sconfitto Cilic in due set. Non vedo l’ora di affrontarlo” - ha concluso Djokovic – “e penso che sarà un grande match”.
]]>
Tue, 13 Nov 2018 09:13:15 UTC
<![CDATA[ ATP WORLD TOUR FINALS - Programma, risultati, gironi e classifiche ]]>
PROGRAMMA E RISULTATI

mercoledì 14 novembre
alle ore 13.00 italiane
(1) Oliver Marach/Mate Pavic (AUT/CRO) c. (5) Mike Bryan/Jack Sock (USA) - Llodra/Santoro Group
(1) Novak Djokovic (SRB) c. (3) Alexander Zverev (GER) 60 61- Guga Kuerten Group
non prima delle ore 19.00
(3) Lukasz Kubot/Narcelo Melo (POL/BRA) c. (8) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) - Llodra/Santoro Group
non prima delle ore 21.00
(6) Marin Cilic (CRO) c. (8) John Isner (USA)

martedì 13 novembre
(6) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) b. (7) Nikola Mektic/Alexander Peya (CRO/AUT) 76(5) 76(5) - Knowles/Nestor Group
(4) Kevin Anderson (RSA) b. (7) Kei Nishikori (JPN) 60 61 - Lleyton Hewitt Group
(4) Jamie Murray/Bruno Soares (GBR/BRA) b. (2) Juan Sebastian Cabal/Robert Farah (COL) 64 63 - Knowles/Nestor Group
non prima delle ore 21.00
(2) Roger Federer (SUI) c. (6) Dominic Thiem (AUT) - Lleyton Hewitt Group


lunedì 12 novembre
(1) Oliver Marach/Mate Pavic (AUT/CRO) b. (8) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) 64 76(3) - Llodra/Santoro Group
(3) Alexander Zverev (GER) b. (6) Marin Cilic (CRO) 76(5) 76(1) - Guga Kuerten Group
(5) Mike Bryan/Jack Sock (USA) b. (3) Lukasz Kubot/Narcelo Melo (POL/BRA) 63 76(5) - Llodra/Santoro Group
(1) Novak Djokovic (SRB) b. (8) John Isner (USA) 64 63 - Guga Kuerten Group

domenica 11 novembre
(4) Jamie Murray/Bruno Soares (GBR/BRA) b. (6) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) 76(5) 46 10-5 - Knowles/Nestor Group
(4) Kevin Anderson (RSA) b. (6) Dominic Thiem (AUT) 63 76(10) - Lleyton Hewitt Group
(2) Juan Sebastian Cabal/Robert Farah (COL) b. (7) Nikola Mektic/Alexander Peya (CRO/AUT) 63 64- Knowles/Nestor Group
(7) Kei Nishikori (JPN) b. (2) Roger Federer (SUI) 76(4) 63 - Lleyton Hewitt Group

LA FORMULA - Nella fase a gruppi, da domenica 12 a venerdì 17 novembre, ogni giocatore si scontra con gli altri tre del proprio girone. I primi due di ogni girone avanzano alle semifinali: il primo del girone A sfida il secondo del girone B, e viceversa. In caso di parità tra due o più giocatori alla fine della fase a gironi, contano nell'ordine: numero di vittorie, numero di match giocati, scontro diretto, percentuale set vinti, percentuale game vinti, posizione in classifica ATP. Anche in questa edizione i gironi hanno i nomi di grandi campioni del passato: nel gruppo intitolato al brasiliano Gustavo "Guga" Kuerten (trionfatore al Masters nell’edizione del 2000) si sfideranno Novak Djokovic, Alexander Zverev, Marin Cilic e John Isner, mentre in quello che porta il nome dell'australiano Lleyton Hewitt (vincitore nel 2001 e nel 2002) si affronteranno invece Roger Federer, Kevin Anderson, Dominic Thiem e Kei Nishikori.
Due i gironi anche per le Atp Finals di doppio. Nel “Llodra/Santoro Goup” (a segno nell’edizione del 2005) sono inserite le coppie Oliver Marach/Mate Pavic, Lukasz Kubot/Narcelo Melo, Mike Bryan/Jack Sock e Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut, mentre del “Knowles/Nestor Group” (vincitori nel 2007; Nestor ha anche vinto nel 2008 e 2010 con Zimonjic e nel 2011 con Mirnyi) fanno parte Juan Sebastian Cabal/Robert Farah, Jamie Murray/Bruno Soares, Raven Klaasen/Michael Venus e Nikola Mektic/Alexander Peya.

