<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Mon, 16 Jan 2017 21:45:03 UTC <![CDATA[ MELBOURNE TODAY:ORE 17, 21, 23.30 - Su SuperTennis speciale Australian Open ]]>
Gli speciali saranno condotti nel nuovissimo studio della tv della FIT da Elena Ramognino e Giorgio Spalluto, anche grazie ai contributi di Francesca Paoletti, inviata di SuperTennis a Melbourne.
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Mon, 16 Jan 2017 16:30:55 UTC
<![CDATA[ LA DAVIS NEL MIRINO - Paolino e Andreas battono un colpo ]]>
Dopo 14 sconfitte di fila al primo turno negli Slam, una striscia negativa sulla quale Lorenzi con il gusto dell’ironia che lo contraddistingue ha spesso scherzato, ora il senese ha invertito la rotta: agli ultimi US Open ha centrato il terzo turno, qui a Melbourne eccolo al secondo. E non è finita: lo attende il serbo Troicki. “Sì, ma per pareggiare quelle 14 eliminazioni consecutive ora dovrei vincere altrettanti primi turni di fila…. Poi aggiunge: “Ho giocato un buon match e sono stato solido. Nel primo set il mio avversario ha avuto più palle break del sottoscritto, nel secondo ho recuperato un break di svantaggio e nel quarto sono stato lucido nell’annullare una palla break molto pericolosa che lo avrebbe messo del tutto di nuovo in partita. Sto bene e sono soddisfatto”.

Musica per le orecchie di Barazzutti, che su Paolino conta eccome per la difficile trasferta di Buenos Aires. E’ anche cominciata la pretattica stile calcio, perché qualche minuto dopo, quando in sala conferenza si è presentato Seppi, ad attenderlo c’erano un paio di colleghi argentini che volevano fargli qualche domanda sulla Davis. “A Buenos Aires non vengo, anzi vengo ma solo per mangiare l’asado… Quindi niente domande”, e occhiolino alla stampa italiana. Esaurita la gag (è ovvio che invece ci sarà), ecco le considerazioni sul suo stato di forma: “Ho giocato un buon match considerando che era il primo della stagione e per di più in un torneo dello Slam. Ho servito bene uscendo grazie alla battuta da qualche situazione complicata. Devo però rispondere meglio”. Sì, perché al secondo turno lo attende Nick Kyrgios, idolo locale un po’ discusso per i suoi atteggiamenti sopra le righe. Contro il bad boy australiano due anni fa perse negli ottavi dopo aver battuto nel turno precedente un certo Federer. Era avanti di due set e arrivò anche a giocarsi il match point, annullato da Kyrgios con un ace. “Ci riproverò mercoledì, anche se lui è ulteriormente cresciuto. Però sono qui e me la gioco”. Ci conta il capitano azzurro. Ci contiamo tutti noi. ]]>
Mon, 16 Jan 2017 10:49:36 UTC
<![CDATA[ DEMONIO O PICCOLO HEWITT? - A 17 anni De Minaur si aggrega alla Next Gen! ]]>
Così, Alex, sorpassa in un attimo i giovanissimi connazionali di talento, Tomic e Kyrgios, e strappa l’etichetta di più intrigante prospetto di casa, con quel 17 febbraio 1999 che sventola sui documenti, il sangue arricchito dall’incrocio fra la mamma spagnola e il papà uruguagio, l’esperienza ad Alicante, in Spagna, fino ai cinque anni prima di trasferirsi in Australia con la famiglia, le tre lingue che parla correttamente (inglese, spagnolo e francese), l’abitudine al successo da under 18 (campione di doppio a Melbourne e finalista in singolare a Wimbledon, contro il quotato canadese Shapovalov, ha chiuso il 2016 da numero 2 del mondo, con semifinali a Parigi e New York), e da subito anche da pro (con la finale challenger di novembre ad Eckental, passando dalle qualificazioni, bocciato solo dal più esperto Steve Darcis).

Su di lui, del resto, scommettono in tanti. Dall’acuto ex ct di Davis, John Fitzgerald: “E’ impressionante per quanto è istintivo: è un piccolo Hewitt”, allo stesso, attuale ct della nazionale, proprio “Hewitt il selvaggio”, che se l’è tenuto in casa e l’ha seguito passo passo nella preparazione invernale. Memore della somiglianza tecnica con Alex e della precocità, visto che anche lui aveva vinto il primo match negli Slam proprio agli Australian Open. Con un bel grazie da parte di Alex: “E’ stato bello ricevere tutto il tempo tutti quei suggerimenti e tutti quei pensieri da parte sua. E’ stata una super preparazione per gli Australian Open. Non potrei essere più felice. L’anno scorso al Roland Garros juniores mi aveva parlato in modo molto carino, e mi aveva assicurato che mi sarebbe stato d’aiuto in qualsiasi cosa e quest’anno sono stato con lui sia a Sydney che a Melbourne. E’ incredibile tutto quello che ha già fatto per me, non potrei essergli più grato. Ho passato tanto tempo anche con la sua famiglia”.

Non guardate al numero 333 del mondo, ai centimetri d’altezza (180) e ai chili (69) che non sono tantissimi in uno sport sempre più da giganti. Non guardate alla mancanza di un vero colpo del ko, il ragazzo, destrorso, con rovescio a due mani dei tempi moderni, ha gran velocità di piedi, braccia e colpo d’occhio, sa far tutto, vede benissimo il gioco, e cresce di partita in partita. Fino a questo primo match di sempre al meglio di cinque set, nei quali ha accusato anche i crampi e tanti alti e bassi: “Non ho parole per descrivere come mi sento, è il momento più felice della mia vita, ho sofferto un bel po’. Non pensavo proprio di vincere , ma anche grazie a questo incredibile pubblico sono riuscito a farcela, ed è stata un’esperienza incredibile”. Anche senza l’unitissima famiglia al fianco che è rientrata da tempo in Spagna, dove i genitori gestiscono un ristorante (“Non sono riusciti a vedere il match in tv, l’hanno seguito sul live score”). Mentre la sorella, che vive a Sydney, non è potuta essere presente perché sta per dare alla luce il primo figlio. 

Curioso, proprio mentre Alex De Minaur, a spese di Melzer fratello, aggiungeva con una bella sottolineatura il proprio nome alla lista della già intrigante NexGen Atp da cui scaturiranno i magnifici 8 per il primo Masters giovani il 7-11 novembre a Milano, i veterani di qualità Roger Federer e Jurgen Melzer si sono ritrovati di fronte anche loro nel primo turno degli Australian Open, per l’ennesima volta dopo quel primo confronto dell’Orange Bowl 1998. Il "piccolo Hewitt” sarebbe nato soltanto tre mesi dopo. ]]>
Mon, 16 Jan 2017 14:36:09 UTC
<![CDATA[ MELBOURNE: LORENZI E SEPPI OK - Vanni si ritira. Domani Fognini e Fabbiano ]]> Il senese, numero 43 del ranking mondiale, alla sesta presenza a Melbourne, si è imposto per 64 76(4) 67(4) 64, dopo una battaglia di tre ore e 15 minuti, sull'australiano James Duckworth, numero 107 Atp. Il 35enne senese, che ha recuperato un break di svantaggio sia nel secondo che nel terzo set, ha avuto la chance di chiudere in tre parziali ma ha mancato due match-point nel dodicesimo gioco della seconda frazione con l'australiano al servizio.
Al secondo turno Lorenzi troverà il serbo Viktor Troicki, numero 29 del seeding, che ha fermato Paolo al secondo turno del torneo di Sydney qualche giorno fa.