I GIRONI

SINGOLARE

Guga Kuerten Group - (match vinti/persi - set vinti/persi)
(1) Novak Djokovic (SRB) 1/0 2/0
(3) Alexander Zverev (GER) 1/0 2/0
(6) Marin Cilic (CRO) 0/1 0/2
(8) John Isner (USA) 0/1 0/2

Lleyton Hewitt Group - (match vinti/persi - set vinti/persi)
(4) Kevin Anderson (RSA) 2/0 4/0
(7) Kei Nishikori (JPN) 1/1 2/2
(2) Roger Federer (SUI) 0/1 0/2
(6) Dominic Thiem (AUT) 0/1 0/2

DOPPIO

Llodra/Santoro Group - (match vinti/persi - set vinti/persi)
(1) Oliver Marach/Mate Pavic (AUT/CRO) 1/0 2/0
(5) Mike Bryan/Jack Sock (USA) 1/0 2/0
(3) Lukasz Kubot/Narcelo Melo (POL/BRA) 0/1 0/2
(8) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) 0/1 0/2

Knowles/Nestor Group - (match vinti/persi - set vinti/persi)
(4) Jamie Murray/Bruno Soares (GBR/BRA) 2/0 4/1
(2) Juan Sebastian Cabal/Robert Farah (COL) 1/1 2/2
(6) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) 1/1 3/2
(7) Nikola Mektic/Alexander Peya (CRO/AUT) 0/2 0/4 ]]>
Tue, 13 Nov 2018 19:27:55 UTC
<![CDATA[ GLI ASPIRANTI "MAESTRI" - Gli 8 protagonisti delle Atp Finals di Londra ]]> Due gli esordienti, tutti e due un bel po’ over trenta: il sudafricano Kevin Anderson, capace di riportare il suo Paese al Masters dopo 23 anni (l’ultimo era stato Wayne Ferreira, in gara nel 1995 a Francoforte), e lo statunitense John Isner.
Cinque i tennisti europei - Novak Djokovic, Roger Federer, Alexander Zverev, Marin Cilic e Dominic Thiem - a cui si aggiungono il sudafricano Anderson, il giapponese Kei Nishikori e lo statunitense Isner: otto i Paesi rappresentati.

NOVAK DJOKOVIC (SRB)
Età: 31 (22 maggio 1987, Belgrado); destro
Race: 1
Ranking Atp: 1
Titoli Atp: 72 (4 nel 2018: Wimbledon, Masters 1000 Cincinnati, Us Open, Masters 1000 Shanghai)
Partecipazioni al Masters: 11 (risultati precedenti: vincitore nel 2015, 2014, 2013, 2012 e 2008; finalista nel 2016, semifinalista nel 2010; round robin nel 2011, 2009 e 2007)

ROGER FEDERER (SUI)
Età: 37 (8 agosto 1981, Basilea, Svizzera); destro, rovescio a una mano
Race: 3
Ranking Atp: 3
Titoli Atp: 99 (4 nel 2018: Australian Open, Rotterdam Stoccarda, Basilea)
Partecipazioni al Masters: 16 (risultati precedenti: vincitore nel 2011, 2010, 2007, 2006, 2004 e 2003; finalista nel 2015, 2014, 2012 e 2005; semifinalista nel 2017, 2013, 2009 e 2002; round robin nel 2008)

ALEXANDER ZVEREV (GER)
Età: 21 (20 aprile 1997, Amburgo, Germania); destro, rovescio bimane
Race: 5
Ranking Atp: 5
Titoli Atp: 9 (3 nel 2018: Monaco, Masters 1000 Madrid, Washington)
Partecipazioni al Masters: 2 (risultati precedenti: round robin nel 2017)

KEVIN ANDERSON (RSA)
Età: 32 (18 maggio 1986, Johannesburg, Sud Africa); destro, rovescio bimane
Race: 6
Ranking Atp: 6
Titoli Atp: 5 (2 nel 2018: New York, Vienna)
Partecipazioni al Masters: 1

MARIN CILIC (CRO)
Età: 30 (28 settembre 1988, Medjugorie, Bosnia/Herzegovina); destro, rovescio bimane
Race: 7
Ranking Atp: 7
Titoli Atp: 18 (1 nel 2018: Queen’s Londra)
Partecipazioni al Masters: 4 (risultati precedenti: round robin nel 2017, 2016 e 2014)