Bene anche l'altoatesino, numero 89 Atp, 32 anni il prossimo 21 febbraio, che disputa per la dodicesima volta il primo Slam dell’anno dove ha raggiunto in due occasioni gli ottavi (2013 e 2015). Andreas ha battuto 64 76(4) 67(3) 75, in tre ore e cinque minuti di gioco, un altro veterano come il francese Paul-Henri Mathieu, numero 75 del ranking mondiale, aggiudicandosi il terzo confronto consecutivo con il 35enne di Strasburgo (che resta avanti per 4-3 nel computo globale). Per Andreas grande l'aiuto ricevuto dal servizio con ben 34 ace ed una percentuale dell'80% dei punti vinti quando ha messo la prima. L'azzurro micidiale anche sui break-point salvati: ben 13 su 14.
Al secondo turno Seppi ritroverà la stella aussie Nick Kyrgios, numero 14 Atp e del seeding, che due anni fa proprio a Melbourne negli ottavi lo eliminò dopo aver salvato match-point (Kyrgios si è imposto anche al secondo turno degli Us Open 2014)..

Esordio sfortunato, invece, per Luca Vanni nel tabellone principale. Il 31enne toscano, numero 157 del ranking mondiale, è stato costretto al ritiro dopo 40 minuti nella sfida che lo vedeva opposto il ceco Tomas Berdych, numero 10 Atp e decima testa di serie, semifinalista nel 2014 e nel 2015 e sempre almeno nei quarti nelle ultime sei edizioni. Perso il primo set 61, punteggio forse troppo severo. Vanni si è arreso sotto 0-30 nel game di apertura del secondo parziale per un problema all’inguine della coscia destra. Il tennista toscano aveva superato le qualificazioni.

In gara a Melbourne ci sono anche Fabio Fognini e Thomas Fabbiano, che giocheranno domani. Il 29enne ligure di Arma di Taggia, numero 48 del ranking mondiale (gli ottavi nel 2014 il suo miglior risultato nel major Aussie, a cui partecipa per la decima volta, con lo storico successo in doppio nell’edizione 2015), è stato sorteggiato contro lo spagnolo Feliciano Lopez, numero 29 Atp e 28esima testa di serie, che si è aggiudicato entrambi i precedenti, sempre disputati a livello Slam (lo scorso anno a Wimbledon in cinque set, con tanto di polemica finale, e agli US Open 2015 in tre).
Il 27enne pugliese di San Giorgio Ionico, numero 141 del ranking mondiale, che al quinto tentativo si è guadagnato un posto nel tabellone principale dello Slam Aussie, ha un esordio tutto sommato "possibile" contro lo statunitense Donald Young, numero 85 Atp, che a Melbourne vanta un terzo turno raggiunto nel 2013.
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RISULTATI
“Australian Open”
Grand Slam
Melbourne, Australia
16 - 29 gennaio, 2017
Aus$ 50.000.000 - cemento

SINGOLARE
Primo turno
(10) Thomas Berdych (CZE) b. (q) Luca Vanni (ITA) 61 ritiro
Paolo Lorenzi (ITA) b. James Duckworth (AUS) 64 76(4) 67(4) 64
Andreas Seppi (ITA) b. Paul-Henri Mathieu (FRA) 64 76(4) 67(3) 75
(q) Thomas Fabbiano (ITA) c. Donald Young (USA)
Fabio Fognini (ITA) c. (28) Feliciano Lopez (ESP)

Secondo turno
Paolo Lorenzi (ITA) c. (29) Viktor Troicki (SRB)
Andreas Seppi (ITA) c. (14) Nick Kyrgios (AUS)

DOPPIO
Fabio Fognini/Fernando Verdasco (ITA/ESP) c. Jerzy Janowicz/Marcin Matkowski (POL)
Aliaksandr Bury/Paolo Lorenzi (BLR/ITA) c. (6) Raven Klaasen/Rajeev Ram (RSA/USA)