DOMINIC THIEM (AUT)
Età: 25 (3 settembre 1993, Wiener Neustadt, Austria); destro, rovescio ad una mano
Race: 8
Ranking Atp: 8
Titoli Atp: 11 (3 nel 2018: Buenos Aires, Lione, San Pietroburgo)
Partecipazioni al Masters: 3 (risultati precedenti: round robin 2017 e 2016)

KEI NISHIKORI (JPN)
Età: 28 (29 dicembre 1989, Shimane, Giappone); destro, rovescio bimane
Race: 9
Ranking Atp: 9
Titoli Atp: 11 (nessuno nel 2018)
Partecipazioni al Masters: 4 (risultati precedenti: semifinalista nel 2016 e 2014; round robin 2015)

JOHN ISNER (USA)
Età: 33 (2 aprile 1983, Greensboro, North Carolina - Stati Uniti); destro, rovescio bimane
Race: 10
Ranking Atp: 10
Titoli Atp: 14 (2 nel 2018: Masters 1000 Miami, Atlanta)
Partecipazioni al Masters: 1

ALTERNATE:

KAREN KHACHANOV (RUS)
Età: 22 (21 maggio 1996, Mosca, Russia); destro, rovescio bimane
Race: 11
Ranking Atp: 11
Titoli Atp: 4 (3 nel 2018: Marsiglia, Mosca, Masters 1000 Parigi-Bercy)
Partecipazioni al Masters: 1

BORNA CORIC (CRO)
Età: 22 (14 novembre 1996, Zagabria, Croazia); destro, rovescio bimane
Race: 12
Ranking Atp: 12
Titoli Atp: 2 (1 nel 2018: Halle)
Partecipazioni al Masters: 1
]]>
Fri, 9 Nov 2018 23:06:20 UTC
<![CDATA[ BENNETEAU ATTACCA FEDERER - Nel mirino privilegi e conflitti d’interesse ]]>
BENNETEAU CONTRO PRIVILEGI E “CONFLITTI D’INTERESSE” - “Premessa: Roger è una leggenda del gioco, un'icona, è l'unico in grado di portare 15.000 persone a Parigi Bercy alle 10 del mattino. Niente da dire, però la nascita della Laver Cup ha fatto emergere alcuni inquietanti conflitti d'interesse”, le parole di Benneteau ospite della trasmissione ‘Les Grandes Gueules du Sport’. “La Laver Cup è un'esibizione, non ci sono criteri di selezione sportivi e vengono dati 750.000 dollari a Nick Kyrgios. Sì, le tariffe sono queste. Un'altra cosa: nell'organizzazione di questo evento c'è anche Craig Tiley, direttore dell'Australian Open, che si occupa dei diritti marketing e della TV. Il suo compenso viene pagato dall'agente di Federer . Negli ultimi due anni, Federer ha giocato 14 partite all'Australian Open, essendo arrivato in fondo, e ne ha disputate 12 o 13 in sessione serale”, sostiene il francese, citando poi un esempio di quanto accaduto a Melburne: “Nella stessa giornata Federer ha affrontato Jan-Lennard Struff – contro il quale io non ho nulla, sia chiaro – e Novak Djokovic giocava contro Gael Monfils. Siamo d’accordo che ogni direttore di torneo avrebbe programmato Djokovic-Monfils nella sessione serale alle 19.30, giusto? E invece no: hanno giocato alle 14.30, con 42 gradi, mentre Federer-Struff sono andati in campo alla sera”.

DJOKOVIC DIFENDE ROGER: “MERITA TRATTAMENTO SPECIALE” - A difesa del campione elvetico e di quello che è l’attuale sistema, una volta venuto a conoscenza di queste esternazioni, è sceso in campo proprio uno dei grandi rivali, Novak Djokovic. “Le affermazioni di Julien sono discutibili perché Roger, in un certo senso, merita un trattamento speciale perché ha vinto sei volte l'Australian Open e probabilmente è il più forte di sempre” - ha dichiarato l’attuale numero 1 del mondo – “Se non lui, chi merita questi privilegi? La gente vuole vederlo giocare nell'orario migliore, alle 7.30 della sera, sulla Rod Laver Arena. Posso comprendere il punto di vista di Julien perché a volte sembra che alcuni giocatori, anno dopo anno, possano ottenere più favori. Bisogna analizzare bene la questione per stabilire se c'è un caso o meno. Però bisogna capire che Federer è una forza trainante del tennis in termini di entrate e visibilità. Anche tennisti come Julien traggono beneficio dal tennis grazie a quello che ha fatto Federer”.
]]>
Tue, 13 Nov 2018 11:24:30 UTC