QUALIFICAZIONI MASCHILI
Primo turno
Blaz Kavcic (SLO) b. Matteo Donati (ITA) 62 3-3 rit.
(2) Frances Tiafoe (USA) b. Marco Cecchinato (ITA) 63 57 75
Mirza Basic (BIH) b. Lorenzo Giustino (ITA) 36 63 62
(31) Thomas Fabbiano (ITA) b. Bradley Klahn (USA) 61 67(3) 63
Jan Satral (CZE) b. (12) Alessandro Giannessi (ITA) 76(6) 76(4)
Luca Vanni (ITA) b. Federico Gaio (ITA) 57 62 63
(30) Vincent Millot (FRA) b. Riccardo Bellotti (ITA) 63 61
Reilly Opelka (USA) b. Stefano Napolitano (ITA) 75 63

Secondo turno
(31) Thomas Fabbiano (ITA) b. Akira Santillan (JPN) 46 64 62
Luca Vanni (ITA) b. Alexander Sarkissian (USA) 36 63 62

Turno di qualificazione
(31) Thomas Fabbiano (ITA) b. Andre Ghem (BRA) 64 76(4)
Luca Vanni (ITA) b. Jan Satral (CZE) 46 64 64

SINGOLARE MASCHILE ]]>
Mon, 16 Jan 2017 09:01:17 UTC
<![CDATA[ DIARIO DA MELBOURNE / 11 - Un "escort" per amico ]]>
La convocazione avviene sempre allo stesso modo, che si tratti di un primo turno di quali o la finale. Dagli altoparlanti disseminati nella zona giocatori una voce annuncia stentorea: “Could the following players please report to the practice desk for your escort to Rod Laver Arena. Men single championship… Novak Djokovic… Roger Federer”, cioé “Si invitano gentilmente i seguenti giocatori a presentarsi al practice desk: singolare maschile...”. Il resto non ha bisogno di traduzione. A quel punto Tizio e Caio escono dallo spogliatoio, dal ristorante o dal bagno, si presentano il più delle volte senza scambiarsi uno sguardo, si sistemano le cuffie, si caricano il borsone e si incamminano verso il campo. Se è la Rod Laver Arena tutto quel che devono fare è attraversare un corridoio di una cinquantina di metri tempestato di pannelli coi disegni dei vincitori del passato. Se è la Margaret Court, devono invece percorrere un corridoio appena più lungo, che al posto dei pannelli è tappezzato da foto. Se parliamo dei due show court o dei campi tra il 5 e il 15, basta continuare sulla stessa strada per altri tre-quattrocento metri. Se si gioca sui campi tra il 16 e il 23, si piega invece verso est. Se poi capita l’Hi Sense arena, ci vorrebbe una navetta. Invece anche in quel caso ci sono loro.

Che sia un match o un allenamento, il comune denominatore sono gli escort. Massicci figuri imbronciati che paiono buttafuori e spesso nella vita di tutti i giorno lo sono davvero. Hanno il compito di aspettare i giocatori con un cartello che li fa molto guide turistiche all’aeroporto, di condurre i giocatori ai campi e se necessario di proteggerli dalle ondate di affetto della gente. Nei primi giorni del torneo ne servono una cinquantina. Ad andarli a riprendere a giochi fatti ci pensano invece i runners. Che invece di correre, camminano. Ma tanto tanto. L’anno scorso uno di loro mi ha mostrato il pedometro: a fine giornata si era ciucciato più di trentamila passi. Ma stanno molto peggio degli escort anche per un altro motivo motivi: sono loro a far sapere ai tennisti che un giornalista ha fatto richiesta di un’intervista one-to-one anche in caso di sconfitta. Spesso quello che si sentono rispondere non è per niente bello.

DIARIO DA MELBOURNE / 1

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DIARIO DA MELBOURNE / 10 ]]>
Mon, 16 Jan 2017 08:20:31 UTC